Il Tirreno

ISOLA D'ELBA

Turisti in fuga dalle spiaggenauseati dal tanfo dei fanghi

Turisti in fuga dalle spiaggenauseati dal tanfo dei fanghi

Una montagna grigiastra e maleodorante. L'odore tipico delle fognature, che non lascia scampo a chi si affaccia sul lungomare. A Marina di Campo, sulla spiaggia e a ridosso dell'approdo turistico, ci sono montagne di fango e cumuli di materiale estratto dall'area portuale

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MARINA DI CAMPO. Una montagna grigiastra e maleodorante. L'odore tipico delle fognature, di qualcosa di marcio e in putrefazione, che non lascia scampo ai turisti a passeggio sul lungomare. E che mette in fuga chi, malauguratamente, ha pensato di fermarsi a pranzo a Marina di Campo, in uno degli eleganti ristoranti che si affacciano sulla spiaggia e sul porto. Del resto anche la vista del golfo, una vera e propria cartolina, non ha niente a che vedere con i suggestivi scorci dell'Elba pubblicati sui depliant o visti in tv.

Sulla spiaggia e a ridosso dell'approdo turistico ci sono montagne di sabbia, o sarebbe meglio dire di fango, e due ruspe piazzate sui cumuli di materiale estratto dall'area portuale che stanno lì ferme a dare il proprio benvenuto ai passanti, quasi tutti stranieri e quasi tutti con le mani a coprire le narici per proteggersi dal cattivo odore. Va avanti così dalla fine di aprile e nessuno degli operatori turistici della zona sa quando finirà.

Per questo ristoratori, gestori di bar e gelateria, commercianti della zona hanno chiesto alle proprie associazioni di categoria di protestare con il Comune, "colpevole" di aver avviato i lavori di realizzazione del nuovo approdo turistico e quelli per il ripascimento della spiaggia di Marina di Campo in un periodo tutt'altro che indicato per il turismo. E così Confesercenti e Confcommercio hanno scritto al sindaco, Antonio Galli. La lettera denuncia le difficoltà dei commercianti dovute ai lavori di dragaggio e ripascimento e la loro preoccupazione in vista dell'avvio degli interventi per la pavimentazione di via Roma. Ma dal Comune nessuna risposta, se non la prosecuzione dei lavori che, ieri mattina, hanno mandato su tutte le furie anche alcuni operatori turistici della zona. 

«E' così da almeno dieci giorni - spiega la titolare del Garden Beach sul lungomare di Marina di Campo - montagne di materiale maleodorante di fronte alle nostre attività: ma come facciamo a far mangiare i nostri clienti con questo odore? Possibile che i lavori non si potessero fare prima». «Proprio ora dovevano scavare la sabbia? - si chiedono al ristorante l'Approdo - la gente si lamenta e tutto questo non fa bene al paese». «La cosa grave - aggiungono alla pizzeria Pizza In - è che i clienti si siedono e se ne vanno via subito, la puzza è insopportabile. Stiamo purtroppo vivendo un periodo di crisi generale: questi lavori di certo non ci aiutano». Ma si continuano a fare, tra la rabbia dei commercianti e le perplessità di Legambiente.

«Anche questi interventi - afferma l'associazione - avvengono senza una preventiva informazione ai cittadini che sarebbe sicuramente servita a tranquillizzare sulla natura dei materiali rimossi e sulla congruità di questa singolare modalità di ripascimento». Singolare? Ebbene sì: la sabbia che serve a contrastare l'erosione a Marina di Campo viene presa dal porto, a ridosso della foce di un fosso, e viene sotterrata sotto la sabbia pulita. Un metodo sul quale Legambiente chiede chiarimenti al Comune.
V.L.

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di Redazione web