Sicurezza
La voce dei ragazzi contro il reality
Gli alunni della Guardi incontrano il rappresentante dei Garifuna
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PIOMBINO. Sei anni e mezzo dentro un carcere per aver difeso i diritti del popolo Garifuna. Alfredo Lopez ha gli occhi lucidi quando racconta la sua sventura. Ad ascoltarlo i ragazzi della 1ªE e 1ªG della scuola media Guardi. Nel 1997 Lopez venne incarcerato in Honduras con la falsa accusa di essere un narcotrafficante. In realtà era diventato un personaggio troppo scomodo, da quando negli anni Novanta, con l’associazione Ofraneh ha incominciato ad attaccare apertamente il governo Honduregno, accusato di violare i diritti del popolo Garifuna. Solo grazie all’intervento diretto della Corte Americana per i diritti umani nel 2003 fu possibile la sua liberazione. A coronamento della battaglia intrapresa dai ragazzi della 1ªE e 1ªG per sospendere il reality show “L’isola dei famosi”, accusato di danneggiare l’ambiente e la poplazione del luogo, il preside della scuola media Guardi ha invitato Alfredo Lopez per testimoniare cosa si nasconde dietro al programma tv.
«Voi vedete la finzione in tv - esordisce - io vi racconterò la realtà». La comunità dei Garifuna infatti abita le coste dell’Honduras di fronte all’arcipelago delle Cayo Cochinos, dove viene girato il programma condotto da Simona Ventura. Per soddisfare le esigenze della troupe televisiva, a questo popolo per tutta la durata del reality è impedito di praticare la pesca nel mare delle loro isole, per non infrangere l’illusione che i “naufraghi” si trovino in un luogo disabitato. La zona d’interesse televisivo è presidiata da guardie private e da guardie dell’esercito. Una volta ad un pescatore che si era troppo avvicinato hanno addirittura sparato, ferendolo. I Garifuna si sono stanziati in quei luoghi da duecento anni e la pesca è la loro principale attività di sussistenza. Limitandola si va a colpirte direttamente al cuore l’economia della comunità. Nessuna autorità statale ha interpellato i Garifuna per avere l’autorizzazione a cedere temporaneamente il loro mare, nè tantomeno hanno concesso loro sussidi per i danni subiti.
Al contrario, lo stato honduregno ha ricevuto lauti compensi, destinati alla realizzazione di complessi turistici. Al termine dell’incontro con gli studenti, Lopez si è spostato in Comune, dove ha ricevuto il saluto del sindaco e della giunta. Qui l’assessore alla pubblica istruzione Anna Tempestini si è impegnata a far pervenire una risposta ai ragazzi da parte del direttore di Rai Due, a cui in aprile era stato inviato un appello per sospendere il reality.
«Voi vedete la finzione in tv - esordisce - io vi racconterò la realtà». La comunità dei Garifuna infatti abita le coste dell’Honduras di fronte all’arcipelago delle Cayo Cochinos, dove viene girato il programma condotto da Simona Ventura. Per soddisfare le esigenze della troupe televisiva, a questo popolo per tutta la durata del reality è impedito di praticare la pesca nel mare delle loro isole, per non infrangere l’illusione che i “naufraghi” si trovino in un luogo disabitato. La zona d’interesse televisivo è presidiata da guardie private e da guardie dell’esercito. Una volta ad un pescatore che si era troppo avvicinato hanno addirittura sparato, ferendolo. I Garifuna si sono stanziati in quei luoghi da duecento anni e la pesca è la loro principale attività di sussistenza. Limitandola si va a colpirte direttamente al cuore l’economia della comunità. Nessuna autorità statale ha interpellato i Garifuna per avere l’autorizzazione a cedere temporaneamente il loro mare, nè tantomeno hanno concesso loro sussidi per i danni subiti.
Al contrario, lo stato honduregno ha ricevuto lauti compensi, destinati alla realizzazione di complessi turistici. Al termine dell’incontro con gli studenti, Lopez si è spostato in Comune, dove ha ricevuto il saluto del sindaco e della giunta. Qui l’assessore alla pubblica istruzione Anna Tempestini si è impegnata a far pervenire una risposta ai ragazzi da parte del direttore di Rai Due, a cui in aprile era stato inviato un appello per sospendere il reality.
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