Il dolore
Regole meno severe per le aree marine
Portoferraio propone vincoli rigidi solo per Scoglietto, Capo Bianco, Prade
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PORTOFERRAIO. Nessuna zona di tipo A oltre alla attuale riserva biogenetica di Montecristo. E poi una zona B fra lo Scoglietto, la punta della Madonna e Capo Bianco, e davanti alle Prade. Una vasta area, tipo C, da Capobianco all’Enfola, con l’ormeggio di boe intelligente per evitare l’ancoraggio selvaggio. Per il resto una grande fascia D residuale. É la proposta del Comune di Portoferraio al ministero dell’Ambiente. Una proposta approvata a maggioranza dal consiglio comunale. Regole chiare per un’area marina protetta e compatibile con l’economia turistica. Regole meno severe chieste dalla amministrzione Peria per tutte le zone marine del territorio portoferraiese. Una normativa meno severa, che in qualche modo modifichi quella ministeriale introducendo spazi di maggiore tolleranza per tutta una serie di attività: dalla pesca, all’uso del demanio marittimo, e in generale per tutte le attività umane legate in modo diretto o indiretto al mare. Una proposta che è un punto di partenza per un progetto che deve essere condiviso da tutti. Regole in sintonia con le esigenze, questo il concetto di fondo.
Per il Comune di Portoferraio deve essere autorizzata la balneazione, allo snorkeling e a alla navigazione a vela e a remi anche nelle zone A (Montecristo), la navigazione da diporto in zona B sarebbe autorizzata a 5 nodi entro i 300 metri dalla costa, e a 10 nodi tra i 300 e i 600 metri dalla costa (sempre in assetto dislocante), l’ancoraggio sarebbe consentito nelle zone C, e anche nelle zone B con la sola eccezione di aree particolarmente sensibili individuate e delimitate dall’ente gestore. Misure particolari sono previste per la pesca, il demanio marittimo, le opere di ripascimento. Per la pesca sportiva, intanto, sarebbero assimilati ai residenti anche i titolari di seconde case e coloro che risultano lungo-domiciliati - almeno 3 mesi - nel comune. A loro e ai residenti sarebbe consentita in zona B con lenze e canne; e in zona C anche con nasse e con palamito con numero di ami a persona non superiore a 70, con limite massimo di 200 ami a imbarcazione. Per gli altri, i non residenti (o assimilati) la pesca sportiva sarebbe autorizzata solo con lenze e canne in zona B, mentre sarebbe consentita solo con lenze e canne in zona C.
La pesca subacquea sarebbe autorizzata in zona C mediante il rilascio di apposito patentino e con segno di riconoscimento sul pallone sub o mezzo d’appoggio. Mentre sarebbe vietata espressamente la pesca alla cernia. La piccola pesca artigianale dei residenti sarebbe consentita in zona B, e vietata unicamente nella ex riserva dello Scoglietto. Altre misure speciali: il pescaturismo sarebbe vietato solo allo Scoglietto, e l’acquacoltura sarebbe autorizzata in C in aree individuate e delimitate, ma solo con modalità non impattanti e biologiche e per specie di pregio. E poi il demanio marittimo. Nel regolamento urbanistico sono previste nuove concessioni in tutto il versante dalle Viste alla Biodola, passando per le Ghiaie, Padulella, Capo Bianco, Seccione, Acquaviva, Enfola. Altra proposta è quella per cui anche in zona B le concessioni possano essere adottate o rinnovate dagli enti competenti previo parere dell’ente gestore (il Parco). Una proposta per un confronto con ministero. Una proposta dove larea marina protetta viene vista come compatibile con economia turistica.
Dice il sindaco Roberto Peria «Una proposta che è finalizzata alla crescita qualitativa del nostro turismo. Un’idea che difende tutti gli usi locali e la fruizione del mare e pone in termini seri il problema della depurazione delle acque e uno sviluppo sostenibile. Questo è un punto di partenza, un punto di vista, una visione tuttavia importante perché comunque l’Amministrazione Comunale è il collettore dei sentimenti e degli umori della comunità. E’ una visione tanto più importante perché in qualche modo filtra anche la radicalità di alcune posizioni e consente di definire una sponda per proseguire in un dialogo che si ritiene essenziale per pervenire ad una soluzione concertata e fatta propria dalla società locale, che forse per la prima volta, potrà sentirsi protagonista positiva del governo delle risorse e non destinataria di decisioni assunte da altri». Di fatto una proposta aperta, sia riguardo alla zonazione che al sistema delle regole e serve a costituire una prima base di riflessione comune.
Sottolinea Peria: «Come tale necessita di un percorso partecipativo, che richiede un adeguato confronto con il mondo dell’associazionismo, ambientalista e non, della pesca, con le categorie economiche, con le forze sociali, con tutte le istituzioni coinvolte, con tutte le realtà organizzate e con i cittadini». Fino a metà settembre l’amministrazione consulterà i cittadini. Sottolinea Peria «Solo alla fine di questo percorso si potrà definire ed approvare la proposta conclusiva, che non sarà solo proposta della giunta o del consiglio comunale, ma dei cittadini e delle loro rappresentanze».
Per il Comune di Portoferraio deve essere autorizzata la balneazione, allo snorkeling e a alla navigazione a vela e a remi anche nelle zone A (Montecristo), la navigazione da diporto in zona B sarebbe autorizzata a 5 nodi entro i 300 metri dalla costa, e a 10 nodi tra i 300 e i 600 metri dalla costa (sempre in assetto dislocante), l’ancoraggio sarebbe consentito nelle zone C, e anche nelle zone B con la sola eccezione di aree particolarmente sensibili individuate e delimitate dall’ente gestore. Misure particolari sono previste per la pesca, il demanio marittimo, le opere di ripascimento. Per la pesca sportiva, intanto, sarebbero assimilati ai residenti anche i titolari di seconde case e coloro che risultano lungo-domiciliati - almeno 3 mesi - nel comune. A loro e ai residenti sarebbe consentita in zona B con lenze e canne; e in zona C anche con nasse e con palamito con numero di ami a persona non superiore a 70, con limite massimo di 200 ami a imbarcazione. Per gli altri, i non residenti (o assimilati) la pesca sportiva sarebbe autorizzata solo con lenze e canne in zona B, mentre sarebbe consentita solo con lenze e canne in zona C.
La pesca subacquea sarebbe autorizzata in zona C mediante il rilascio di apposito patentino e con segno di riconoscimento sul pallone sub o mezzo d’appoggio. Mentre sarebbe vietata espressamente la pesca alla cernia. La piccola pesca artigianale dei residenti sarebbe consentita in zona B, e vietata unicamente nella ex riserva dello Scoglietto. Altre misure speciali: il pescaturismo sarebbe vietato solo allo Scoglietto, e l’acquacoltura sarebbe autorizzata in C in aree individuate e delimitate, ma solo con modalità non impattanti e biologiche e per specie di pregio. E poi il demanio marittimo. Nel regolamento urbanistico sono previste nuove concessioni in tutto il versante dalle Viste alla Biodola, passando per le Ghiaie, Padulella, Capo Bianco, Seccione, Acquaviva, Enfola. Altra proposta è quella per cui anche in zona B le concessioni possano essere adottate o rinnovate dagli enti competenti previo parere dell’ente gestore (il Parco). Una proposta per un confronto con ministero. Una proposta dove larea marina protetta viene vista come compatibile con economia turistica.
Dice il sindaco Roberto Peria «Una proposta che è finalizzata alla crescita qualitativa del nostro turismo. Un’idea che difende tutti gli usi locali e la fruizione del mare e pone in termini seri il problema della depurazione delle acque e uno sviluppo sostenibile. Questo è un punto di partenza, un punto di vista, una visione tuttavia importante perché comunque l’Amministrazione Comunale è il collettore dei sentimenti e degli umori della comunità. E’ una visione tanto più importante perché in qualche modo filtra anche la radicalità di alcune posizioni e consente di definire una sponda per proseguire in un dialogo che si ritiene essenziale per pervenire ad una soluzione concertata e fatta propria dalla società locale, che forse per la prima volta, potrà sentirsi protagonista positiva del governo delle risorse e non destinataria di decisioni assunte da altri». Di fatto una proposta aperta, sia riguardo alla zonazione che al sistema delle regole e serve a costituire una prima base di riflessione comune.
Sottolinea Peria: «Come tale necessita di un percorso partecipativo, che richiede un adeguato confronto con il mondo dell’associazionismo, ambientalista e non, della pesca, con le categorie economiche, con le forze sociali, con tutte le istituzioni coinvolte, con tutte le realtà organizzate e con i cittadini». Fino a metà settembre l’amministrazione consulterà i cittadini. Sottolinea Peria «Solo alla fine di questo percorso si potrà definire ed approvare la proposta conclusiva, che non sarà solo proposta della giunta o del consiglio comunale, ma dei cittadini e delle loro rappresentanze».
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