Italia
Porto Azzurro, i disabili restano a terra
Imbarco impossibile nonostante la prenotazione: salta la gita al Giglio
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Il Giglio lo vedranno in cartolina o se lo faranno raccontare da chi c’è stato. Perché loro, un gruppo di 84 persone tra disabili e accompagnatori, sull’isola non ci sono potuti andare. Impossibile imbarcarsi a bordo di Aquavision, uno dei barconi da 27 metri che fa servizio tra l’Elba e le isole dell’Arcipelago toscano. Le carrozzine sono troppo grandi per quei pochi metri di passerella tra la banchina e l’imbarcazione. Quindi tutti a terra.
La disavventura è capitata ad un gruppo di turisti trentini ospiti all’isola d’Elba per il primo maggio. Un viaggio programmato dall’associazione onlus Prisma di Arco che con la presidente, Lorenza Aleotti, ed il capo accompagnatore, Roberto Zomer, aveva scelto un albergo dell’isola, Le Acacie di Naregno, per un week end al sole. Sabato mattina la tappa al Giglio. Ma all’imbarco, a Porto Azzurro, qualcosa non va.
Acquavision non può prendere a bordo otto disabili in carrozzina. «Tre mesi fa - spiega una delle accompagnatrici, Anna Tilocca - abbiamo prenotato questa gita, specificando che con noi c’erano persone in carrozzina. Ci hanno assicurato che il viaggio in barca si poteva fare. Ma siamo stati trattati in malo modo e lasciati a terra senza tante spiegazioni». Troppo stretta e troppo ripida la passerella dell’imbarcazione, ormeggiata di prua sulla banchina di Porto Azzurro, e troppo impegnativo il trasferimento dei disabili, anche trasportandoli in braccio.
«In passato abbiamo imbarcato turisti disabili - spiega l’armatore, Massimo Rossignoli - ma specifichiamo sempre che si deve trattare di poche persone che eventualmente possiamo prendere in braccio per caricarle a bordo. Non erano le condizioni del gruppo che ci siamo trovati di fronte sabato: la gita l’avevamo concordata con l’albergo ma nessuno ci ha detto che alcuni disabili non sarebbero potuti scendere dalle carrozzine, peraltro elettriche, impossibili da caricare a mano». V.L.
La disavventura è capitata ad un gruppo di turisti trentini ospiti all’isola d’Elba per il primo maggio. Un viaggio programmato dall’associazione onlus Prisma di Arco che con la presidente, Lorenza Aleotti, ed il capo accompagnatore, Roberto Zomer, aveva scelto un albergo dell’isola, Le Acacie di Naregno, per un week end al sole. Sabato mattina la tappa al Giglio. Ma all’imbarco, a Porto Azzurro, qualcosa non va.
Acquavision non può prendere a bordo otto disabili in carrozzina. «Tre mesi fa - spiega una delle accompagnatrici, Anna Tilocca - abbiamo prenotato questa gita, specificando che con noi c’erano persone in carrozzina. Ci hanno assicurato che il viaggio in barca si poteva fare. Ma siamo stati trattati in malo modo e lasciati a terra senza tante spiegazioni». Troppo stretta e troppo ripida la passerella dell’imbarcazione, ormeggiata di prua sulla banchina di Porto Azzurro, e troppo impegnativo il trasferimento dei disabili, anche trasportandoli in braccio.
«In passato abbiamo imbarcato turisti disabili - spiega l’armatore, Massimo Rossignoli - ma specifichiamo sempre che si deve trattare di poche persone che eventualmente possiamo prendere in braccio per caricarle a bordo. Non erano le condizioni del gruppo che ci siamo trovati di fronte sabato: la gita l’avevamo concordata con l’albergo ma nessuno ci ha detto che alcuni disabili non sarebbero potuti scendere dalle carrozzine, peraltro elettriche, impossibili da caricare a mano». V.L.
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