Il Tirreno

«Continuano le falsità sulle aree marine»

Luana Rovini

Mario Tozzi accusa Comuni e partiti: in due anni neppure una proposta. «Questa è una canizza alimentata da logiche politiche locali Ma io mi interesso di altro»

4 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Le ultime volate contro l'istituzione delle aree marine protette fatte da sindaci e partiti di centrodestra e centrosinistra (Margherita e Ds) hanno fatto infuriare il presidente del Parco nazionale, il geologo Mario Tozzi, perché, afferma, sono posizioni infarcite di previsioni di divieti non veritiere. Tozzi se la prende con Comuni e partiti, che da quando il ministero ha presentato la proposta di zonizzazione delle aree non hanno fatto niente, neppure presentato un'osservazione. E dopo due anni di silenzio, alla vigilia degli incontri fra ministero ed enti locali, ecco l'ennesimo polverone.

«La situazione sull'istituzione delle aree marine protette è ancora alla proposta del ministero dell'Ambiente del 2005; la cartina che gira è datata 29 aprile 2005. In questi due anni i Comuni dell'Elba, e i partiti pure, non hanno presentato nessuna osservazione, non sono stati in grado di articolare né una proposta collettiva né singola, con l'eccezione del Giglio, che va avanti per conto proprio. Sulla proposta di zonizzazione del ministero c'è scritto che si tratta di “un mero contributo preliminare”, invece tutti la prendono come fosse la bibbia. Ma è pretestuoso dire che è la bibbia a cui tutti debbono attenersi, tanto che il ministero si deve confrontare con le osservazioni dei Comuni, che terranno conto di quelle delle categorie, quindi è un processo partecipato che non ha bisogno della canizza scatenata. Il ministero ha fatto una proposta, i Comuni dicano sì o no. Questo è il momento di fare. Non comprendo quando si dice di rifare le regole: di che parlano? Li hanno letti i documenti? Il Parco non ordina, non fa lui le aree marine protette: coordina».

Iter avviato dal ministro Matteoli (An), confermato dal ministro Pecoraro Scanio (Verdi), tutta la filiera istituzionale favorevole, poi, invece, una sorta di tutti contro tutti e tutto... «Quelli del centrodestra, che oggi protestano, lo sanno che questa è una proposta di Matteoli? Tra l'altro ribaditami dallo stesso ex ministro, che ho incontrato qualche settimana fa sull'aliscafo - rivela il presidente -. È un centrodestra che protesta contro se stesso. Il centrosinistra ha le aree marine protette nel programma elettorale dell'Unione e queste posizioni che sono state assunte non si capiscono. La Regione è favorevole, la Provincia è favorevole. Stiamo parlando di tutte le istituzioni e di tutti i partiti...». Tozzi ribadisce la natura di “mera proposta” dalla zonizzazione ministeriale, del potere dei Comuni nel presentare le osservazioni e non gli vanno giù «le cose non vere», che rischiano di alimentano l'ennesimo polverone: «Come quella dei residenti costretti a pagare per andare a pesca - sbotta -. Cosa che smentisco. È una sciocchezza: non pagheranno niente e basterà esibire, una volta nella vita, il documento di residenza, che potrà controllare quanti pescatori ci sono. Qui stiamo rivoltanto la procedura del demanio di Stato: non è più il ministero a dire qui si gestisce così; ma sono i Comuni che dicono come si interviene entrando nella gestione per la prima volta. Mi sembrerebbe un passo in avanti. Invece... Come per la pesca in apnea: dicono che sono pochi, che il prelievo è scarso, poi viene fuori che solo a Portoferraio sono 300; contando i non residenti, su tutta l'Elba si arriva a qualche centinaia, forse migliaia.

Allora non si tratta di una cosa indifferente, ma di un prelievo che va regolamentato. Personalmente sono contrario alla caccia e alla pesca, perché contrario a uccidere per divertimento, ma capisco i pensieri degli altri e non ne faccio un pregiudizio da guerra di religione. Poi i sindaci che dicono prima i depuratori poi le aree marine protette: ma la depurazione è un'esigenza dei Comuni in tutto il mondo, il parco può dare una mano, anche nel chiedere i contribuiti, ma la responsabilità che la depurazione funzioni è loro». In conclusione? «Penso che l'area marina protetta all'Elba si farà, tutto il mare di Toscana sta andando in questa direzione. Si farà con il consenso della comunità se la proposta unitaria sarà omogenea, ma entro la metà di luglio il ministero verrà a fare gli incontri. Quel che non comprendo è la canizza che corrisponde a logiche politiche locali. Io mi interesso dell'ecosistema marino e non di demagogie populiste che non rispettano i dati scientifici. Mi sono sfogato, magari viene fuori che obbligherò tutti a fare il bagno con la muta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web