Sicurezza
PIOMBINO
S’incaglia aliscafo con 160 passeggeri
Turisti trasbordati con due motobarche Inchiesta della capitaneria sull'incidente
3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. L’Aliscafo Fabricia, con 160 persone a bordo, si è incagliato nel primo pomeriggio di ieri mentre stava attraccando alla banchina della darsena Vannucci del porto di Piombino. Al momento sono in fase di accertamento le cause dell’incidente, sul quale la Capitaneria ha aperto comunque un’inchiesta. Momenti di preoccupazione e disagi per i passeggeri, che sono stati presi a bordo dalle motobarche della cooperativa “Ormeggiatori e barcaioli” e riportati incolumi a terra. Con le stesse motobarche gli ormeggiatori hanno poi cercato di disincagliare l’aliscafo. Operazione che però si è rivelata piuttosto complessa, tanto che solo in serata sono riusciti a liberare il Fabricia e riportarlo in sicurezza al suo attracco. Il Fabricia, della compagnia Toremar, era partito verso le 13,10 da Portoferraio ed era già alla sua terza corsa. Nessun problema si era verificato alle partenze ed agli arrivi del mattino ed avrebbe dovuto ripartire per Portoferraio alle 16,55. Poco prima delle 14 era previsto l’attracco a Piombino della penultima corsa giornaliera. Una manovra semplice, che deve tuttavia essere compiuta con particolare precisione proprio per la caratteristica dei fondali.
L’aliscafo, che pesca dai 3,5 ai 4 metri a pieno carico, deve infatti seguire un particolare canale durante le manovre di partenza e di attracco. Situazioni che nel porto di Piombino si presentano anche per i traghetti e le navi mercantili, in particolare quelle dirette al pontile della Lucchini, che vengono accompagnate all’ormeggio dai piloti del porto. E’ probabile il comandante dell’aliscafo, per motivi in corso di accertamento, si sia dovuto discostare dal canale seguito di consueto. Le ipotesi in questo momento sono tante. Pochi minuti prima era partito un traghetto e potrebbe esserci stata anche la necessità di allargare di qualche metro la manovra di accosto. Dalla Capitaneria per il momento nessuna conferma, in attesa degli accertamenti sullo scafo e della precisa situazione in porto nel momento dell’incidente. L’aliscafo ha comunque urtato il fondo con la poppa e si è incagliato su un fondale sabbioso. Dopo le vane manovre tentate con le motobarche per disincagliarlo, i sub degli ormeggiatori sono scesi sul fondo per costatare i danni e capire esattamente come agire per riportarlo all’ormeggio.
Per tutto il pomeriggio sono rimasti bloccati però i pontili “Elba nord” e “Dente nord”, quelli più utilizzati sia dai traghetti della Toremar che della Moby, dirottati sulla banchina Trieste anche per non intorpidire i fondali sui quali i sub stavano lavorando. Non ci sono stati comunque problemi particolari per i collegamenti con l’Isola d’Elba. Verso le 19,30, anche utilizzando le informazioni raccolte dai sub, gli ormeggiatori sono riusciti liberare lo scafo con le motobarche “Cerboli” e “Sparviero” le stesse prima utilizzate per sbarcare i passeggeri. E’ in corso l’accertamento dei danni riportati dall’aliscafo, che probabilmente sarà costretto a sospendere il servizio per le riparazioni. L’incidente riporta all’attenzione il problema dl dragaggio dei fondali del porto di Piombino. Secondo quanto afferma il servizio di sicurezza dell’Autorità portuale, il canale utilizzato dall’aliscafo era stato dragato da pochi mesi, ma i moti ondosi e le eliche delle navi potrebbero anche aver formato dei cunei sabbiosi. Il problema dei fondali è comunque generale, ma finora sono stati possibili solo dei parziali dragaggi all’ingresso del porto, alla banchina Pecoraro e alla Marinai d’Italia.
«Aspetto di conoscere esattamente le cause dell’incidente e la situazione dei fondali - dice il presidente dell’Autorità portuale Luciano Guerrieri - Se necessario apriremo una procedura di urgenza per il dragaggio dell’area. Non è un problema di spesa, quanto delle complesse procedere necessarie per ottenere l’autorizzazione che potrebbero richiedere anche diversi mesi».
L’aliscafo, che pesca dai 3,5 ai 4 metri a pieno carico, deve infatti seguire un particolare canale durante le manovre di partenza e di attracco. Situazioni che nel porto di Piombino si presentano anche per i traghetti e le navi mercantili, in particolare quelle dirette al pontile della Lucchini, che vengono accompagnate all’ormeggio dai piloti del porto. E’ probabile il comandante dell’aliscafo, per motivi in corso di accertamento, si sia dovuto discostare dal canale seguito di consueto. Le ipotesi in questo momento sono tante. Pochi minuti prima era partito un traghetto e potrebbe esserci stata anche la necessità di allargare di qualche metro la manovra di accosto. Dalla Capitaneria per il momento nessuna conferma, in attesa degli accertamenti sullo scafo e della precisa situazione in porto nel momento dell’incidente. L’aliscafo ha comunque urtato il fondo con la poppa e si è incagliato su un fondale sabbioso. Dopo le vane manovre tentate con le motobarche per disincagliarlo, i sub degli ormeggiatori sono scesi sul fondo per costatare i danni e capire esattamente come agire per riportarlo all’ormeggio.
Per tutto il pomeriggio sono rimasti bloccati però i pontili “Elba nord” e “Dente nord”, quelli più utilizzati sia dai traghetti della Toremar che della Moby, dirottati sulla banchina Trieste anche per non intorpidire i fondali sui quali i sub stavano lavorando. Non ci sono stati comunque problemi particolari per i collegamenti con l’Isola d’Elba. Verso le 19,30, anche utilizzando le informazioni raccolte dai sub, gli ormeggiatori sono riusciti liberare lo scafo con le motobarche “Cerboli” e “Sparviero” le stesse prima utilizzate per sbarcare i passeggeri. E’ in corso l’accertamento dei danni riportati dall’aliscafo, che probabilmente sarà costretto a sospendere il servizio per le riparazioni. L’incidente riporta all’attenzione il problema dl dragaggio dei fondali del porto di Piombino. Secondo quanto afferma il servizio di sicurezza dell’Autorità portuale, il canale utilizzato dall’aliscafo era stato dragato da pochi mesi, ma i moti ondosi e le eliche delle navi potrebbero anche aver formato dei cunei sabbiosi. Il problema dei fondali è comunque generale, ma finora sono stati possibili solo dei parziali dragaggi all’ingresso del porto, alla banchina Pecoraro e alla Marinai d’Italia.
«Aspetto di conoscere esattamente le cause dell’incidente e la situazione dei fondali - dice il presidente dell’Autorità portuale Luciano Guerrieri - Se necessario apriremo una procedura di urgenza per il dragaggio dell’area. Non è un problema di spesa, quanto delle complesse procedere necessarie per ottenere l’autorizzazione che potrebbero richiedere anche diversi mesi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
