Gioco
Muore nel camion, lo trovano il giorno dopo
Manolo Morandini
Finisce in una scarpata della cava Sales, nessuno si accorge che non era mai uscito
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CAMPIGLIA. Schiacciato nella cabina del camion, solo e dimenticato. É morto così Adil Naui, operaio marocchino di 32 anni abitante a San Vincenzo, in una scarpata della strada che stava percorrendo all’interno della cava di Montevalerio. L’incidente è avvenuto lunedì pomeriggio, intorno alle ore 16, ma il cadavere dell’uomo è stato scoperto solo ieri mattina. Un macabro ritrovamento da parte di alcuni dipendenti dell’azienda Sales Spa, che ha in concessione la cava. Ad attrarre l’attenzione degli operai le tracce di scarrocciamento a margine della carreggiata, all’altezza di una curva, nella direzione di uscita dall’impianto. È bastato affacciarsi sul ciglio, gettare lo sguardo in basso, e accorgersi degli alberi abbattuti e dei segni sul terreno. Quelli di una folle corsa di un grosso mezzo fuori controllo. Ma per scoprire il camion ribaltato è stato necessario scendere nel dirupo di qualche passo. Un grosso autotreno con le ruote all’insù, in parte coperto dal suo stesso carico di terra e pietre.
Per una notte è stata questa la tomba del giovane Adil, arrivato in Italia da poco meno di due anni per ricongiungersi alla famiglia d’origine, con in tasca un regolare contratto di lavoro. A San Vincenzo vivono i genitori, quattro fratelli e tre sorelle. Sul posto i carabinieri, i vigili del fuoco, la polizia municipale, la Misericordia di San Vincenzo. E poi, gli amici e i parenti. Un dolore composto il loro. Ma la solidarietà è stata immediata, silenziosa, efficace: da parte dei sindacati, dall’amministrazione comunale di Campiglia e dei dipendenti della Sales. L’impianto di Montevalerio, specializzato nella fornitura di sabbia e inerti, appena si è avuto coscienza della notizia, si è fermato: sciopero sino alla fine del turno mentre oggi, dalle ore 14 alle 16, assemblea sindacale con sciopero indetto per tutti i dipendenti dell’azienda. Non si avanza nessuna ipotesi riguardo a quelle che sarebbero state le cause dell’incidente su cui stanno indagando i carabinieri. Nessuno esclude comunque le possibilità di un guasto, un eventuale malore del conducente o anche un errore facilitato dalla stanchezza.
La salma di Adil Naui è stata ricomposta alle camere mortuarie dell’ospedale di Piombino, in attesa del nullaosta del magistrato che potrà ordinare un’autopsia. Un nuovo dramma sul lavoro in cava, a distanza di un anno dall’incidente all’interno della Cava di Campiglia. Un incidente che porta in sé anche la denuncia di controlli poco stringenti. Impossibile non chiedersi come sia possibile entrare nel perimetro della cava, per cui è necessario passare un posto di controllo e staccare un ticket che consente di liberare il passo da una sbarra e poi finire dimenticati. Una domanda che avremmo voluto fare ai responsabili Sales della cava, ma questi non ce ne hanno dato la possibilità. Anche dalla ditta di autotrasporti cecinese per la quale lavorava Adil Naui, il titolare Giuseppe Sammaritano, contattato per telefono, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
Per una notte è stata questa la tomba del giovane Adil, arrivato in Italia da poco meno di due anni per ricongiungersi alla famiglia d’origine, con in tasca un regolare contratto di lavoro. A San Vincenzo vivono i genitori, quattro fratelli e tre sorelle. Sul posto i carabinieri, i vigili del fuoco, la polizia municipale, la Misericordia di San Vincenzo. E poi, gli amici e i parenti. Un dolore composto il loro. Ma la solidarietà è stata immediata, silenziosa, efficace: da parte dei sindacati, dall’amministrazione comunale di Campiglia e dei dipendenti della Sales. L’impianto di Montevalerio, specializzato nella fornitura di sabbia e inerti, appena si è avuto coscienza della notizia, si è fermato: sciopero sino alla fine del turno mentre oggi, dalle ore 14 alle 16, assemblea sindacale con sciopero indetto per tutti i dipendenti dell’azienda. Non si avanza nessuna ipotesi riguardo a quelle che sarebbero state le cause dell’incidente su cui stanno indagando i carabinieri. Nessuno esclude comunque le possibilità di un guasto, un eventuale malore del conducente o anche un errore facilitato dalla stanchezza.
La salma di Adil Naui è stata ricomposta alle camere mortuarie dell’ospedale di Piombino, in attesa del nullaosta del magistrato che potrà ordinare un’autopsia. Un nuovo dramma sul lavoro in cava, a distanza di un anno dall’incidente all’interno della Cava di Campiglia. Un incidente che porta in sé anche la denuncia di controlli poco stringenti. Impossibile non chiedersi come sia possibile entrare nel perimetro della cava, per cui è necessario passare un posto di controllo e staccare un ticket che consente di liberare il passo da una sbarra e poi finire dimenticati. Una domanda che avremmo voluto fare ai responsabili Sales della cava, ma questi non ce ne hanno dato la possibilità. Anche dalla ditta di autotrasporti cecinese per la quale lavorava Adil Naui, il titolare Giuseppe Sammaritano, contattato per telefono, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
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