Il Tirreno

In tre ore due operai feriti in Lucchini

Federico Lazzotti
In tre ore due operai feriti in Lucchini

Uno è stato colpito da una catena in porto, l'altro intossicato all'altoforno

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PIOMBINO. Due operai, due infortuni sul lavoro in poco più di tre ore: tra le 10,30 e le 14 di ieri. Il primo nella stiva di una nave diretta negli Stati Uniti, l’altro nelle vicinanze dell’altoforno, sempre all’interno della Lucchini-Severstal. Claudio Panerai, 42 anni, residente a Follonica, stava caricando a bordo di una nave merci delle barre d’acciaio lunghe una decina di metri quando la catena della gru lo ha colpito al petto facendogli perdere l’equilibrio. Nella caduta tra le bramme e il pavimento l’uomo si è fratturato il piatto tibiale, ma oltre alla frattura l’operaio ha accusato problemi cardio respiratori in seguito all’impatto ed è stato trasportato in elicottero all’ospedale di Pisa per accertamenti. Era invece nei dintorni dell’altoforno, Lorenzo Malta, opeario dell’Oma di Pescara, ditta che per la Lucchini esegue lavori di manutenzione. Ha inalato monossido di carbonio mentre lavorava alla sacca a polvere rimanendo intossicato.

Spetterà all’Asl accertare se l’operaio al momento dell’incidente indossava l’ autorespiratore in dotazione per legge. Anche lui è stato trasportato al Santa Chiara dove invece è stato trasferito nella camera iperbarica per rimuovere l’ossido di carbonio che aveva accumulato nel sangue. Nessuno dei due operai sembra comunque in pericolo di vita. Erano in quattro: il gruista, due operai e il capo turno dentro la stiva della nave marci ormeggiata negli impianti marittimi della Lucchini. C’era da finire di caricare le 19mila tonnellate di bramme dirette a Detroit dove saranno usate dalla casa automobilista Ford. Il compito di Claudio Panerai e del suo collega era quello di sfilare attraverso due ganci le bramme d’acciaio dalla gru e accatastarle. Secondo una prima ricostruzione che dovrà essere verificata dall’Asl, una catena di sollevamento per imbracciare le bramme ha colpito l’operaio al petto è lo ha sbalzato a terra.

Duecentocinquanta chili di acciaio che hanno schiacciato il torace dell’operaio che lavora in Lucchini da due anni. Un volo di circa due metri che ha finito per causare la frattura alla gamba. Questa ricostruzione confermerebbe anche i risultati dell’elettrocardiogramma a cui l’operaio è stato sottoposto a Villamarina. «Alterazioni elettrocardiografica», il risultato dell’esame che ha fatto sì che i medici dell’ospedale piombinese decidessero di tarsferire il 42enne a Pisa dov’è ancora ricoverato. Sono passate tre ore e mezzo ed è arrivato il secondo incidente sul lavoro, stavolta nelle vicinanze dell’altoforno dove una squadra della Oma composta da una decina di operai era alle prese con alcune operazioni di pulitura. Sarà l’Asl, che oggi aprirà un’indagine, a dover spiegare perché Lorenzo Malta ha inalato il monossido di carbonio e soprattutto se al momento dell’incidente l’operaio indossava o meno il respiratore. L’uomo trsportato a Pisa ne avrà per almeno una settimana.

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