Il Tirreno

La Regione vuole 52 milioni dalla Lucchini

Federico Lazzotti

Dall’ufficio tributi via all’iter per la riscossione dell’ecotassa sui rifiuti

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PIOMBINO. L’ufficio Tributi della Regione ha confermato la multa di 52 milioni di euro nei confronti della Lucchini-Severstal Spa per l’evasione dell’ecotassa regionale. Il verbale era stato notificato ai vertici dell’acciaieria dalla Guardia di Finanza lo scorso giugno dopo la scoperta, nel mese di marzo, di una discarica abusiva di 35 ettari nei quali erano ammassati abusivamente oltre un milione di tonnellate di rifiuti industriali. Adesso l’ufficio legale della Lucchini potrà scegliere tra due strade: presentare le memorie difensive entro il 30 ottobre contestando il verbale, oppure presentarsi in Commissione tributaria e affrontare i tre gradi di giudizio. Nel frattempo, il 1 ottobre, scade il termine per la consegna da parte dell’esperto nominato dalla Procura di Livorno, del dossier sulle conseguenze che i rifiuti accumulati nell’area demaniale hanno avuto nel sottosuolo che si estende tra la chiusa di Pontedoro e il Quagliodromo dove le analisi dell’Arpat hanno già riscontrato «tracce di idrocarburi».

La procedura. Ad agosto l’ufficio tributi della Regione ha dato il via al procedimento di riscossione dell’ecotassa che secondo l’accusa «la Lucchini avrebbe evaso accumulando rifiuti all’interno nella discarica abusiva». Dopo il sequestro dell’area da parte della Finanza durante l’operazione “Iron Trash”, la Regione ha verificato che il verbale notificato a giugno dalle fiamme gialle fosse correto nel conteggio delle sanzioni. «Nessun vizio di forma, anche se - spiegano dalla Regione - il procedimento è ancora in corso». Ecco quindi l’invio della comunicazione alla Lucchini Spa. L’iter prevede che i legali dell’azienda presentino entro 60 giorni, posticipati per la sospensione tra il 1 agosto e il 15 settembre, le memorie difensive. Secondo gli esperti l’acciaieria potrebbe difendersi contestando l’estensione della discarica e aprendo di fatto il contraddittorio, oppure andare direttamente a giudizio. Nel primo caso si andrebbe al contenzioso dove l’ufficio tributi potrebbe archiviare la pratica oppure irrogare la sanzione a cui la Lucchini ha la possibilità di fare ricorso andando a giudizio. Tre i gradi della commissione: provinciale, regionale e cassazione.

Le analisi. Il professor Mauro Sanna, l’esperto dell’Arpa Lazio nominato dalla Procura per verificare gli effetti della discarica nel sottosuolo e nelle acque, dovrà consegnare la perizia nelle mani del pm Antonella Tenerani il prossimo 1 ottobre. «Numerose le analisi effettuate durante l’estate», fanno sapere fonti investigative. Sono state verificate le altezze dei rifiuti attraverso il Gps, oltre a composizione e tipologia dei rifiuti in varie zone della discarica sia dentro che fuori dal ciclo produttivo, mentre attraverso alcuni carotaggi del terreno dovrebbero essere state accertate le conseguenze che gli scarti industriali di piombo e zinco hanno avuto nel sottosuolo. Tutte le analisi, come prevede il testo unico in materia ambientale, sono state effettuate fianco a fianco con i collaboratori della Lucchini che hanno fatto da contraddittorio agli esperti nominati dalla Procura. Se le analisi dimostrassero la pericolosità dei rifiuti si aggraverebbero le posizioni dei due indagati: l’ex amministratore delegato della Lucchini Spa Giovanni Gillerio e il direttore dello stabilimento piombinese Sergio Simoni a cui, al momento, viene contestato di «aver svolto una gestione non autorizzata dei rifiuti».

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