Sicurezza
piombino
Cinque indagati per il crollo della gru
Giorgio Pasquinucci
L'incidente nel novembre scorso al pontile della Lucchini
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PIOMBINO. Cinque avvisi di garanzia sono stati emessi dalla procura della Repubblica di Livorno per il crollo del braccio della gru sul pontile Lucchini avvenuto il 25 novembre dell’anno scorso. Un grave incidente che solo per fortuna non ebbe conseguenze per i lavoratori che in quel momento stavano oparando sui piazzali del molo. Tra gli indagati Bruno Pietrini, amministratore unico della Siderpiombino, l’impresa di Montegemoli che ha costruito la gru. Ma analogo provvedimento ha coinvolto anche il progettista dell’impianto, il direttore della Lucchini Marcello Calcagni e, a cascata, altri tecnici dello stabilimento siderurgico. Un cedimento strutturale quasi inspiegabile. La gru, costruita solo cinque anni fa, secondo le dichiarazioni del costruttore aveva infatti una capacità di sollevamento di 85 tonnellate. Il fatto sconcertante, però, è che il cedimento del gigantesco braccio - secondo le stesse dichiarazioni rilasciate all’epoca dai dirigenti Lucchini - avvenne dopo che la gru aveva appena sollevato e caricato nella stiva di una nave una bramma (un lastrone d’acciaio dal peso di circa 27 tonnellate) e stava girando a vuoto per effettuare un altro carico.
Il rumore fortissimo provocato dal cedimento, avvertito immediatamente dai lavoratori che stavano operando puntile, evitò probabilmente che l’incidente si trasformasse in una vera e propria tragedia. Pare che a piegarsi sia stato dapprima uno dei tubi che costituisco la struttura, poi l’intero braccio collassò a terra, trattenuto solo parzialmente dai cavi della gru. Sull’incidente il servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dall’Asl aprì immediatamente un’inchiesta, inviando una prima relazione alla procura, sulla base della quale il pm Antonella Tenarani ordinò il sequestro delle gru per consentire l’accertamento delle cause e delle eventuali responsabilità dell’incidente. Per conto proprio la direzione Lucchini decise di avviare un’indagine interna. Secondo quanto riferirono alcuni lavoratori ai responsabili delle Rls, già nei giorni precedenti sarebbero stati avvertiti pericolosi scricchiolamenti durante le operazioni di carico delle bramme. Il fatto tuttora quasi inspiegabile è perché il cedimento del braccio delle gru sia avvenuto in fase di manovra a vuoto e non durante il sollevamento del carico.
Il sostituto procuratore delle Repubblica Tenerani, una volta acquisita la documentazione dell’Asl, ha affidato un incarico per ulteriori accertamenti ad un perito esterno di fiducia. Periti di parte sono stati anche nominati sia dalla Siderpiombino che dalla Lucchini. E proprio in questi giorni il magistrato sarebbe impegnato a confrontare le diverse valutazioni degli esperti. Aldilà delle conseguenze che il grave incidente avrebbe potuto provocare ai lavoratori in quel momento all’opera sul pontile, le valutazioni del giudice saranno determinanti per stabilire le responsabilità. Da una parte c’è un danno economico subito dalla Lucchini, che nel caso di accertati difetti strutturali della gru potrebbe rivalersi nei confronti del costruttore. Dall’altro un danno d’immagine che Siderpiombino potrebbe far valere in caso che dall’inchiesta emergessero deficit di manutenzione dell’impianto o un suo utilizzo fuori dalle prescrizioni indicate dal costruttore. L’indagine è comunque ancora in corso e ovviamente, prima di agire, le parti attendono la fine del procedimento avviato dal magistrato.
Il rumore fortissimo provocato dal cedimento, avvertito immediatamente dai lavoratori che stavano operando puntile, evitò probabilmente che l’incidente si trasformasse in una vera e propria tragedia. Pare che a piegarsi sia stato dapprima uno dei tubi che costituisco la struttura, poi l’intero braccio collassò a terra, trattenuto solo parzialmente dai cavi della gru. Sull’incidente il servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dall’Asl aprì immediatamente un’inchiesta, inviando una prima relazione alla procura, sulla base della quale il pm Antonella Tenarani ordinò il sequestro delle gru per consentire l’accertamento delle cause e delle eventuali responsabilità dell’incidente. Per conto proprio la direzione Lucchini decise di avviare un’indagine interna. Secondo quanto riferirono alcuni lavoratori ai responsabili delle Rls, già nei giorni precedenti sarebbero stati avvertiti pericolosi scricchiolamenti durante le operazioni di carico delle bramme. Il fatto tuttora quasi inspiegabile è perché il cedimento del braccio delle gru sia avvenuto in fase di manovra a vuoto e non durante il sollevamento del carico.
Il sostituto procuratore delle Repubblica Tenerani, una volta acquisita la documentazione dell’Asl, ha affidato un incarico per ulteriori accertamenti ad un perito esterno di fiducia. Periti di parte sono stati anche nominati sia dalla Siderpiombino che dalla Lucchini. E proprio in questi giorni il magistrato sarebbe impegnato a confrontare le diverse valutazioni degli esperti. Aldilà delle conseguenze che il grave incidente avrebbe potuto provocare ai lavoratori in quel momento all’opera sul pontile, le valutazioni del giudice saranno determinanti per stabilire le responsabilità. Da una parte c’è un danno economico subito dalla Lucchini, che nel caso di accertati difetti strutturali della gru potrebbe rivalersi nei confronti del costruttore. Dall’altro un danno d’immagine che Siderpiombino potrebbe far valere in caso che dall’inchiesta emergessero deficit di manutenzione dell’impianto o un suo utilizzo fuori dalle prescrizioni indicate dal costruttore. L’indagine è comunque ancora in corso e ovviamente, prima di agire, le parti attendono la fine del procedimento avviato dal magistrato.
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