Sicurezza
Con i fanghi arriva anche la strada per il porto
Giorgio Pasquinucci
Alla firma l'accordo per accogliere scorie e sedimenti dell'ex Ilva di Bagnoli. Giovedì l'incontro decisivo al ministero. Oltre 200 milioni per le nuove opere marittime
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PIOMBINO. L'accordo sui fanghi di Bagnoli è fatto. Giovedì prossimo a Roma sarà siglato da tutte le parti in causa, forse con l'unica riserva proprio del Comune di Piombino, che potrebbe chiedere tempo per ulteriori approfondimenti degli aspetti tecnici, sui tempi degli interventi e sul piano dei finanziamenti. La bozza dell'accordo è stata comunque diffusa ieri dal sindaco Anselmi a tutti i capigruppo consiliari, ai partiti e alle associazioni ambientaliste.
A Piombino arriveranno, dunque, circa un milione e 300mila metri cubi di rifiuti industriali e sedimenti accumulati in mare dall'ex Ilva di Bagnoli. Circa 400mila metri cubi finiranno direttamente nelle vasche di colmata del porto, realizzate per accogliere i fanghi del dragaggio, mentre 900mila sono destinati ad essere trattati negli impianti della Tap. Di questi almeno 573mila sono considerati rifiuti non nocivi, 230mila sono invece classificati come pericolosi. Nell'impianto della Tap saranno trattati in parte per essere messi nelle vasche del porto e in parte utilizzati, come conglomerato, per realizzare il prolungamento della 398. L'operazione richiederà che la Tap garantisca aree di stoccaggio e, naturalmente, la realizzazione dell'impianto nei tempi previsti (fine 2008).
Un'operazione gigantesca, che comporterà almeno due anni di lavoro e l'arrivo in porto di due navi al giorno. In ballo ci sono sostanziosi finanziamenti, in grado di dare un impulso allo sviluppo delle infrastrutture portuali, oltre all'impegno di finanziare entro il 2008 il prolungamento della 398. Nell'accordo per la strada è da subito garantito un contributo di 14,8 milioni, mentre il completo finanziamento (costo 70 milioni circa) spetterà all'Anas e al ministero, a partire dal 2008.
Questo dunque ha spinto l'Autorità portuale e il Comune di Piombino a stare nella partita. La bozza dell'accordo prevede infatti finanziamenti “certi”, cioè già individuati dai tecnici del ministero dell'Ambiente, per 212,5 milioni di euro. Oltre 104 deriveranno proprio dal conferimento di scorie e fanghi di Bagnoli, gli altri dai ministeri (Ambiente, Traporti e Risorse economiche), dalla Regione e dall'Autorità portuale. Nel conto ritornano anche i finanziamenti per 13,5 milioni già previsti per la bonifica di “Città futura” e della vecchia discarica di Poggio ai Venti.
Dove andranno a finire tutti questi soldi? L'Autorità portuale ha progettato da tempo di realizzare il banchinamento delle due vasche destinate alla raccolta dei fanghi di dragaggio del porto, che hanno una capacità di 3,12 milioni di metri cubi (il dragaggio del porto prevede l'asportazione di 2,8 milioni di metri cibi). I fanghi di Bagnoli potrebbero dunque accelerare il riempimento delle vasche e di conseguenza l'avvio dei lavori di banchinamento. La prima fase degli interventi dell'operazione Bagnoli servirà dunque a finanziare il completamento delle vasche e la loro messa in sicurezza. Sono previsti 30,5 milioni per completare il marginamento delle vasche; 10 per la loro impermeabilizzazione; 50 per realizzare il molo foraneo di protezione, che successivamente servirà a riparare gli attracchi a Nord previsti dal Prg portuale). Altri 6,7 milioni andranno al dragaggio e 35 saranno investiti dall'Authority per la banchina Darsena Nord e il primo stralcio della banchina Darsena Grande Sud.
75,8 milioni sono invece previsti nella seconda fase degli interventi che porteranno alla completa realizzazione della “Variante 2” del vecchio Prg portuale. La terza fase prevede le opere di totale banchinamento delle vasche attuali (176,5 milioni) e della terza prevista nella vicinanza della Chiusa di Pontedoro (143 milioni).
Le cifre necessarie alla bonifica dell'area portuale e alla sua espansione sono dunque assai superiori ai finanziamenti che arriveranno dall'operazione Bagnoli e l'attuazione richiederà almeno un decennio: la maggior parte dei finanziamenti l'Autorità portuale dovrà dunque nel tempo cercarli. Con i soldi che arriveranno insieme ai fanghi di Bagnoli si potrebbero però concretizzare la messa in sicurezza delle prime due vasche, che è poi una condizione essenziale per pensare poi di utilizzarle anche per quelli previsti per il dragaggio del porto.
A Piombino arriveranno, dunque, circa un milione e 300mila metri cubi di rifiuti industriali e sedimenti accumulati in mare dall'ex Ilva di Bagnoli. Circa 400mila metri cubi finiranno direttamente nelle vasche di colmata del porto, realizzate per accogliere i fanghi del dragaggio, mentre 900mila sono destinati ad essere trattati negli impianti della Tap. Di questi almeno 573mila sono considerati rifiuti non nocivi, 230mila sono invece classificati come pericolosi. Nell'impianto della Tap saranno trattati in parte per essere messi nelle vasche del porto e in parte utilizzati, come conglomerato, per realizzare il prolungamento della 398. L'operazione richiederà che la Tap garantisca aree di stoccaggio e, naturalmente, la realizzazione dell'impianto nei tempi previsti (fine 2008).
Un'operazione gigantesca, che comporterà almeno due anni di lavoro e l'arrivo in porto di due navi al giorno. In ballo ci sono sostanziosi finanziamenti, in grado di dare un impulso allo sviluppo delle infrastrutture portuali, oltre all'impegno di finanziare entro il 2008 il prolungamento della 398. Nell'accordo per la strada è da subito garantito un contributo di 14,8 milioni, mentre il completo finanziamento (costo 70 milioni circa) spetterà all'Anas e al ministero, a partire dal 2008.
Questo dunque ha spinto l'Autorità portuale e il Comune di Piombino a stare nella partita. La bozza dell'accordo prevede infatti finanziamenti “certi”, cioè già individuati dai tecnici del ministero dell'Ambiente, per 212,5 milioni di euro. Oltre 104 deriveranno proprio dal conferimento di scorie e fanghi di Bagnoli, gli altri dai ministeri (Ambiente, Traporti e Risorse economiche), dalla Regione e dall'Autorità portuale. Nel conto ritornano anche i finanziamenti per 13,5 milioni già previsti per la bonifica di “Città futura” e della vecchia discarica di Poggio ai Venti.
Dove andranno a finire tutti questi soldi? L'Autorità portuale ha progettato da tempo di realizzare il banchinamento delle due vasche destinate alla raccolta dei fanghi di dragaggio del porto, che hanno una capacità di 3,12 milioni di metri cubi (il dragaggio del porto prevede l'asportazione di 2,8 milioni di metri cibi). I fanghi di Bagnoli potrebbero dunque accelerare il riempimento delle vasche e di conseguenza l'avvio dei lavori di banchinamento. La prima fase degli interventi dell'operazione Bagnoli servirà dunque a finanziare il completamento delle vasche e la loro messa in sicurezza. Sono previsti 30,5 milioni per completare il marginamento delle vasche; 10 per la loro impermeabilizzazione; 50 per realizzare il molo foraneo di protezione, che successivamente servirà a riparare gli attracchi a Nord previsti dal Prg portuale). Altri 6,7 milioni andranno al dragaggio e 35 saranno investiti dall'Authority per la banchina Darsena Nord e il primo stralcio della banchina Darsena Grande Sud.
75,8 milioni sono invece previsti nella seconda fase degli interventi che porteranno alla completa realizzazione della “Variante 2” del vecchio Prg portuale. La terza fase prevede le opere di totale banchinamento delle vasche attuali (176,5 milioni) e della terza prevista nella vicinanza della Chiusa di Pontedoro (143 milioni).
Le cifre necessarie alla bonifica dell'area portuale e alla sua espansione sono dunque assai superiori ai finanziamenti che arriveranno dall'operazione Bagnoli e l'attuazione richiederà almeno un decennio: la maggior parte dei finanziamenti l'Autorità portuale dovrà dunque nel tempo cercarli. Con i soldi che arriveranno insieme ai fanghi di Bagnoli si potrebbero però concretizzare la messa in sicurezza delle prime due vasche, che è poi una condizione essenziale per pensare poi di utilizzarle anche per quelli previsti per il dragaggio del porto.
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