Il Tirreno

Ecco chi può ampliare la casa e chi no

Francesca Barone
Ecco chi può ampliare la casa e chi no

Interventi possibili a Salivoli e Ghiaccioni ma non in centro storico. Opportunità solo su abitazioni mono e bifamiliari e su edifici con superficie utile non superiore a 350 metri quadrati.

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Ancora qualche giorno e poi chi ha nel cassetto un progetto edilizio che intende realizzare, potrà tirarlo fuori. La scorsa settimana, infatti, il consiglio regionale ha approvato la legge straordinaria sull’edilizia, meglio conosciuta come “Piano casa”. La nuova normativa entrerà in vigore a fine mese, ma già si prospetta una strada più stretta e tortuosa di quanto è apparsa finora, uno slalom tra i paletti imposti dalla Regione per scongiurare la colata di cemento. Rispetto al piano nazionale, infatti, la Regione Toscana (che tra l’altro è stata la prima in Italia ad approvare la legge) ha imposto molti vincoli destinati a restringere il campo di azione della normativa che ogni Comune dovrà interpretare in relazione col proprio piano regolatore. Anche all’ufficio urbanistica di Piombino è partita la corsa all’interpretazione del nuovo provvedimento. Secondo le prime stime dell’amministrazione comunale, che in questi giorni sta studiando per individuare con esattezza le aree residenziali dove potranno essere effettuati interventi di ampliamento, in città e nelle zone circostanti le richieste di allargamento potranno essere poche, proprio in virtù dei paletti fissati dalla Regione. Quali edifici. Gli interventi straordinari di ampliamento possono essere realizzati solo su abitazioni mono e bifamiliari e su edifici con superficie utile lorda non superiore a 350 metri quadrati.

Dove si può e dove non si può. Occorre, però, vedere in quale zona è l’edificio è ubicato. Non possono essere ampliate le abitazioni che si trovano nel centro storico, gli edifici definiti dalla pianificazione urbanistica comunale di valore storico, culturale e architettonico, quelli collocati in aree a rischio idrogeologico e quelli ubicati in aree soggette a piano attuativo della pianificazione urbanistica comunale. «Stiamo studiando attentamente la nuova normativa - spiega l’architetto Camilla Cerrina, dirigente del settore programmazione territoriale ed economica del Comune di Piombino - stiamo preparando una cartografia dettagliata sulla quale saranno individuate le aree potenzialmente interessate all’applicazione della legge. Per il momento posso solo dire che a Piombino, oltre al centro storico saranno escluse anche la città ’800-900esca e altre porzioni di tessuto urbano. Dovremo considerare anche i vincoli monumentali.

Per quanto riguarda, invece, le aree soggette a rischio idrogeologico, nel territorio comunale sono poche». «Possiamo dire - prosegue l’architetto Cerrina - che le zone potenzialmente interessate sono quelle contemporanee, come Salivoli, Ghiaccioni, parte di San Rocco e anche frazioni come Populonia. All’interno di queste aree, dovranno comunque essere valutate le caratteristiche di ogni singola abitazione». «Una legge non può stravolgere la pianificazione urbanistica di un Comune - commenta l’assessore Luciano Francardi - e sembra proprio che questa nuova normativa regionale non lo faccia». Interventi previsti dalla legge. L’ampliamento, che ha come premessa l’installazione di sistemi di risparmio energetico, può raggiungere il 20% della superficie utile lorda, che non equivale alla superficie dell’appartamento ma va calcolata secondo le indicazioni della Regione. Siccome gli edifici da ampliare non possono avere superficie superiore a 350 metri quadrati, l’aggiunta massima consentita sarà di 70 metri quadrati. La parte di immobile eventualmente condonata in passato andrà detratta dal calcolo. Ricostruire ex novo. L’edificio può essere anche demolito e ricostruito, con un ampliamento che può arrivare al 35% della superficie lorda utile. L’intervento è possibile anche in edifici con destinazione d’uso diversa da quella abitativa (non oltre il 15% della superficie lorda utile).

La ricostruzione può essere un’ottima soluzione per edifici in pessimo stato di conservazione da frazionare in piccoli appartamenti. Decidersi alla svelta. La normativa resterà in vigore fino al 31 dicembre 2010, dopodiché si potrebbe tornare a un regime più restrittivo. Quindi, chi sogna una camera o un bagno in più e pensa di avere i requisiti richiesti dalla legge regionale per ampliare i volumi della propria abitazione, non perda tempo. Per avviare i lavori sarà sufficiente presentare in Comune una dichiarazione di inizio attività (Dia) redatta da un tecnico.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa