Il Tirreno

Incendio nell'azienda del nuovo assessore

Elena Maestrini

Spente dall'elicottero le fiamme altissime alimentate dai prodotti in plastica. Danni per oltre 150 mila euro alla Edilcasa di Giorgio Frassinetti. Gli inquirenti: dolosità improbabile

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MARCIANA MARINA. Il cancello della ditta era stato chiuso da circa un quarto d'ora, quando alcuni passanti hanno notato il fumo alzarsi dal lato dei magazzini. Erano le 12.30 di ieri e le fiamme stavano attaccando un deposito di materiali in polietilene e un camion dell'Edicasa di Marciana Marina, di proprietà di Giorgio Frassinetti, neoletto assessore ai Lavori pubblici, la cui famiglia gestisce la ditta da oltre 27 anni. Il fuoco, facilmente alimentato dalle sostanze plastiche, ha distrutto il camion parcheggiato ai margini del deposito e si è avventato sui lecci della macchia, oltre il recinto dell'azienda.

Uno dei primi a dare l'allarme è stato Giovanni Lupi, trentasettenne marcianese, che passando dalla strada superiore ha notato il fumo, è entrato dal cancello e si è addirittura avventurato vicinissimo alle fiamme: «Sono salito sul camion, che aveva già il vetro sciolto, ho provato a metterlo in moto per allontanarlo, ma probabilmente non aveva più aria e non si è acceso, forse si erano squagliati già anche i tubi interni».
Poi le fiamme hanno preso il sopravvento e allora si è deciso di fare intervenire un elicottero della Regione che, partito dall'aeroporto campese è giunto sul posto in poco tempo, con ripeuti lanci d'acqua è riuscito in breve tempo a circoscrivere l'incendio, coadiuvato da terra dalle squadre dei vigili del fuoco, della protezione civile, del Corpo forestale dello Stato e dai carabinieri.

La minacciosa nube nera, che in un primo momento si temeva potesse avvolgere l'abitato, si è facilmente dissolta, trasportata dal vento che spirava di Libeccio. Al termine del vortice nero in cui pareva essere risucchiata la ditta marinese, i danni apparivano però, fortunatamente, circoscritti. L'incendio si era propagato nella zona periferica del recinto ed aveva risparmiato tutti i magazzini. Il danno più grave riguardava il grande automezzo, completamente distrutto, stimato per un valore di circa 150mila euro, del materiale accatastato ed un centinaio di metri di macchia annerita, esterna alla recinzione. Difficile per ora stabilire le cause dell'incendio, il ricordo va ai recenti roghi verificatisi ai danni di ditte elbane, episodi inquietanti per l'inusuale frequenza con cui si sono ripetuti. Ma gli inquirenti tendono ad escludere la natura dolosa. L'orario è il primo elemento che non farebbe pensare a malintenzionati. La ditta lavora da quasi trent'anni sul mercato elbano, fornendo materiali edili, piastrelle e sanitari, soprattutto nella zona nord-ovest dell'isola. Finora i proprietari non avevano mai lamentato danneggiamenti o minacce.

Il camion andato a fuoco, abbastanza nuovo, acquistato da tre anni e appena finito di pagare, aveva fatto l'ultimo viaggio circa due ore prima dell'incendio, poi era stato parcheggiato in fondo al deposito, con il motore spento e le chiavi nel quadro. Difficile capire se le fiamme si siano sprigionate dall'impianto elettrico, potrebbe darsi invece che il fuoco sia partito, per ragioni ancora da accertare, dai materiali plastici ammassati in terra. Come succede sempre in questi casi, il fuoco ha distrutto tutto, perciò la ricostruzione risulterà difficile. Un aiuto potrebbero darlo le telecamere poste all'ingresso e ai lati del magazzino, che i proprietari avevano deciso di installare qualche anno fa, per maggiore tranquillità. Il proprietario, Stefano Frassinetti, assessore da pochissimi giorni, si trovava proprio in Comune da un paio d'ore, quando è stato raggiunto dalla notizia. Ha lasciato tutto e si è recato sul posto, mentre i suoi genitori sono arrivati in un secondo momento, dato che abitano a San Piero.

Anche il sindaco, Andrea Ciumei, si è recato sul posto per verificare di persona i danni e portare la solidarietà alla famiglia del suo assessore. Dall'ufficio della ditta, che fa anche da punto vendita, vicino al cancello d'ingresso, c'è comprensibile costernazione, ma da lì il danno provocato dalle fiamme non è neppure visibile, solo un odore acre e una striscia di acqua nera in terra lasciano intuire la convulsa mattinata e il grave pericolo che ha sfiorato gli altri depositi della ditta.

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