Il Tirreno

Ladro in trappola a casa della pornostar

Cecilia Cecchi
Ladro in trappola a casa della pornostar

Un piombinese di 19 anni bloccato mentre rovistava nelle stanze

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PIOMBINO. Il colpo in casa della pornostar l’ha tentato, quasi all’alba. Nonostante la presenza della padrona di casa, Sabrina Barsotti, e dei suoi genitori, che stavano tutti dormendo. Il giovane piombinese, 19 anni - bloccato mentre stava tentando la fuga da Roberto Barsotti - ieri è stato processato per direttissima per furto aggravato. Il giovane (che forse faceva parte di una banda, visto che sono state trovare in giardino cicche di diverse marche di sigarette e in casa nessuno fuma) aveva preso di mira il casolare che si trova in Colmata. Dopo aver probabilmete ispezionato la casa, ha forzato la porta di un bagno di servizio, poi - attraverso la finestrina - è salito sulla terrazza dell’appartamento al piano superiore, dove si trovano le camere da letto. Aprendo una porta finestra è riuscito a entrare nello studio e si è impossessato di due cellulari e di un mazzo di chiavi. È qui che il padre di Sabrina lo ha sorpreso mentre tentava di fuggire e lo ha immobilizzato. Finché non sono arrivati i carabinieri. Ad agire, intorno alle 5 del mattino, un 19enne piombinese che ha scavalcato il muro di cinta del casolare. Ha azzeccato proprio la sera in cui l’allarme, al piano superiore dell’abitazione, non era stato attivato.

Racconta Roberto Barsotti: «Ho sentito il cane abbaiare a lungo, finché mi sono svegliato. Dalla porta di camera ho visto filtrare troppa luce dallo studio. Com’era possibile visto che avevo ben chiuso le persiane? Mi sono alzato per controllare. Ho visto subito questa figura alla finestra mentre cercava di scappare». Con un balzo Roberto Barsotti ha fermato il giovane. «L’ho immobilizzato - prosegue - perché cercava di infilare la mano in tasca. Più volte mi ha pregato di lasciarlo andare, dicendomi che era stato abbandonato sulla strada da degli amici, che temeva le reazioni di suo padre, se fosse stato informato del fatto». Quando sono arrivati i militari il ladro è stato perquisito: così sono saltati fuori i telefonini e il mazzo di chiavi. «Andati via gli uomini dell’Arma - interviene Sabrina Barsotti, in arte Emanuelle Cristaldi - siamo scesi perché il babbo doveva raggiungere il comando di Piombino per una dichiarazione. Mancavano le chiavi della sua auto, ecco di chi era quel mazzo ritrovato. Anche la porta del garage era stata aperta e qualcuno aveva tentato di forzare lo sportello della mia Mercedes».

Sembra che, mentre il nucleo radiomobile si stava avvicinando all’abitazione, una auto - ferma sulla carreggiata - sia subito andata via sgommando. «Situazione orribile - conferma la mamma di Sabrina, Natalì Danesi - poteva accadere qualunque cosa...». «Purtroppo un’esperienza che avevo già provato, ma a Milano, in un appartamento dove poi non sono più riuscita a tornare - riprende Sabrina - Qui mai. Soldi in casa non ne tengo e neppure oggetti preziosi. È tutto in banca». Il diciannovenne è stato processato per direttissima, difeso dall’avvocato Andrea Giomi. Sabrina Barsotti si è costituita parte civile (avvocato Carlo Catozzi). Il giovane ha patteggiato: 4 mesi di reclusione, pena trasformata - perché incensurato - in 4.500 euro di multa più spese processuali.

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