Il Tirreno

L’amministrazione Peria scopre un tesorotto

Elena Maestrini

In Comune c’era un avanzo di 500mila euro, ma nessuno lo sapeva

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PORTOFERRAIO. Ore piccole per il consiglio comunale di Portoferraio, iniziato dopo cena e terminato alle 3.10 della notte. Sul piatto argomenti corposi e di lunga digestione, tra cui lo sgombero degli Orti e del Coppedè e l’approvazione del bilancio consuntivo 2006, con sorpresa finale. Tra le pieghe del bilancio si era mimetizzato il “tesorotto”: 500mila euro di avanzo, e nessuno lo sapeva, almeno fino a poco tempo fa. Il 2006 era infatti già stato archiviato come l’anno del virtuoso digiuno, per poter ripartire nel 2007 con le finanze risanate. Il “tesoro”, però, ha fatto sognare per poco tempo, appena scoperto è stato subito vincolato.

Il consiglio ha deciso che 440mila euro saranno destinati ad investimenti in opere pubbliche, attravero una variazione di bilancio. Il resto, circa 60mila euro, potranno essere utilizzati per la parte corrente. I consiglieri di maggioranza Andrea Gragnoli (L’Isola e la città) e Benedetto Lupi (Prc) hanno fatto presente che le cifre del bilancio potrebbero non essere pienamente sotto controllo. La cifra, infatti, avrebbe potuto essere investita con un anno di anticipo, affidando incarichi di progettazione per le opere pubbliche. L’assessore al Bilancio spiega da dove è saltato fuori il tesoro: «160mila euro sono sanzioni ambientali, cioè derivate dalla chiusura di condoni edilizi; 230mila euro da economie risultanti da lavori conclusi, e 40mila da oneri di urbanizazzioni. In effetti - ammette Angelo Zini, che è anche vicesindaco - non siamo stati in grado di inserirli nel bilancio del 2006 per una serie di ritardi, quando invece potevamo aver impegnato quei soldi con un anticipo di alcuni mesi». Anche i consiglieri di minoranza hanno fatto le pulci al consuntivo 2006, evidenziando, a loro giudizio, il grande scarto che c’è tra le opere previste e quelle effettivamente realizzate o avviate. Ma la lunga notte del consiglio portoferraiese si è protratta anche sulla questione delle emergenze abitative.

Era uno dei punti caldi all’interno della stessa maggioranza. La precedente delibera era infatti stata bocciata in commissione Demanio proprio da Rifondazione che non riteneva sufficienti le misure indicate per far fronte alla dismissione degli Orti e del Coppedè. Nella seduta di mercoledì sera la delibera è stata integrata in maniera dichiarata molto soddisfacente da Rifondazione, perciò la maggioranza si è ricompattata sul problema casa. Non è stata indicata una scadenza temporale per lo sgombero, ma è stato deciso di impiegare i 160mila euro annui di canone concessorio, versato da Casalp al Comune, per l’acquisto o l’affitto di alloggi volàno, cioè assegnati in via temporanea, in vista di una sistemazione definitiva degli inquilini. È stato anche deciso di avviare il procedimento per l’assegnazione definitiva delle case popolari, alcune famiglie che vi abitano infatti hanno ancora l’assegnazione provvisoria. Questa procedura permetterà di dare risposte alle numerose domande di mobilità all’interno delle abitazioni popolari.

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