Il Tirreno

Bomba da rimuovere, esodo per quattromila persone

Gabriele Dini
Bomba da rimuovere, esodo per quattromila persone

Si studiano gli ultimi particolari per il disinnesco dell’ordigno a San Rocco. Saranno chiuse ben ventidue strade

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PIOMBINO. Quattromila persone evacuate. Ventidue strade in parte bloccate. La messa in allerta di decine di operatori delle forze dell’ordine, del Comune, della prefettura, dei vigili del fuoco, della Forestale, della Croce Rossa, del 118 e dell’Asl. E infine l’intervento degli artificieri del genio pontieri di Piacenza. Sarà una macchina potentissima quella messa in moto per eliminare nella massima sicurezza possibile l’ordigno bellico, una bomba d’aereo da 500 libbre, che è stata ritrovata qualche giorno fa a Montelupinaio, vicino alla nuova piscina comunale in costruzione. La data dell’intervento non è ancora stata decisa ma dovrebbe cadere in una delle prossime domeniche, probabilmente il 22 o il 29. La decisione sul giorno esatto dell’operazione sarà comunicata mercoledì prossimo dal comune di Piombino dopo un nuovo incontro con i rappresentanti della Prefettura, una volta ultimati i dettagli del piano di intervento.

Rassicurazioni ai cittadini di Piombino sono arrivate dal Prefetto Giancarlo Trevisone, che ieri nel palazzo della Prefettura di Livorno ha presieduto una riunione cui erano presenti rappresentanti di tutti gli enti che parteciperanno all’operazione. «Al momento la bomba è già stata messa in sicurezza da tecnici esperti - ha spiegato il Prefetto - l’evacuazione è stata decisa in modo da evitare qualunque tipo di rischio. Cercheremo di dare il minor disagio possibile ai cittadini e al contempo di fornir loro la massima assistenza possibile. Questa sarà un’occasione per mettere in atto un importante intervento di Protezione civile. Ma come già è stato detto in questo momento la bomba è stata “sepolta” per renderla totalmente innocua, secondo le direttive di sicurezza». Il Prefetto ha anche ribadito che l’operazione non porterà alcun disagio alle persone che devono andare al mare o raggiungere, o lasciare, gli imbarchi.

Inoltre non saranno sospesi elettricità, acqua, gas e collegamenti telefonici. Nel giorno dell’intervento lo sgombero inizierà alle 8 del mattino e riguarderà una zona di 500 metri attorno all’ordigno. Un’area dove vivono circa 4.000 persone, delle quali un centinaio non autosufficienti. Tutti i residenti saranno invitati a lasciare la zona con mezzi propri, quando possibile. Per gli altri - soprattutto per i non autosufficienti (nell’area vivono anche due ultracentenari) ma anche comuni cittadini impossibilitati a fare una “gita al mare” - saranno allestiti centri d’accoglienza gestiti da comune e Croce Rossa dove sarà fornita tutta l’assistenza possibile. Per arrivare ai centri, l’azienda piombinese di trasporti fornirà autobus e navette gratuiti. Le operazioni di sgombero saranno gestite dal Comune e dai vigili urbani.

Nel frattempo tutte le 22 zone di accesso all’area dove sarà allestito il cordone di sicurezza saranno bloccate e controllate da vigili, polizia e carabinieri. Una volta completato lo sgombero sarà dato il via agli artificieri che tenteranno di togliere le spolette della bomba. Poi un camion scortato dalla polizia stradale trasporterà la bomba resa “inerte” verso una cava dove sarà fatta brillare. Quest’ultima operazione - in caso di difficoltà con lo dispolettamento dell’ordigno - verrà fatta sul posto. La situazione dovrebbe tornare alla normalità nel pomeriggio.

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