Proteste
Precari Lucchini sempre più a rischio
Valeria Parrini
Secondo l'azienda non ci sono strumenti per tenerli, a luglio altoforno svuotato
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PIOMBINO. I precari sono sempre più a rischio. Per i 420 lavoratori Lucchini con contratto a termine (259) e di apprendistato (161) non è finita bene la riunione di ieri tra la direzione e i coordinatori di Fim, Fiom e Uilm. Al di là dell’intenzione di trovare soluzioni, l’azienda non è andata, lamentando l’inadeguatezza degli strumenti messi a disposizione della legge per tutelare i più deboli. Non è l’unica brutta notizia emersa nell’incontro. La seconda riguarda la riorganizzazione dei reparti in funzione dei tagli alla produzione con l’accorpamento di mansioni, in alcuni casi contestato dai sindacati. Stesso discorso per la rotazione della cassa integrazione, giudicata insufficiente. Per Fim, Fiom e Uilm il principio poteva essere adottato in modo più ampio, anche se si conviene che non in tutte le postazioni era possibile introdurlo. Di notizie brutte ce n’è una terza. La Lucchini, oltre a confermare la fermata dell’altoforno in luglio e agosto, ha precisato che l’impianto sarà vuotato del tutto. In sostanza, il fatto che si debba rimuovere la cosiddetta salamandra (il magma di ghisa che ne incrosta il fondo) fa temere che i tempi di ripartenza si dilatino.
«La scelta è tecnicamente valida», fanno notare fonti sindacali secondo le quali l’operazione presuppone un considerevole impegno economico e l’individuazione di un’impresa specializzata. «Normalmente - proseguono le stesse fonti - la formula dello svuotamento si utilizza quando l’altoforno viene rifatto interamente. Ma non è questo il caso perchè il rifacimento è fissato per il 2010». Ovvero, si sa quando l’impianto andrà in letargo ma non quando ne uscirà. E questo desta timori anche più estesi rispetto alle prospettive di una fabbrica in cui il cuore pulsante - a differenza di Taranto dove di Afo ce ne sono cinque - è uno soltanto. Preoccupazioni rafforzate dalle dichiarazioni del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia e dallo stesso ministro Tremonti che parlano di chiari segnali di uscita dalla crisi proprio mentre qua la Severstal ferma l’Afo. Già oggi i sindacati decideranno altre azioni. Il 30 aprile è praticamente arrivato. I precari - e non solo - aspettano risposte.
«La scelta è tecnicamente valida», fanno notare fonti sindacali secondo le quali l’operazione presuppone un considerevole impegno economico e l’individuazione di un’impresa specializzata. «Normalmente - proseguono le stesse fonti - la formula dello svuotamento si utilizza quando l’altoforno viene rifatto interamente. Ma non è questo il caso perchè il rifacimento è fissato per il 2010». Ovvero, si sa quando l’impianto andrà in letargo ma non quando ne uscirà. E questo desta timori anche più estesi rispetto alle prospettive di una fabbrica in cui il cuore pulsante - a differenza di Taranto dove di Afo ce ne sono cinque - è uno soltanto. Preoccupazioni rafforzate dalle dichiarazioni del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia e dallo stesso ministro Tremonti che parlano di chiari segnali di uscita dalla crisi proprio mentre qua la Severstal ferma l’Afo. Già oggi i sindacati decideranno altre azioni. Il 30 aprile è praticamente arrivato. I precari - e non solo - aspettano risposte.
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