Il Tirreno

Ordigni bellici ritrovati a Buca delle Fate

Un gruppo di sub li ha fotografati a 15 metri di profondità. Una quindicina di bombe spuntavano da un sacco di juta

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PIOMBINO. Il gruppo di sub fiorentini domenica stava compiendo delle immersioni per l'esame di apnea nelle acque di Buca delle Fate-Cala San Quirico a circa 300 metri dalla costa: durante le operazioni, a quindici metri di profondità uno dei sub si è accorto che sul fondale c'era un consumatissimo sacco di juta da cui spuntavano degli strani oggetti cilindrici.
Si è avvicinato e ha capito che si trattava con molta probabilità di bombe inesplose, forse abbandonate o perse da un mezzo navale durante la seconda guerra mondiale. Tante bombe, almeno una quindicina, lunghe un'ottantina di centimetri e di una ventina di centimetri di diametro. L'uomo ha scattato delle fotografie che ha poi inviato via e-mail alla capitaneria di Piombino corredandole di un racconto dettagliato sulle modalità del ritrovamento e sull'esatta posizione degli ordigni.
Così dopo un primo sopralluogo della guardia costiera la questione è stata girata al nucleo artificieri di La Spezia, che probabilmente oggi o domani invierà dei subacquei per immergersi a Buca delle Fate per osservare gli ordigni e presumibilmente farli brillare.
Non è certo la prima volta che vengono ritrovate bombe nelle acque della nostra zona, ma certo a colpire è la quantità degli ordigni bellici riemersi dalla sabbia probabilmente dopo una delle ultime mareggiate.
Intanto la capitaneria ha diffuso un'ordinanza che vieta navigazione e balneazione nel raggio di 200 metri dalla zona del ritrovamento.

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