Il Tirreno

«Più attenzione, la mafia pericolo reale»

La Fondazione Caponnetto: l'Elba è un territorio appetibile. Come Firenze e Montecatini alberghi e case che interessano la malavita dell'Est

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PORTOFERRAIO. Un'isola a rischio. Un'isola dove l'infiltrazione mafiosa rimane uno dei pericoli maggiori. L'Elba con Montecatini e Firenze rimane uno dei territori più appetibili, soprattutto da parte della malavita organizzata che viene dall'Est. Quella russa, insomma. Obiettivo l'acquisto di strutture alberghiere, locali commerciali. Investimenti immobiliari di ogni tipo. La Fondazione Caponnetto ne è convinta. Lo indica a chiare note nel primo rapporto annuale dell'anno. Certo, l'Elba, non è un territorio sotto controllo come avviene nelle regioni meridionali. Ma occorre attenzione.

Certo sull'isola manca il consenso sociale alle organizzazioni criminali organizzate e al contrario esiste tra i cittadini e le istituzioni una forte identità antimafiosa e una marcata sensibilità ai valori della legalità e della giustizia sociale, ma la guardia non deve essere abbassata. Un campanello di allarme per non abbassare la guardia anche alla luce di una serie di passaggi di proprietà di ristoranti e locali nel Comune di Portoferraio e, più in generale, negli altri comuni elbani che destano preoccupazione.
Pochi proprietari si stanno comprando la quasi totalità degli esecizi commerciali. La Fondazione Caponnetto è chiara: «La situazione nel 2007, se non verranno effettuati controlli amministrativi necessari è destinata a peggiorare. L'isola corre un rischio molto grave dal punto di vista sociale: può diventare un luogo in cui a seguito della illegalità diffusa pregressa su un terreno fertile, s'instauri un meccanismo culturale che porti naturalmente a dirimere controversie imitando o compiendo atti tipici della criminalità organizzata. Se non si interviene al più preso nulla vieta che la situazione possa peggiorare ulteriormente».

Un altro rischio è quello del riciclo del denaro sporco non è certo casuale l'operazione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha fatto arrestare un boss che operava all'Elba con l'accusa di riciclo del denaro sporco. E poi la radicata presenza della camorra. L'Operazione Marata, del resto, ne è un chiaro esempio. Ma ci sono anche altri segnali inquietanti. Dice la Fondazione Caponetto: «La recente inchiesta del Procuratore di Potenza Woodcock lambisce l'isola e sicuramente visto il quadro globale presente se ne vedranno presto i risultati». In conclusione la Fondazione Caponnetto considera l'isola d'Elba ad elevato rischio d'illegalità e ritiene opportuno intervenire «con urgenza per non lasciare soli i cittadini elbani».

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