Il Tirreno

Travolto e ucciso da un'onda sul molo del porto

È stato scaraventato in una piccola grotta mentre stava pescando con la canna. Ha sbattuto la testa ed è deceduto per annegamento

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RIO MARINA. È stato travolto da un'onda mentre con la canna stava pescando dagli scogli del molo frangiflutto del porto di Rio Marina. L'onda l'ha scaraventato in alto e l'uomo è finito intrappolato in una specie di piccola grotta, un antro tra i sassi dall'ingresso piccolissimo. Lì vicino c'era una coppia che stava pescando, lei si è accorta che una delle onde mosse da un traghetto che stava passando in lontananza aveva travolto qualcuno.

La donna ha urlato, suo marito ha mollato la canna da pesca si è subito messo alla ricerca di quel qualcuno per dargli aiuto, ma riteneva che fosse finito in mare e cercava in basso. Una ricerca disperata andata avanti per qualche minuto, poi ha capito che i lamenti stavano provenendo dall'alto, ha visto l'antro e quando è andato a vedere ha scoperto che dentro c'era il pescatore travolto dall'onda, l'uomo aveva il corpo ferito e ormai era privo di vita. Si chiamava Antonio Zanetti, nato nel 1928 a Figline Val d'Arno ma residente a Sesto Fiorentino. Per Rio Marina sia lui che la moglie, la signora Marcella, sono volti noti. La coppia, infatti, da moltissimi anni (qualcuno in paese parla di oltre trenta, altri persino di quaranta) in estate trascorre un paio di mesi in una casa del centro storico. E ieri sul molo c'erano entrambi: lui era con la canna da pesca; lei a prendere il sole solo un pochino più in alto del marito e al momento dell'onda non si è accorta di niente. Subito, dal porto, sono stati chiamati i soccorsi.

Tra i primi ad arrivare sono stati gli ormeggiatori, poi i volontari della Protezione civile della confraternita Misericordia. Quindi sono arrivati i vigili del fuoco, partiti da Portoferraio, la Pubblica assistenza da Porto Azzurro, con il medico a bordo. Ma già subito dopo il ritrovamento del pescatore nel grottino, una dottoressa che stava per imbarcarsi sul traghetto, ha sentito il polso dell'uomo, purtroppo, però, non dava più segni di vita. «Quando siamo arrivati l'uomo era già morto - spiega il medico della Pubblica assistenza, Giovanni Gay -. Non è escluso che i traumi cranici ripetuti abbiano potuto fargli perdere conoscenza, ma aveva acqua nei polmoni, quindi è morto per annegamento».

L'ingresso del grottino è veramente piccolo, probabile che Zanetti vi sia stato spinto dalla violenza dell'onda o delle onde (c'è chi parla di tre onde sollevate dal traghetto). Toglierlo da lì non è stato semplice. Tommaso Vinci, l'uomo che per primo ha cercato di soccorrere Zanetti, è un turista romano che insieme alla moglie, Franca Tagliaferri, sta trascorrendo qualche giorno di vacanza all'Elba. Dopo quanto successo la coppia era molto costernata, la donna ha lasciato il porto, lui è rimasto a pescare, lì, nella stessa zona in cui Zanetti è stato travolto dall'onda, nel tentativo di smaltire sul mare e nel silenzio la brutta avventura: «Mi sento quasi in colpa - ha commentato il turista -, sentivo i suoi lamenti, sentivo la sua voce rauca, lo cercavo in basso, invece lui era in alto...». Ma che cosa avrebbe potuto fare in più di quanto ha fatto? Semmai si tratta di capire se quello è un luogo sicuro per pescare, visto le alte onde che muovono i traghetti di passaggio, seppur a largo.

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