Spiagge in gabbia fra reti e cancelli
Cancelli e sbarre, che mettono il mare in gabbia anche se è vietato dalla legge. Alcune delle spiagge e cale più belle, proibite sia ai residenti che ai turisti, che sono costretti a vederle solo sui depliant promozionali se non possono raggiungerle con una barca. Eppure una sentenza della Corte di Cassazione ha da tempo definitivamente sancito che tutte le spiagge debbono poter essere raggiunte liberamente. Non possono esistere reticolati, sbarre e strade private che impediscano l'accesso dei cittadini, perché la costa e le spiagge sono di tutti. Purtroppo all'Elba in molte spiagge non è così.
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PORTOFERRAIO. Cancelli e sbarre, che mettono il mare in gabbia anche se è vietato dalla legge.
Alcune delle spiagge e cale più belle, proibite sia ai residenti che ai turisti, che sono costretti a vederle solo sui depliant promozionali se non possono raggiungerle con una barca. Eppure una sentenza della Corte di Cassazione ha da tempo definitivamente sancito che tutte le spiagge debbono poter essere raggiunte liberamente. Non possono esistere reticolati, sbarre e strade private che impediscano l'accesso dei cittadini, perché la costa e le spiagge sono di tutti. Purtroppo all'Elba in molte spiagge non è così.
Nel 2001 Legambiente pubblicò un dossier per sollecitare i Comuni ad intervenire, poco o niente è stato fatto. Nemmeno la Cala dei Frati, che il Comune di Portoferraio aveva promesso di liberare, non è stata riaperta; rari gli interventi di pulizia dei sentieri, come alla spiaggia del Ferrato a Capoliveri.
Oltre ai casi di coste chiuse, inaccessibili, introvabili, ci sono anche situazioni di abuso, di occupazione di tratti di arenile da parte di stabilimenti balneari che tendono ad occupare più di quanto dovrebbero e di titolari di licenze per affittare sdraio ed ombrelloni che occupano le spiagge come se avessero una concessione. Di fatto un lungo elenco quello delle spiagge proibite.
A Portoferraio un esempio su tutti: Cala dei Frati. Una spiaggia di ghiaia bianchissima di circa 100 metri, a un tiro di schioppo dalle Ghiaie, ma irraggiungibile via terra. Esisteva uno stradello che partiva dalla strada della Padulella, ma è stato chiuso e l'intera fascia costiera è stata recintata da privati. Poi spiagge non segnalate come Lamaia e Porticciolo. Due piccole spiagge incontaminate raggiungibili dalla strada privata (con cartello di divieto di accesso) che scende dalla Provinciale tra Portoferraio e Procchio, davanti al Club 64. Raggiungibili anche dal "percorso della salute" di un albergo della Biodola. Ma anche Bigeschi, raggiungibile con un ripido sentiero non segnalato, il tratto di costa retrostante è privatizzato.
A Marciana Marina le spiagge proibite sono Costa di Remontò (Cote Tonda). Costa e spiaggette tra la spiaggia del Bagno e quella dello Schioppo. Proprio dalla spiaggetta dello Schioppo partiva un sentiero che permetteva di raggiungere questo tratto di costa. Il sentiero è crollato da anni e Remontò è irraggiungibile da terra, completamente privatizzati costa e spiaggette a beneficio delle ville nate nella fascia costiera sotto la Provinciale tra Procchio e Marciana Marina. E poi La Cala. Il sentiero costiero che si poteva percorrere alla fine della strada asfaltata è attualmente chiuso da una proprietà privata. Ci sono due alternative scomode: un sentiero collinare riaperto dal Parco nazionale che parte poco prima del tornate quasi alla fine della strada asfaltata e il ripidissimo sentiero tra i vigneti e che scende dalla località La Conca, in Comune di Marciana.
Ma l'elenco non finisce qui. Diventa difficile arrivare a Acqua della Madonna, Maciarello. I sentieri che portavano a queste due spiaggette di ghiaie sono stati inghiottiti dalla macchia o chiusi da proprietà private. Non esiste nessuna segnalazione anche per altre piccole insenature tra Sant'Andrea e Punta della Zanca.
A Campo Nell'Elba non è facile arrivare né ai Salandri né a Galenzana. I Salandri sono due spiaggette non segnalate, accanto a Galenzana, prima raggiungibili con sentieri. Oggi l'accesso è impedito da una recinzione in legno. A Galenzana, spiaggia simbolo per gli ambientalisti elbani che da sempre lottano perché questa magnifica spiaggia non venga trasformata in un porto o completamente privatizzata, l'accesso pubblico che portava alla scogliera e poi alla spiaggia è crollato e Galenzana è raggiungibile solo da una strada aperta più in alto, il sentiero "basso" che passa davanti alla ex fornace è quasi inghiottito dalla vegetazione.
Non è che la situazione sia migliore a Capoliveri. Francesche, Calamita, Cannello sono spiagge inaccessibili via terra perché ricadono nel compendio minerario. In questi casi è lo Stato ad impedire il libero accesso alle spiagge. Ma non cambiano le cose per Remaiolo, Ginepro, Punta Bianca e Carbonaia, Stagnone, Capo Calvo, Sassi Neri, Punta Nera, Buzzancone, Istia. Queste spiagge sono raggiungibili solo attraverso il lungo tratto di strada privata del villaggio turistico Costa dei Gabbiani. E poi quelle non segnalate, come dire Calanchiole, spiagge di Stella Mare. Sono raggiungibili via terra solo attraverso i campeggi retrostanti.
Infine Rio Marina o meglio Capo d'Arco. La costa è interamente privatizzata da un villaggio. Una sbarra impedisce l'accesso all'area molto prima della spiaggia e della scogliera.
Alcune delle spiagge e cale più belle, proibite sia ai residenti che ai turisti, che sono costretti a vederle solo sui depliant promozionali se non possono raggiungerle con una barca. Eppure una sentenza della Corte di Cassazione ha da tempo definitivamente sancito che tutte le spiagge debbono poter essere raggiunte liberamente. Non possono esistere reticolati, sbarre e strade private che impediscano l'accesso dei cittadini, perché la costa e le spiagge sono di tutti. Purtroppo all'Elba in molte spiagge non è così.
Nel 2001 Legambiente pubblicò un dossier per sollecitare i Comuni ad intervenire, poco o niente è stato fatto. Nemmeno la Cala dei Frati, che il Comune di Portoferraio aveva promesso di liberare, non è stata riaperta; rari gli interventi di pulizia dei sentieri, come alla spiaggia del Ferrato a Capoliveri.
Oltre ai casi di coste chiuse, inaccessibili, introvabili, ci sono anche situazioni di abuso, di occupazione di tratti di arenile da parte di stabilimenti balneari che tendono ad occupare più di quanto dovrebbero e di titolari di licenze per affittare sdraio ed ombrelloni che occupano le spiagge come se avessero una concessione. Di fatto un lungo elenco quello delle spiagge proibite.
A Portoferraio un esempio su tutti: Cala dei Frati. Una spiaggia di ghiaia bianchissima di circa 100 metri, a un tiro di schioppo dalle Ghiaie, ma irraggiungibile via terra. Esisteva uno stradello che partiva dalla strada della Padulella, ma è stato chiuso e l'intera fascia costiera è stata recintata da privati. Poi spiagge non segnalate come Lamaia e Porticciolo. Due piccole spiagge incontaminate raggiungibili dalla strada privata (con cartello di divieto di accesso) che scende dalla Provinciale tra Portoferraio e Procchio, davanti al Club 64. Raggiungibili anche dal "percorso della salute" di un albergo della Biodola. Ma anche Bigeschi, raggiungibile con un ripido sentiero non segnalato, il tratto di costa retrostante è privatizzato.
A Marciana Marina le spiagge proibite sono Costa di Remontò (Cote Tonda). Costa e spiaggette tra la spiaggia del Bagno e quella dello Schioppo. Proprio dalla spiaggetta dello Schioppo partiva un sentiero che permetteva di raggiungere questo tratto di costa. Il sentiero è crollato da anni e Remontò è irraggiungibile da terra, completamente privatizzati costa e spiaggette a beneficio delle ville nate nella fascia costiera sotto la Provinciale tra Procchio e Marciana Marina. E poi La Cala. Il sentiero costiero che si poteva percorrere alla fine della strada asfaltata è attualmente chiuso da una proprietà privata. Ci sono due alternative scomode: un sentiero collinare riaperto dal Parco nazionale che parte poco prima del tornate quasi alla fine della strada asfaltata e il ripidissimo sentiero tra i vigneti e che scende dalla località La Conca, in Comune di Marciana.
Ma l'elenco non finisce qui. Diventa difficile arrivare a Acqua della Madonna, Maciarello. I sentieri che portavano a queste due spiaggette di ghiaie sono stati inghiottiti dalla macchia o chiusi da proprietà private. Non esiste nessuna segnalazione anche per altre piccole insenature tra Sant'Andrea e Punta della Zanca.
A Campo Nell'Elba non è facile arrivare né ai Salandri né a Galenzana. I Salandri sono due spiaggette non segnalate, accanto a Galenzana, prima raggiungibili con sentieri. Oggi l'accesso è impedito da una recinzione in legno. A Galenzana, spiaggia simbolo per gli ambientalisti elbani che da sempre lottano perché questa magnifica spiaggia non venga trasformata in un porto o completamente privatizzata, l'accesso pubblico che portava alla scogliera e poi alla spiaggia è crollato e Galenzana è raggiungibile solo da una strada aperta più in alto, il sentiero "basso" che passa davanti alla ex fornace è quasi inghiottito dalla vegetazione.
Non è che la situazione sia migliore a Capoliveri. Francesche, Calamita, Cannello sono spiagge inaccessibili via terra perché ricadono nel compendio minerario. In questi casi è lo Stato ad impedire il libero accesso alle spiagge. Ma non cambiano le cose per Remaiolo, Ginepro, Punta Bianca e Carbonaia, Stagnone, Capo Calvo, Sassi Neri, Punta Nera, Buzzancone, Istia. Queste spiagge sono raggiungibili solo attraverso il lungo tratto di strada privata del villaggio turistico Costa dei Gabbiani. E poi quelle non segnalate, come dire Calanchiole, spiagge di Stella Mare. Sono raggiungibili via terra solo attraverso i campeggi retrostanti.
Infine Rio Marina o meglio Capo d'Arco. La costa è interamente privatizzata da un villaggio. Una sbarra impedisce l'accesso all'area molto prima della spiaggia e della scogliera.
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