Gioco
Sequestrati i pontili galleggianti Esaom
È l'ultimo atto di un annoso contenzioso fra Comune e cantiere
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PORTOFERRAIO. E’ stato messo in atto ieri pomeriggio, intorno alle 14, il sequestro cautelativo dei pontili galleggianti di fronte alle aree “Cantierino” e “Ex Panariello” occupati da Esaom Cesa, la società di cantieristica navale. Da tempo il Comune aveva emanato un’ingiunzione di sgombero, in seguito reiterata, dei quattro moduli da 25 metri, situati subito dopo il molo 1 della Moby. Ingiunzione che è sempre stata ignorata dalla società. Poi è giunto un esposto alla Capitaneria, a cui è seguita un’indagine di polizia giudiziaria per verificare i fatti contestati. A inchiesta conclusa è stata emessa una notizia di reato «per occupazione abusiva di area demaniale marittima ai sensi dell’art. 1161, I comma del Codice della navigazione», comunicata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno. Il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Livorno ha dunque emanato il decreto di sequestro preventivo dei pontili galleggianti «ai sensi dell’articolo 321 Codice di procedura penale», che è stato appunto eseguito ieri. «Gli uffici del Comune di Portoferraio competenti nella gestione dell’area dei pontili, sono stati consultati per ricostruire la vicenda - spiega il sindaco di Portoferraio Roberto Peria -
L’amministrazione ha ripetutamente reiterato la richiesta di sgombero, e l’esito dell’azione giudiziaria è la conferma che noi abbiamo lavorato correttamente». Il primo atto di questa vicenda risale ad alcuni anni fa, quando furono realizzate le strutture galleggianti che servivano come supporto al team di Mascalzone Latino nella fase di preparazione della Coppa America. Allora il Comune aveva concesso ad Esaom l’uso temporaneo dello specchio acqueo. L’amministrazione ritirò poi la concessione, ma la società non si arrese decidendo di fare ricorso amministrativo. L’iter del ricorso, perso da Esaom, si è protratto per alcuni anni, fino alla sentenza finale del Consiglio di stato, ancora negativa. Nel 2007 il Comune ha emanato un nuovo bando di gara per la concessione dello specchio acqueo e ha preteso che l’area fosse liberata prima della conclusione della gara stessa, alla quale, oltre a Esaom, partecipa un’altra società.
L’amministrazione ha ripetutamente reiterato la richiesta di sgombero, e l’esito dell’azione giudiziaria è la conferma che noi abbiamo lavorato correttamente». Il primo atto di questa vicenda risale ad alcuni anni fa, quando furono realizzate le strutture galleggianti che servivano come supporto al team di Mascalzone Latino nella fase di preparazione della Coppa America. Allora il Comune aveva concesso ad Esaom l’uso temporaneo dello specchio acqueo. L’amministrazione ritirò poi la concessione, ma la società non si arrese decidendo di fare ricorso amministrativo. L’iter del ricorso, perso da Esaom, si è protratto per alcuni anni, fino alla sentenza finale del Consiglio di stato, ancora negativa. Nel 2007 il Comune ha emanato un nuovo bando di gara per la concessione dello specchio acqueo e ha preteso che l’area fosse liberata prima della conclusione della gara stessa, alla quale, oltre a Esaom, partecipa un’altra società.
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