Lutto
Un lavoro non basta: aumentano i poveri
Negli ultimi mesi chiedono aiuto alla S.Vincenzo anche giovani e famiglie
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PIOMBINO. Cercano cibo, vestiti e un posto dove poter dormire. Anche a Piombino lo spettro della povertà sta assumendo dimensioni preoccupanti, come confermano i dati forniti dall’associazione umanitaria San Vincenzo de Paoli. Non sono solo i senzatetto e gli extracomunitari a chiedere aiuto alla struttura di volontariato, che sempre più spesso offre sostegno ai giovani e a famiglie piombinesi in difficoltà. La crisi finanziaria e le ripercussioni che avrà sull’economia reale hanno riportato di attualità l’allarme legato alle fasce più povere della popolazione. Una preoccupazione condivisa dai volontari dell’associazione piombinese, già da mesi alle prese con un costante aumento dei casi seguiti. «Già da 7-8 mesi abbiamo notato una sensibile crescita delle richieste di aiuto - racconta Benito Ovidi, coordinatore della San Vincenzo de Paoli a Piombino - quello che spaventa di più è che sono spesso i giovani a trovarsi in situazioni di estrema difficoltà. Per tradizione la nostra associazione prestava sostegno in modo prevalente a persone di età avanzata, ma adesso si rivolgono a noi anche giovani lavoratori che non riescono ad arrivare a fine mese e molte coppie con uno o più figli che vivono in condizioni di miseria.
L’allarme non riguarda solo gli immigrati, visto che la nostra utenza è suddivisa equamente tra extracomunitari e residenti». Non basta quindi avere un lavoro per evitare di essere catapultati all’improvviso dalla normalità alla miseria assoluta. Il numero delle persone non in grado di vivere in modo autonomo sta crescendo pericolosamente, basti pensare che nei primi nove mesi dell’anno la San Vincenzo de Paoli ha servito più di 11mila pasti alla mensa di via Landi. «Solo nell’ultimo mese abbiamo distribuito 230 pacchi di viveri alle persone bisognose e ogni giorno ospitiamo alla mensa di via Landi un numero cospicuo di persone - spiega Ovidi - facciamo con quello che abbiamo, ma non è semplice poter rispondere a tutte le richieste. Per fortuna la raccolta del Buon Samaritano stipulata con la Coop, oltre al sostegno di Conad e degli altri negozi del comprensorio con cui collaboriamo, crea le condizioni per poter rispondere alle esigenze». Se il cibo rappresenta il bisogno più immediato per le persone in difficoltà, non mancano richieste di natura diversa.
«L’alloggio resta il principale problema per coloro che si rivolgono a noi - racconta il coordinatore piombinese della San Vincenzo - purtroppo l’emergenza è seria e noi non siamo in grado di dare una risposta sufficiente sul territorio. La nostra struttura dispone di dieci appartamenti attualmente al completo per un totale di circa 30 posti letto. Talvolta non possiamo accogliere nuove persone perché non ci sono posti disponibili e siamo costretti a respingerle, pagando i biglietti del treno affinché possano cercare ospitalità in altre città. Per non parlare delle bollette e degli affitti da pagare: sono molte le famiglie che non hanno soldi e chiedono un aiuto concreto».
L’allarme non riguarda solo gli immigrati, visto che la nostra utenza è suddivisa equamente tra extracomunitari e residenti». Non basta quindi avere un lavoro per evitare di essere catapultati all’improvviso dalla normalità alla miseria assoluta. Il numero delle persone non in grado di vivere in modo autonomo sta crescendo pericolosamente, basti pensare che nei primi nove mesi dell’anno la San Vincenzo de Paoli ha servito più di 11mila pasti alla mensa di via Landi. «Solo nell’ultimo mese abbiamo distribuito 230 pacchi di viveri alle persone bisognose e ogni giorno ospitiamo alla mensa di via Landi un numero cospicuo di persone - spiega Ovidi - facciamo con quello che abbiamo, ma non è semplice poter rispondere a tutte le richieste. Per fortuna la raccolta del Buon Samaritano stipulata con la Coop, oltre al sostegno di Conad e degli altri negozi del comprensorio con cui collaboriamo, crea le condizioni per poter rispondere alle esigenze». Se il cibo rappresenta il bisogno più immediato per le persone in difficoltà, non mancano richieste di natura diversa.
«L’alloggio resta il principale problema per coloro che si rivolgono a noi - racconta il coordinatore piombinese della San Vincenzo - purtroppo l’emergenza è seria e noi non siamo in grado di dare una risposta sufficiente sul territorio. La nostra struttura dispone di dieci appartamenti attualmente al completo per un totale di circa 30 posti letto. Talvolta non possiamo accogliere nuove persone perché non ci sono posti disponibili e siamo costretti a respingerle, pagando i biglietti del treno affinché possano cercare ospitalità in altre città. Per non parlare delle bollette e degli affitti da pagare: sono molte le famiglie che non hanno soldi e chiedono un aiuto concreto».
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