Il dolore
Indagini della Forestale sulla strada al Falcone
Cecilia Cecchi
Barsi difende l'operato della Circoscrizione: «È solo un intervento di ripristino»
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PIOMBINO. Proseguono le indagini della forestale - di ieri un sopralluogo in comune - sulla validità delle autorizzazioni per la strada di Punta Falcone. Necessario stabilire quali normative insistono su un’area come questa, soggetta a vincoli idrogeologici e paesaggistici. Per l’assessore ai lavori pubblici, Carlo Barsi, si tratta sono di un ripristino: «Il percorso non è inventato, c’era già durante la Seconda guerra mondiale. È la stessa sede stradale di 4 metri». L’assessore ha fatto un sopralluogo sul Facone ieri mattina «è stata rimossa solo sterpaglia» assicura. «Avessimo tanti volontari che ci danno una mano come quelli che operano nella Circoscrizione Falcone Montemazzano o nell’associazione Microcosmo. È con loro - ricorda Barsi - che abbiamo stipulato una convezione nel 2004 proprio per la cura di Punta Falcone. Microcosmo, in collaborazione con la Circoscrizione si è assunta una serie di impegni tra i quali la manutenzione ordinaria delle aree, dei locali e delle attrezzature. Va apprezzata - sottolinea - l’opera fatta all’indomani dell’incendio del 2 agosto 2006, che ha devastato circa 2 ettari di Punta Falcone provocando un danno notevole alla vegetazione spontanea e agli animali stanziali come tartarughe, fagiani e serpenti.
Venimmo informati proprio da una relazione di Miscrocosmo, che intervenne subito insieme al gruppo Astrofili. Oltre a distruggere, l’incendio portò alla luce quello che era l’antico percorso di penetrazione all’interno delle casermette». «In osservanza a quanto prescrive la convenzione la Circoscrizione e Microcosmo si attivarono per la manutenzione delle casermette, anch’essa rovinate dalle fiamme e il ripristino dell’ambiente. È stato ripulito e riverniciato il cannone». Poi si è passati alla “fase successiva”. «Appunto il ripristino della strada di cui sono visibili i resti dei muretti laterali già probabilmente rotolati via dopo l’incendio e le piogge - specifica Barsi - mi garantiscono che, nell’intervento, è stato rispettato il percorso originale. L’associazione mi ha prodotto una cartografia datata 1929 e rivisitata il 5 aprile 1930. Sicuramente, nell’ultima guerra, l’itinerario arriva esattamente dove si ferma oggi». «Se non è stato obiettato niente per il recupero delle casermette - si domanda il vicesindaco - non capisco perché si debba obiettare per un percorso che arriva fino alle casermette. Probabilmente, se questo fosse rimasto sempre attivo, sarebbe stata una sorta di cessa dove far transitare i mezzi di soccorso dei vigili del fuoco anche durante l’ultima emergenza.
Ora la zona è raggiungibile, se succede qualcosa». «Vale quanto propongono Circoscrizione e Microcosmo, dobbiamo assolutamente mantenere e valorizzare questa parte del territorio, dunque sarà vietato l’ingresso a qualunque mezzo non autorizzato». «Chi ci andrà, ma a piedi, potrà godere di un eccezionale panorama. Chiederò il massimo del controllo anche ai vigili urbani e all’associazione - conclude - con sbarramenti anche fisici all’ingresso per impedire il passaggio di mezzi impropri come auto private o motorini».
Venimmo informati proprio da una relazione di Miscrocosmo, che intervenne subito insieme al gruppo Astrofili. Oltre a distruggere, l’incendio portò alla luce quello che era l’antico percorso di penetrazione all’interno delle casermette». «In osservanza a quanto prescrive la convenzione la Circoscrizione e Microcosmo si attivarono per la manutenzione delle casermette, anch’essa rovinate dalle fiamme e il ripristino dell’ambiente. È stato ripulito e riverniciato il cannone». Poi si è passati alla “fase successiva”. «Appunto il ripristino della strada di cui sono visibili i resti dei muretti laterali già probabilmente rotolati via dopo l’incendio e le piogge - specifica Barsi - mi garantiscono che, nell’intervento, è stato rispettato il percorso originale. L’associazione mi ha prodotto una cartografia datata 1929 e rivisitata il 5 aprile 1930. Sicuramente, nell’ultima guerra, l’itinerario arriva esattamente dove si ferma oggi». «Se non è stato obiettato niente per il recupero delle casermette - si domanda il vicesindaco - non capisco perché si debba obiettare per un percorso che arriva fino alle casermette. Probabilmente, se questo fosse rimasto sempre attivo, sarebbe stata una sorta di cessa dove far transitare i mezzi di soccorso dei vigili del fuoco anche durante l’ultima emergenza.
Ora la zona è raggiungibile, se succede qualcosa». «Vale quanto propongono Circoscrizione e Microcosmo, dobbiamo assolutamente mantenere e valorizzare questa parte del territorio, dunque sarà vietato l’ingresso a qualunque mezzo non autorizzato». «Chi ci andrà, ma a piedi, potrà godere di un eccezionale panorama. Chiederò il massimo del controllo anche ai vigili urbani e all’associazione - conclude - con sbarramenti anche fisici all’ingresso per impedire il passaggio di mezzi impropri come auto private o motorini».
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