Il Tirreno

Dai rifiuti si costruiranno strade

Luca Centini
Dai rifiuti si costruiranno strade

L'impianto per riciclare le scorie Lucchini è costato 12 milioni

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PIOMBINO. Ci sono voluti dieci anni, ma finalmente il nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti industriali della Tap è operativo. Ieri, in località Ischia di Crociano, si è tenuta l’inaugurazione della piattaforma polifunzionale che, quando marcerà a pieno regime, trasformerà 360mila tonnellate all’anno di rifiuti industriali, di cui 200mila arriveranno dallo stabilimento Lucchini. Tra le personalità presenti il presidente di Tap e Asiu Fulvio Murzi, il sindaco di Piombino Gianni Anselmi, quello di Suvereto Giampaolo Pioli e l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini, oltre a numerosi rappresentanti dell’imprenditoria locale, delle istituzioni, sindacati e forze dell’ordine. Il nuovo impianto è nato originariamente per risolvere il problema dello smaltimento delle scorie legate alle produzioni industriali. Problema sentito nel nostro territorio, dal momento che la produzione di rifiuti industriali delle aziende rappresenta un quinto del totale di quelli prodotti in Toscana.

In sostanza la piattaforma polifunzionale Tap produrrà miscele idrauliche catalizzate, attraverso il trattamento di alcuni dei rifiuti generati dai cicli interni delle acciaierie, tra cui loppe, polveri di altoforno, polveri di acciaieria, fanghi di altoforno e scorie di acciaieria. Materiali che saranno miscelati con inerte e reattori, in modo da realizzare prodotti commercializzabili e idonei per opere civili quali i sottofondi stradali. Il costo finale del nuovo impianto ammonta a circa 12 milioni, per la metà finanziati attraverso i fondi del docup regionale e per metà dalla stessa società Tap, le cui quote sono detenute al 24,9% dal Gruppo Lucchini e per il resto dalla società partecipata Asiu. Inizialmente la piattaforma Tap viaggerà a un ritmo di 50mila tonnellate all’anno, arrivando a pieno regime entro metà del 2010, periodo che dovrebbe coincidere con la ripresa delle produzioni siderurgiche. «È un progetto datato oltre dieci anni, nato da un’intuizione degli amministratori locali - ha spiegato Fulvio Murzi - ci sono stati ritardi anche colpevoli, ma in questo modo il progetto ha acquisito un significato più completo.

L’impianto fu pensato esclusivamente per smaltire i rifiuti della Lucchini, con il tempo ci siamo resi conto che potrà essere fondamentale anche per i rifiuti speciali e urbani». Considerata la previsione della Lucchini di riversare 200mila tonnellate all’anno di rifiuti industriali, l’impianto potrà comunque contare su una capacità di lavorazione residua di circa 160mila tonnellate. E’ qui che entra in ballo il progetto industriale coordinato di Asiu e Tap, che mira ad integrare per la prima volta lo smaltimento dei rifiuti industriali con quelli urbani, aspirando all’ obiettivo “rifiuti zero”. L’intensificazione della raccolta differenziata e il progetto di revamping della discarica di Ischia di Crociano, in cui si prevede un trattamento dei rifiuti non selezionati per la produzione di biogas, sono i primi passi che Asiu compierà per raggiungere l’ambizioso obiettivo. La parte residua che resterà in discarica sarà inviata ad un termovalorizzatore. In questa fase la Tap entrerebbe in gioco, poiché le ceneri prodotte dal termovalorizzatore tornerebbero nell’impianto piombinese, per essere lavorate e inserite nel ciclo di produzione del cic (conglomerato idraulico catalizzato).

«Con il ricorso al termovalorizzatore si potrà avere un ulteriore abbattimento della quantità di rifiuti in discarica - spiega Murzi - ottimizzando i processi la stessa discarica diventerebbe teoricamente eterna». Occorre tempo per chiarire il ruolo della nuova piattaforma Tap riguardo al trattamento del materiale proveniente dalle bonifiche del sito di Bagnoli, così come per lo smaltimento dei rifiuti stoccati abusivamente nella zona del Quagliodromo. «Tecnicamente confermiamo l’idoneità del’impianto a trattare i fanghi in arrivo da Bagnoli, attendiamo che la trattativa si sblocchi - commenta Murzi - sulla discarica abusiva servirà tempo affinché l’area sia caratterizzata. Solo allora capiremo quanti rifiuti potranno essere trattati dall’impianto».

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