Sicurezza
Spiagge sporche e spesso inaccessibili
Melisanda Massei Autunnali
Spazi sempre più ridotti per cittadini e turisti sulla costa urbana. Frane e mareggiate hanno peggiorato le condizioni in quasi tutto il litorale.
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PIOMBINO. E’ un’estate complicata quella che aspetta a cittadini e turisti in procinto di godersi il sole della bella stagione dalle spiagge della città. Un’estate che porta con sé le conseguenze delle cattive condizioni meteorologiche dello scorso inverno: con svantaggi che, se fino a questo momento avevano avuto un loro peso da punto di vista estetico, oltre che della sicurezza, vanno adesso a rappresentare un vero limite per l’indipendenza turistica e balneare di Piombino, alle prese con un calo di spiagge accessibili molto più che sensibile. Se gli anni scorsi offrivano infatti buone risorse a chi - non avendo la possibilità di allontanarsi dal centro per raggiungere le spiagge limitrofe in direzione San Vincenzo o Follonica - poteva comunque usufruire di una buona varietà di punti-spiaggia anche a Piombino, lo stato attuale delle cose riduce, a conti fatti, di una considerevole percentuale le opportunità di concedersi una mattina un pomeriggio al mare restando in città.
La più importante - e senz’altro la più lodevole sul piano dell’organizzazione - riguarda la zona di Calamoresca, dove una spiaggia e un tratto di mare puliti corrispondono a strutture attrezzate, che ben compensano il lungo tratto di strada necessario a raggiungerlo. Quasi il contrario di quanto accade a Salivoli, dove la spiaggia, facilmente accessibile in qualsiasi situazione, ha dovuto tuttavia beneficiare di un intervento di pulizia di grossa portata per l’eliminazione dei detriti e dei liquami che nel corso dei mesi si erano incorporati alle alghe fino a raggiungere accumuli alti quasi due metri: situazione, questa, che aveva coinvolto, seppur per qualche decina di metri, solamente un tratto di litorale, quello più vicino al porticciolo e immediatamente a ridosso degli scogli, e che tuttora, almeno in parte, non risparmia il mare prospiciente. Assai migliori le condizioni della zona sul lato opposto, corrispondente allo stabilimento balneare ormai attivo da alcuni anni. L’unico, assieme a quello di Calamoresca, che permette che queste due spiagge siano frequentabili anche da parte dei disabili. Un percorso ideale lungo la costa conduce ai tratti che le frane di novembre e dicembre hanno penalizzato in maniera più netta: quello del Canaletto, innanzitutto, al quale gli aspiranti bagnanti dovranno rinunciare, almeno per questa estate, con la sola eccezione del piccolo braccio corrispondente alla spiaggia privata di proprietà dell’hotel-ristorante.
Ingresso blindato con una vistosa transenna anche per la scaletta - da tempo pericolante e fatiscente - che dalla parte più estrema del grande parco di via Amendola conduce a una delle insenature più suggestive dell’intero disegno costiero di Piombino. Insieme ad essa sarà preclusa ai piombinesi l’opportunità di uno dei tratti d’acqua in assoluto più puliti e favorevoli alla balneazione: chi vorrà potrà comunque in parte recuperarne i benefici scegliendo l’altra spiaggia in ghiaia sottostante il viale, dove l’accesso dal lungo stradone in cemento è comunque garantito, pur tra qualche erbaccia e molta sporcizia. Ancora frane rendono critiche le condizioni di ingresso alla spiaggia sotto la chiesa dei Frati, anch’essa ormai da tempo transennata. Cambio di abitudini - e per cause analoghe - anche per chi frequentava gli scogli sottostanti Cittadella, unica zona dove al momento siano in corso lavori di recupero. Una piccola spiaggia adiacente il porticciolo di Marina garantirebbe spazi a disposizione per un numero discreto di bagnanti con poche esigenze di spazio. Sono piuttosto le alghe, in quantità sensibile, a rendere perplessi sulla fruibilità di questo punto, soprattutto guardando al fatto che il loro è uno dei problemi più forti di questa zona, tale da pregiudicare anche l’integrità dell’altra spiaggia - molto più grande e frequentata - a cui si arriva dagli scalini all’ingresso di piazza Bovio. Una grossa chiazza di liquami e mucillagine, inoltre, compromette il mare appena di fronte, lo stesso che dai punti più estremi della piazza appare invece limpido e del tutto estraneo a condizioni di inquinamento.
Rifiuti grandi e piccoli, moltissimi in plastica o materiali ormai arrugginiti, inoltre, controbilanciano in negativo le buone condizioni della scala d’accesso. Infine, “sotto Bernardini”, il tratto litoraneo antistante il cimitero, che vanta un buon mare, una spiaggia sommariamente pulita e la garanzia, tramite uno stradone, di una discreta possibilità di ingresso: quella che si appare invece quasi totalmente impedita quando, non appena superato il camposanto, dagli ex-Macelli, ci si imbatte nel sentiero ripidissimo e scosceso fino a un spiaggia naturalmente attraente, ma compromessa da ogni tipo di rifiuto.
La più importante - e senz’altro la più lodevole sul piano dell’organizzazione - riguarda la zona di Calamoresca, dove una spiaggia e un tratto di mare puliti corrispondono a strutture attrezzate, che ben compensano il lungo tratto di strada necessario a raggiungerlo. Quasi il contrario di quanto accade a Salivoli, dove la spiaggia, facilmente accessibile in qualsiasi situazione, ha dovuto tuttavia beneficiare di un intervento di pulizia di grossa portata per l’eliminazione dei detriti e dei liquami che nel corso dei mesi si erano incorporati alle alghe fino a raggiungere accumuli alti quasi due metri: situazione, questa, che aveva coinvolto, seppur per qualche decina di metri, solamente un tratto di litorale, quello più vicino al porticciolo e immediatamente a ridosso degli scogli, e che tuttora, almeno in parte, non risparmia il mare prospiciente. Assai migliori le condizioni della zona sul lato opposto, corrispondente allo stabilimento balneare ormai attivo da alcuni anni. L’unico, assieme a quello di Calamoresca, che permette che queste due spiagge siano frequentabili anche da parte dei disabili. Un percorso ideale lungo la costa conduce ai tratti che le frane di novembre e dicembre hanno penalizzato in maniera più netta: quello del Canaletto, innanzitutto, al quale gli aspiranti bagnanti dovranno rinunciare, almeno per questa estate, con la sola eccezione del piccolo braccio corrispondente alla spiaggia privata di proprietà dell’hotel-ristorante.
Ingresso blindato con una vistosa transenna anche per la scaletta - da tempo pericolante e fatiscente - che dalla parte più estrema del grande parco di via Amendola conduce a una delle insenature più suggestive dell’intero disegno costiero di Piombino. Insieme ad essa sarà preclusa ai piombinesi l’opportunità di uno dei tratti d’acqua in assoluto più puliti e favorevoli alla balneazione: chi vorrà potrà comunque in parte recuperarne i benefici scegliendo l’altra spiaggia in ghiaia sottostante il viale, dove l’accesso dal lungo stradone in cemento è comunque garantito, pur tra qualche erbaccia e molta sporcizia. Ancora frane rendono critiche le condizioni di ingresso alla spiaggia sotto la chiesa dei Frati, anch’essa ormai da tempo transennata. Cambio di abitudini - e per cause analoghe - anche per chi frequentava gli scogli sottostanti Cittadella, unica zona dove al momento siano in corso lavori di recupero. Una piccola spiaggia adiacente il porticciolo di Marina garantirebbe spazi a disposizione per un numero discreto di bagnanti con poche esigenze di spazio. Sono piuttosto le alghe, in quantità sensibile, a rendere perplessi sulla fruibilità di questo punto, soprattutto guardando al fatto che il loro è uno dei problemi più forti di questa zona, tale da pregiudicare anche l’integrità dell’altra spiaggia - molto più grande e frequentata - a cui si arriva dagli scalini all’ingresso di piazza Bovio. Una grossa chiazza di liquami e mucillagine, inoltre, compromette il mare appena di fronte, lo stesso che dai punti più estremi della piazza appare invece limpido e del tutto estraneo a condizioni di inquinamento.
Rifiuti grandi e piccoli, moltissimi in plastica o materiali ormai arrugginiti, inoltre, controbilanciano in negativo le buone condizioni della scala d’accesso. Infine, “sotto Bernardini”, il tratto litoraneo antistante il cimitero, che vanta un buon mare, una spiaggia sommariamente pulita e la garanzia, tramite uno stradone, di una discreta possibilità di ingresso: quella che si appare invece quasi totalmente impedita quando, non appena superato il camposanto, dagli ex-Macelli, ci si imbatte nel sentiero ripidissimo e scosceso fino a un spiaggia naturalmente attraente, ma compromessa da ogni tipo di rifiuto.
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