Il Tirreno

L’inchiesta partita 4 anni fa portò a clamorosi arresti

L’inchiesta partita 4 anni fa portò a clamorosi arresti

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. L'indagine su urbanistica e affari risale al 2004. Un'inchiesta che sfociò nei clamorosi arresti del primo giugno nei confronti dell'allora sindaco di Portoferraio Giovanni Ageno, del figlio Nicola, architetto, dell'ex assessore esterno Alberto Fratti, della dirigente dell'ufficio urbanistica del Comune Sandra Maltinti e degli imprenditori Tiziano Nocentini e del cognato Marco Regano. Anche altre persone furono coinvolte dalle indagini: Enrico e Giuseppe Cioni, Annunziata Fusco e Annalisa Di Pede. I primi due titolari della società Le Sirene, destinataria di un terreno a Portoferraio alla spiaggia delle Ghiaie, le altre due rispettivamente segretaria comunale e presidente della commissione del demanio e patrimonio del Comune. Infine Angelo Nenzi, fabbro. Tutti, escluso l'ex sindaco e medico, morto nel febbraio 2005, furono rinviati a giudizio nel giugno del 2005.
 Ageno senior, nel 2004 ricandidato dal Polo a sindaco di Portoferraio, fu accusato di aver favorito Nocentini (per cui lavorava anche il figlio Nicola) con provvedimenti urbanistici, ottenendo in cambio la garanzia dei voti per la propria rielezione. Ai fini di piegare gli strumenti urbanistici della città agli interessi di Nocentini, secondo l'accusa il sindaco avrebbe assunto l'architetto empolese Maltinti, definita «suo braccio esecutivo».
 Secondo l'accusa in una seduta del consiglio comunale di Portoferraio del 2000 la giunta cambiò il regolamento dei Pip delle Antiche Saline facendone beneficiare la Eltimar di Nocentini, imprenditore a capo di un gruppo di 300 dipendenti che gestisce molti supermercati, in maniera diretta e in franchising. Nella stessa seduta sarebbero spariti i vincoli che allora asservivano la zona del Palaturismo ad attività legate alla nautica: a beneficiarne sarebbero stati i fratelli Cioni, che tra i propri dipendenti avevano anche la Di Pede, presidente della commissione demanio.
 L'associazione a delinquere, formulata in sede di richiesta di rinvio a giudizio, rappresentava l'ipotesi di reato più pesante. Tuttavia tutte le accuse più gravi sono state derubricate, ed è rimasta in piedi, per sette imputati, solo quella di abuso d'ufficio.
  

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web