Il Tirreno

Sfollati in quattromila per disinnescare la bomba

Manolo Morandini
Sfollati in quattromila per disinnescare la bomba

In appena 17 minuti reso inoffensivo l’ordigno. L’attesa per l’operazione per molti ha significato la gita al mare

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PIOMBINO. Ore 10,32 fine del pericolo. Sono serviti appena diciassette minuti agli artificieri del genio pontieri di Piacenza per disinnescare l’ordigno inesploso, scoperto lo scorso 4 luglio, durante i lavori di scavo in un cantiere edile, a lato della piscina. Un’operazione che non ha precedenti in città, quella di ieri mattina, per cui si è messa in moto una macchina imponente: 250 uomini, tra volontari e forze dell’ordine, e circa 150 mezzi, mobilitati per gestire il piano di evacuazione di oltre 4mila persone, a partire dalle 8 del mattino. Un trasloco di massa che si è svolto in modo ordinato e senza sorprese. Alle 11,30 l’ordigno disinnescato ha preso la via di San Carlo, dove è stato fatto brillare all’interno della cava Solvay. Alle 13 lo scoppio, soffocato da una coltre di terra di cento tonnellate. La giornata. Bloccate e presidiate tutte le vie di accesso all’area di San Rocco, in un raggio di cinquecento metri dal punto del ritrovamento della bomba. Alle 10 è stato il suono delle sirene delle auto ai posti di blocco a segnalare l’inizio delle attività di “dispolettamento”. Un lungo suono intermittente e poi, anche ai margini della “zona rossa”, un silenzio che solo una calda domenica di fine luglio ha reso un po’ meno irreale. Un paesaggio urbano vuoto l’area evacuata: serrande dei negozi abbassate, tapparelle chiuse, strade deserte.

Solo cinquantasei temerari hanno sfidato la sorte scegliendo di restare all’interno delle mura domestiche, firmando una liberatoria per scaricare della responsabilità le autorità, in caso di incidente. «Si è svolto tutto nel migliore dei modi, grazie all’efficienza e all’impegno degli uomini in campo e dei cittadini, che con ordine hanno liberato la zona interdetta», afferma Carlo Barsi, vicesindaco di Piombino. I ricoveri. Il sole ha reso le spiagge il primo vero centro di accoglienza. Un’indicazione apparsa subito chiara osservando i carichi di auto e moto in uscita dalla “zona rossa”. Pochissime, invece, le persone che hanno scelto una delle aree attrezzate, tra cui il parco “8 marzo” dove la Cri ha allestito una cucina da campo, pronta a servire quattrocento pasti. Mentre tra gli svaghi, offerti per ingannare l’attesa, la preferenza degli evacuati è andata al museo archeologico di Cittadella, lo hanno scelto in 57, trenta le persone alla Biennale di arte sacra, altrettante al cinema, per una sorta di fuori orario con il film “Tutte le donne della mia vita”. In 20 hanno fatto tappa al Castello per la mostra dedicata all’eroe dei due mondi, mentre è rimasto deserto il palazzetto dello sport, dove era in programma un saggio delle scuole di ballo.

La task force. Le operazioni sono state coordinate dal centro operativo allestito presso il distaccamento dei vigili del fuoco. Un vero quartier generale, con a capo il viceprefetto Valentina Pezone e il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi. Inoltre, le forze dell’ordine, polizia, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale dello Stato, vigili del fuoco, polizia stradale, polizia municipale di Piombino e il responsabile della centrale operativa 118. Sul posto anche il prefetto Giancarlo Trevisone e il questore Vincenzo Roca. Ma anche la Cri, la Pubblica assistenza, la Misericordia, i radioamatori “Cb Mari e monti”, l’Enel, l’Italgas, l’Asa, la Telecom, l’Atm e gli ufficiali del genio pontieri di Piacenza. «È il culmine di un’operazione complessa, partita dieci giorni fa. - spiega il comandante della Polizia municipale di Piombino, Gloria Mattanini -. Sono stati oltre duemila gli atti che abbiamo notificato ai residenti nella zona da evacuare in questo arco di tempo». Alle 11, sciolti i blocchi stradali, il quartiere ha preso lentamente a rianimarsi. Ma solo alla sera, complice la domenica, è stato il rientro dalla spiaggia a restituire i rumori propri di una zona abitata.

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di Redazione web