Il Tirreno

Fanghi di Bagnoli, risolti i dubbi ecco i progetti

Nicola Stefanini
Fanghi di Bagnoli, risolti i dubbi ecco i progetti

Parla il sindaco Anselmi: piani pronti per pontile, trattamento e stoccaggi senza rischi e con vantaggi

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PIOMBINO. «Vado alle assemblee con i cittadini di domani e di martedì con la certezza che l’operazione per ricevere i sedimenti della colmata di Bagnoli è trasparente, che le criticità emerse sono governabili e che tale operazione può essere compresa e condivisa dalla cittadinanza». È con questo stato d’animo che il sindaco Gianni Anselmi esce dall’incontro durato sette ore e nel quale è stato esaminato, sviscerato, modificato e ricalibrato l’allegato tecnico all’accordo di programma; un documento atteso, che sarà divulgato domani dopo la messa a punto, e che contiene la pianificazione dettagliata della controversa “operazione fanghi”. Il summit. All’incontro fiume, dipanatosi lungo tutta la giornata di venerdì nella sede dell’Autorità portuale, c’erano tutti i primi attori dell’operazione: il sindaco con lo staff tecnico del Comune, Luciano Guerrieri, gli assessori provinciali Garufo e Marrocco con i tecnici della Provincia, rappresentanti della Tap, dell’Arpat, dell’Asl e del Ministero. Da questi stessi soggetti istituzionali sarà in seguito formata una task force tecnica che si occuperà della gestione di tutta l’operazione in ambito locale; task force che dovrebbe essere coordinata da Massimo Zucconi.

«Abbiamo mobilitato tutte le strutture tecniche - dice Anselmi - per fare ogni tipo di approfondimenti sull’allegato all’accordo di programma; volevamo avere chiara e certa tutta la situazione, soprattutto quella locale in cui si concretizzerà l’operazione. Chiarezza che ora c’è». I fanghi. «A Piombino - dice il sindaco - non arriveranno sedimenti pericolosi da Bagnoli. Non arriverà nulla che il Ministero certifica come pericoloso; noi tratteremo solo i 230mila metri cubi di pericolosi che verranno dall’escavo del nostro porto, e comunque in una seconda fase. Da Bagnoli arriveranno 760mila metri cubi di sedimenti non pericolosi che andranno subito in vasca, sedimenti accompagnati da certificazione dell’Arpa Campania in partenza e dall’Arpa Toscana in arrivo. A seguire - prosegue Anselmi - arriveranno 1,3 milioni di m² della colmata di Bagnoli: 200mila andranno subito in vasca, altri 200mila sotto la prosecuzione della 398 e i restanti 900mila saranno trattati da un impianto nuovo che sarà allestito sul porto». Cantiere sul porto. Con l’arrivo del primo materiale da Napoli, sarà completata la vasca piccola di colmata che diventerà un nuovo pontile del porto, dove attraccheranno le bettoline con i fanghi. Sarà quella la piattaforma dove installare un impianto per la selezione, la vagliatura e il lavaggio dei sedimenti. Un impianto, come spiega il sindaco, che costerà circa 5,5 milioni, pagato dal Ministero dell’ambiente, e che una volta finita l’operazione Bagnoli resterà in dotazione alla Tap.

«Grazie a questa scelta tecnica - spiega Anselmi - è stato stimato che di tutto il materiale in arrivo resteranno solo circa 100mila metri cubi di sedimenti, quelli qualitativamente peggiori, da inertizzare alla Tap, che viene così sgravata in maniera determinante». Lo stoccaggio. Nel quadro tecnico dell’operazione, è previsto anche lo stoccaggio di parte dei fanghi in arrivo, in attesa del loro impiego per il riempimento delle successive vasche di colmata e per fare da sottofondo alla nuova strada 398; in tutto circa 700mila metri cubi. «Per lo stoccaggio - dice Anselmi - d’accordo con la Lucchini sono state individuate aree interne al perimetro industriale già ampiamente compromesse. Si tratta di una zona nella piana di Colmata adiacente alle discariche Lucchini sotto indagine come abusive e vicina anche alle discariche delle acciaierie chiuse anni fa». Il materiale sarà trasferito dal porto alle aree di stoccaggio o attraverso nastri trasportatori, oppure realizzando una strada di cantiere che costeggerà la vasca grande di colmata e gli impianti dell’agroittica alla Chiusa. «Anche in questo caso - chiarisce il sindaco - non si butterà via nulla: la strada di cantiere, finita l’operazione Bagnoli, potrebbe essere allacciata alla 398 e diventare un prezioso accesso al porto da nord; nel caso che si usino i nastri trasportatori, questi potrebbero poi essere ceduti alla Lucchini per lo spostamento dei carbonili, che andranno proprio nell’area dove verrà stoccato il materiale di Bagnoli». Informare e capire.

«Lavorerò - conclude il sindaco - perché si firmi l’accordo di programma e perché l’operazione Bagnoli parta, facendomi carico delle responsabilità. Se questa operazione non fosse vantaggiosa e sicura non mi ci sarei mai avventurato; non sono solo i contrari al progetto ad avere a cuore le sorti del territorio, ce l’ho anch’io. È per questo che ci siamo presi il tempo necessario per fare chiarezza sulle questioni e sui dubbi che venivano dalla cittadinanza e che anche noi ci ponevamo. Ora si può dire - prosegue - che sono state rafforzate le garanzie ambientali e quelle per strutturare l’operazione affinchè possa avvenire in modo facilmente governabile e in sicurezza. In questo senso, il lavoro tecnico che è stato fatto ci aiuterà a essere chiari e comprensibili, a partire dagli incontri pubblici dei prossimi giorni, in modo da risolvere tutti i dubbi e gli interrogativi che i cittadini si pongono; ma soprattutto nell’intento di far partecipi tutti dell’idea che con questa operazione, il porto, ma anche tutto il territorio, vengono consegnati a una fondamentale fase di accelerazione dello sviluppo che durerà nel tempo».

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