Sicurezza
elba
Appartamenti Peep ai non residenti
Valentina Landucci
Facili le pratiche, dai venditori i consigli su come acquistare
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MARINA DI CAMPO. Case "facili" alla Pila. Con 200mila euro il sogno dell'appartamento all'Elba può diventare realtà. Anche se si tratta di una casa di edilizia economica e popolare (peep) e non hai i requisiti per comprarla. Basta chiedere: suggerimenti a portata di telefono e pratiche per la residenza, "formalità" per l'acquisto, non complicate. Abbiamo fatto una prova, suggerita da un volantino pubblicitario.
Le case in vendita sono le stesse sulle quali da un anno si è aperta un'inchiesta della magistratura, supportata dalle indagini degli uomini della Guardia di Finanza di Portoferraio, per il sovradimensionamento del piano di realizzazione delle case - 250 in tutto - e per l'assegnazione indebita delle abitazioni. All'epoca partirono dieci avvisi di garanzia. Anche in quel caso c'erano stati casi di vendita sospetti, suggeriti da offerte di case peep su internet analoghe a quelle distribuite in questi giorni.
La procedura. La domanda iniziale: è normale "vendere" le case peep? La procedura adottata a Campo, oggi come 12 mesi fa, è quantomeno distante dall'ordinario. Le case costruite nell'ambito di un piano di edilizia economica e popolare da parte di consorzi e cooperative selezionate tramite bando pubblico vengono affidate anzitutto ai soci della cooperativa in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge: la residenza nel Comune in cui si trovano le case e il fatto che si tratti di "prima casa". Nei casi in cui il patrimonio edilizio di nuova edificazione esaurisca le richieste dei soci delle cooperative costruttrici le case possono essere vendute anche ad altri, nel rispetto dei parametri di legge (residenza e prima casa). E' su questi che si gioca la partita dell'acquisto. Aggirarli, a quanto pare, è abbastanza facile.
La telefonata. Per dimostralo basta una telefonata a chi pubblica gli annunci. Quello che abbiamo provato a fare noi. «Ho visto la vostra pubblicità. Sto cercando una seconda casa all'Elba. Vorrei sapere quanto costano gli appartamenti alla Pila» chiede il turista-esca. «Bisognerebbe essere residenti per acquistarle, si tratta di un piano peep» risponde correttamente la voce dall'altra parte del filo. «Ma io non sono residente» la replica. «Basta che prenda la residenza al momento del rogito» la risposta. Le soluzioni per acquistare la prima "finta" casa a prezzi agevolati e - volendo - con i consigli del costruttore si trovano. Formalmente alla fine della trattativa tutto risulta in regola. Ma quelle abitazioni, destinate alle famiglie meno abbienti di Campo, rischiano di finire nelle mani di falsi residenti che non cercano altro che una seconda casa.
Il cavillo. Poco importa se i costruttori o i venditori siano o meno onesti. Il rischio c'è comunque e, in buona parte, dipende dai meccanismi con i quali nascono i piani di edilizia popolare. L'assegnazione delle case, infatti, non passa dal Comune. E questo la legge lo prevede. L'ente pubblico, però, è chiamato a controllare le assegnazioni per evitare che un peep si trasformi in una speculazione edilizia, una delle ipotesi di reato, tra le altre cose, al centro dell'indagine della Finanza su Marina di Campo.
Le case in vendita sono le stesse sulle quali da un anno si è aperta un'inchiesta della magistratura, supportata dalle indagini degli uomini della Guardia di Finanza di Portoferraio, per il sovradimensionamento del piano di realizzazione delle case - 250 in tutto - e per l'assegnazione indebita delle abitazioni. All'epoca partirono dieci avvisi di garanzia. Anche in quel caso c'erano stati casi di vendita sospetti, suggeriti da offerte di case peep su internet analoghe a quelle distribuite in questi giorni.
La procedura. La domanda iniziale: è normale "vendere" le case peep? La procedura adottata a Campo, oggi come 12 mesi fa, è quantomeno distante dall'ordinario. Le case costruite nell'ambito di un piano di edilizia economica e popolare da parte di consorzi e cooperative selezionate tramite bando pubblico vengono affidate anzitutto ai soci della cooperativa in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge: la residenza nel Comune in cui si trovano le case e il fatto che si tratti di "prima casa". Nei casi in cui il patrimonio edilizio di nuova edificazione esaurisca le richieste dei soci delle cooperative costruttrici le case possono essere vendute anche ad altri, nel rispetto dei parametri di legge (residenza e prima casa). E' su questi che si gioca la partita dell'acquisto. Aggirarli, a quanto pare, è abbastanza facile.
La telefonata. Per dimostralo basta una telefonata a chi pubblica gli annunci. Quello che abbiamo provato a fare noi. «Ho visto la vostra pubblicità. Sto cercando una seconda casa all'Elba. Vorrei sapere quanto costano gli appartamenti alla Pila» chiede il turista-esca. «Bisognerebbe essere residenti per acquistarle, si tratta di un piano peep» risponde correttamente la voce dall'altra parte del filo. «Ma io non sono residente» la replica. «Basta che prenda la residenza al momento del rogito» la risposta. Le soluzioni per acquistare la prima "finta" casa a prezzi agevolati e - volendo - con i consigli del costruttore si trovano. Formalmente alla fine della trattativa tutto risulta in regola. Ma quelle abitazioni, destinate alle famiglie meno abbienti di Campo, rischiano di finire nelle mani di falsi residenti che non cercano altro che una seconda casa.
Il cavillo. Poco importa se i costruttori o i venditori siano o meno onesti. Il rischio c'è comunque e, in buona parte, dipende dai meccanismi con i quali nascono i piani di edilizia popolare. L'assegnazione delle case, infatti, non passa dal Comune. E questo la legge lo prevede. L'ente pubblico, però, è chiamato a controllare le assegnazioni per evitare che un peep si trasformi in una speculazione edilizia, una delle ipotesi di reato, tra le altre cose, al centro dell'indagine della Finanza su Marina di Campo.
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