Sicurezza
LA CITTA' CHE CAMBIA
Piazza Bovio più bella, ma senza stravolgerla
Giorgio Pasquinucci
I piombinesi vogliono una pavimentazione sobria, luci tenui e pochi ritocchi
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PIOMBINO. Piazza Bovio come “specola naturale”, come osservatorio delle stelle e del mare. E’ questa la visione più votata dai gruppi che hanno partecipato ai laboratori organizzati per raccogliere le idee dei cittadini sulla ristrutturazione della invidiabile terrazza sul mare. E come era già evidente dai risultati delle due precedenti riunioni dei gruppi, anche nell’ultima che ha concluso la fase estiva del lavoro, ha confermato che piazza Bovio ai piombinesi piace com’è. Sostanzialmente tutti d’accordo nel togliere il brutto: l’asfalto, il palo dell’illuminazione in mezzo alla piazza e anche il mosaico delle mire realizzato dalla passata giunta vicino al faro. E intanto nella piazza qualcosa è già cambiato. Le ruspe hanno in questi giorni abbattuto il vecchio bar e, provvisoriamente nel luogo dove sorgeva è stato steso l’asfalto. Il bar-ristorante sarà trasferito nella palazzina del Centro elaborazione dati del Comune, anche se su questo si è molto dibattuto nei gruppi di lavoro. Se la visione di piazza Bovio come “specola naturale” ha ricevuto 40 voti tra i partecipanti ai gruppi, 29 li ha riportati, quella di “biglietto da visita”, da valorizzare come motore di sviluppo economico.
Manifestazioni in piazza Bovio? Solo quelle tradizionali: il rogo di Cicciolo per Carnevale o la Sagra del pesce. Per il resto la maggioranza si è pronunciata per piccoli eventi di qualità, e in misura minore (16 voti) la vorrebbero disponibile anche per eventi di carattere nazionale. Ma fin dalle prime riunioni dei laboratori era chiaro come i piombinesi vedevano la loro piazza. «Il vento, il mare, il libeccio». «Un luogo dove si possono mettere in moto i cinque sensi: la vista sulle isole, il rumore delle onde, l’odore del mare, il piacere del vento in faccia». «Un posto dove incontrare gli altri», ma anche «per meditare da soli». Dunque la discussione tra i gruppi di lavoro si è concentrata soprattuto sulla pavimentazione. Ed è la sobrietà che anche in questo caso ha trovato i maggiori consensi: niente contrasti sgargianti, ma una colorazione tenue, divisa per sottolineare gli spazi d’uso o slanciare la piazza ancora di più verso il mare. Rigettata l’idea di rovesciare le panchine dal lato del mare, di sostituirle con quelle di materiali più “moderni” neanche a parlarne.
Tutt’al più qualcuno si è dichiarato favorevole ad aggiungere panchine di design moderno, o senza spalliere in materiale simile a quello delle altre, nella prima parte della piazza, sempre comunque nella parte meno “pregiata” della piazza. E poi grande attenzione alla illuminazione. I piombinesi che hanno partecipato ai laboratori la vedono degradante verso la punta della Rocchetta e le affidano anche una funzione importate: quella di mantenere la separazione “storica” della piazza, visto che quasi tutti chiedono l’abbattimento del marciapiede di separazione e la rimozione delle tamerici centrali. Ma attenzione anche a questo, perché a grande maggioranza le tamerici, e non altri alberi, i piombinesi le vorrebbero veder ripiantare sui lati della piazza, magari aggiungendone altre, circondate da aiuole che emanino gli odori di essenze mediterranee. Tutti d’accordo invece nella eliminazione anche dei marciapiedi laterali, che del resto non servono a nulla in una piazza completamente pedonalizzata. E tornando alla illuminazione, il quadro più condiviso parla di luci tenui e regolabili nella loro intensità, per non disturbare l’osservazione delle stelle.
Nella prima parte di piazza Bovio, le idee più condivise sono quelle di un unico faro sistemato su Palazzo Appiani, o di lampioncini, magari anche in stile moderno, ma a fungo con luce tenue. Perché, tra l’altro, non si vede piazza Bovio pericolosa per problemi di sicurezza. Sul bar-ristorante, favorevoli anche a prevedere uno spazio esterno, ma arredato «con tavoli ed ombrelloni dell’Algida o della Sammontana». Anche qui, dunque, la richiesta è di sobrietà e di un po’ di eleganza. I partecipanti ai gruppi di lavoro non vogliono neanche sculture o fontane. Ma forse, sulla presenza dell’acqua nella piazza, può aver avuto influenza l’esempio di piazza Gramsci, con una fontana che per l’altezza dei sui elementi non sarebbe davvero adatta per piazza Bovio.
Manifestazioni in piazza Bovio? Solo quelle tradizionali: il rogo di Cicciolo per Carnevale o la Sagra del pesce. Per il resto la maggioranza si è pronunciata per piccoli eventi di qualità, e in misura minore (16 voti) la vorrebbero disponibile anche per eventi di carattere nazionale. Ma fin dalle prime riunioni dei laboratori era chiaro come i piombinesi vedevano la loro piazza. «Il vento, il mare, il libeccio». «Un luogo dove si possono mettere in moto i cinque sensi: la vista sulle isole, il rumore delle onde, l’odore del mare, il piacere del vento in faccia». «Un posto dove incontrare gli altri», ma anche «per meditare da soli». Dunque la discussione tra i gruppi di lavoro si è concentrata soprattuto sulla pavimentazione. Ed è la sobrietà che anche in questo caso ha trovato i maggiori consensi: niente contrasti sgargianti, ma una colorazione tenue, divisa per sottolineare gli spazi d’uso o slanciare la piazza ancora di più verso il mare. Rigettata l’idea di rovesciare le panchine dal lato del mare, di sostituirle con quelle di materiali più “moderni” neanche a parlarne.
Tutt’al più qualcuno si è dichiarato favorevole ad aggiungere panchine di design moderno, o senza spalliere in materiale simile a quello delle altre, nella prima parte della piazza, sempre comunque nella parte meno “pregiata” della piazza. E poi grande attenzione alla illuminazione. I piombinesi che hanno partecipato ai laboratori la vedono degradante verso la punta della Rocchetta e le affidano anche una funzione importate: quella di mantenere la separazione “storica” della piazza, visto che quasi tutti chiedono l’abbattimento del marciapiede di separazione e la rimozione delle tamerici centrali. Ma attenzione anche a questo, perché a grande maggioranza le tamerici, e non altri alberi, i piombinesi le vorrebbero veder ripiantare sui lati della piazza, magari aggiungendone altre, circondate da aiuole che emanino gli odori di essenze mediterranee. Tutti d’accordo invece nella eliminazione anche dei marciapiedi laterali, che del resto non servono a nulla in una piazza completamente pedonalizzata. E tornando alla illuminazione, il quadro più condiviso parla di luci tenui e regolabili nella loro intensità, per non disturbare l’osservazione delle stelle.
Nella prima parte di piazza Bovio, le idee più condivise sono quelle di un unico faro sistemato su Palazzo Appiani, o di lampioncini, magari anche in stile moderno, ma a fungo con luce tenue. Perché, tra l’altro, non si vede piazza Bovio pericolosa per problemi di sicurezza. Sul bar-ristorante, favorevoli anche a prevedere uno spazio esterno, ma arredato «con tavoli ed ombrelloni dell’Algida o della Sammontana». Anche qui, dunque, la richiesta è di sobrietà e di un po’ di eleganza. I partecipanti ai gruppi di lavoro non vogliono neanche sculture o fontane. Ma forse, sulla presenza dell’acqua nella piazza, può aver avuto influenza l’esempio di piazza Gramsci, con una fontana che per l’altezza dei sui elementi non sarebbe davvero adatta per piazza Bovio.
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