Attenzione
elba
Nuove case al posto delle tramogge
A Paffe un piano di recupero da 5.500 metri cubi in riva al mare
3 MINUTI DI LETTURA
RIO MARINA. Al posto delle vecchie tramogge nuovi appartamenti o forse persino un residence. Qualcosa come 5.543 metri cubi di costruzione che verranno al più presto ristutturati. Un piano di recupero di iniziativa privata della società So.Co. Ma. per un progetto che porta la firma dell’architetto Valentino Spinelli. In questo caso Spinelli è anche il socio di maggioranza della So.Co.Ma che è proprietaria dell’immobile, un professionista di Carmignano. Il tutto in località Le Paffe, una località della frazione di Cavo nel Comune di Rio Marina a ridosso di un’area costiera di grande pregio paesaggistico, sotto l’antica grande cava di calcare, a soli trenta metri dal mare. Un’area di grande importanza quale testimonianza d’archeologia industriale, per la presenza di strutture e “tremogge” che ricordano l’epoca delle estrazioni di calcare, dai primi anni del Novecento fino al dopoguerra, e diventata particolarmente appetibile per la presenza di una spiaggetta e di un vecchio molo che potrebbe servire a costruire un piccolo approdo esclusivo che sarebbe il coronamento di una privatizzazione. Un progetto che decolla e che ha già avuto il parere favorevole del consiglio comunale di Rio Marina.
Umberto Mazzantini è il portavoce di Legambiente. Dice: «L’area, dicevamo a marzo, è in evidente dissesto idrogeologico, ma rappresenta una piccola enclave ritagliata subito all’esterno del Parco ed è completamente circondata anche dalla Zona di Protezione Speciale “Elba Orientale” dell’Unione Europea. Ci chiediamo quindi quali siano le intenzioni e le mire su questo fazzoletto di terra e chiediamo al Parco, al Comune e alla Regione di non permettere sfregi e cementificazioni di un’area così importante dal punto di vista paesaggistico e ambientale e così legata alla memoria ed alla storia mineraria ed estrattiva del Cavo e dell’Elba». Certo è che il 28 novembre 2008 il Consiglio Comunale di Rio Marina ha approvato, con i voti di centro-destra e centro-sinistra, ariil “Piano di recupero d’iniziativa privata e riconversione ai fini ricettivi delle tramogge esistenti in località Le Paffe. Rimarca Mazzantini: «A questo ennesimo “cambio di destinazione d’uso” della nostra storia ha dato naturalmente il via libera anche una Conferenza dei Servizi con la Regione Toscana, Provincia di Livorno, Soprintendenza per i Beni Paesaggistici che riguardo al Piano Attuativo chiede «la prescrizione che a livello di progetto esecutivo sia predisposto uno specifico studio relativo alle sistemazioni esterne con particolare riferimento ai materiali, per i quali occorre preferire il riutilizzo delle pietre di risulta degli interventi architettonici previsti, con riferimento alla strada, per la quale sono necessari interventi di ingegneria naturalistica e con riferimento al parcheggio per il quale occorre prevedere un’opportuna schermatura sul lato mare.
Particolare attenzione dovrà essere prestata alle opere necessarie per la funzionalità dei deflussi idrici». La Soprintendenza di fronte ad un progetto evidentemente impattante ha chiesto una «nuova soluzione architettonica che preveda il recupero della volumetria esistente del terzo piano limitatamente al vecchio profilo del manufatto più in particolare intervenire soltanto sul fianco destro del complesso lasciando a giardino pensile la restante copertura. Fra le prescrizioni anche l’abbassamento del piano di campagna per diminuire l’altezza complessiva; accorgimenti tecnici ed ambientali per garantire su tutta la copertura dell’intero edificio la realizzazione di un giardino pensile; la mappatura delle essenze arboree e cespugliate che nella sistemazione degli spazi esterni dovranno essere mantenute. Infine un elaborato grafico che indichi con chiarezza l’accesso al complesso residenziale con progetto stradale, la sistemazione dell’area a parcheggio con valutazione di impatto
Umberto Mazzantini è il portavoce di Legambiente. Dice: «L’area, dicevamo a marzo, è in evidente dissesto idrogeologico, ma rappresenta una piccola enclave ritagliata subito all’esterno del Parco ed è completamente circondata anche dalla Zona di Protezione Speciale “Elba Orientale” dell’Unione Europea. Ci chiediamo quindi quali siano le intenzioni e le mire su questo fazzoletto di terra e chiediamo al Parco, al Comune e alla Regione di non permettere sfregi e cementificazioni di un’area così importante dal punto di vista paesaggistico e ambientale e così legata alla memoria ed alla storia mineraria ed estrattiva del Cavo e dell’Elba». Certo è che il 28 novembre 2008 il Consiglio Comunale di Rio Marina ha approvato, con i voti di centro-destra e centro-sinistra, ariil “Piano di recupero d’iniziativa privata e riconversione ai fini ricettivi delle tramogge esistenti in località Le Paffe. Rimarca Mazzantini: «A questo ennesimo “cambio di destinazione d’uso” della nostra storia ha dato naturalmente il via libera anche una Conferenza dei Servizi con la Regione Toscana, Provincia di Livorno, Soprintendenza per i Beni Paesaggistici che riguardo al Piano Attuativo chiede «la prescrizione che a livello di progetto esecutivo sia predisposto uno specifico studio relativo alle sistemazioni esterne con particolare riferimento ai materiali, per i quali occorre preferire il riutilizzo delle pietre di risulta degli interventi architettonici previsti, con riferimento alla strada, per la quale sono necessari interventi di ingegneria naturalistica e con riferimento al parcheggio per il quale occorre prevedere un’opportuna schermatura sul lato mare.
Particolare attenzione dovrà essere prestata alle opere necessarie per la funzionalità dei deflussi idrici». La Soprintendenza di fronte ad un progetto evidentemente impattante ha chiesto una «nuova soluzione architettonica che preveda il recupero della volumetria esistente del terzo piano limitatamente al vecchio profilo del manufatto più in particolare intervenire soltanto sul fianco destro del complesso lasciando a giardino pensile la restante copertura. Fra le prescrizioni anche l’abbassamento del piano di campagna per diminuire l’altezza complessiva; accorgimenti tecnici ed ambientali per garantire su tutta la copertura dell’intero edificio la realizzazione di un giardino pensile; la mappatura delle essenze arboree e cespugliate che nella sistemazione degli spazi esterni dovranno essere mantenute. Infine un elaborato grafico che indichi con chiarezza l’accesso al complesso residenziale con progetto stradale, la sistemazione dell’area a parcheggio con valutazione di impatto
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
