Gioco
La sezione del tribunale non chiuderà
Ma sui giudici da assegnare all'Elba non arrivano garanzie. Avvocati moderatamente soddisfatti dell'incontro col presidente Solarino e il sottosegretario alla Giustizia
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PORTOFERRAIO. Grandi rassicurazioni sull'organico dei giudici da assegnare all'Elba non ne sono giunte, ma dall'incontro di ieri, organizzato dall'Associazione forense dell'Isola d'Elba e il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Li Gotti, a cui hanno partecipato anche il procuratore capo, Antonio Giaconi e il presidente del tribunale di Livorno, Carmelo Solarino, è emerso che la sezione distaccata di Portoferraio non chiuderà.
Delle tre sezioni distaccate della provincia, potrebbe essere a rischio chiusura quella di Cecina, ma non Piombino e Portoferraio.
Ma al di là del mantenimento degli uffici giudiziari elbani, gli avvocati dell'Associazione forense ha chiesto ieri che venga rafforzato l'organico di Portoferraio, dove mediamente solo 200 cause l'anno arrivano a sentenza, quando in dodici mesi si registra la media di 350 nuove cause e quelle pendenti ammontano ormai a 850.
Di fronte a questi numeri che evidenziano la lentezza della giustizia all'Elba e alla precisa richiesta di assegnare all'isola un giudice ordinario e un giudice onorario, il presidente del tribunale ha risposto sottolineando la volontà di dare pari dignità alle sezioni distaccate rispetto a quella centrale. Il tema delle risorse è stato sottolineato anche dal sottosegretario alla Giustizia nelle conclusioni, evidenziando che la sezione dell'isola ha tutti i requisiti per continuare a lavorare; Li Gotti, inoltre, si è assunto l'impegno di confermare il distacco al cancelliere, in scadenza per il 7 luglio, fino a dicembre, quando il suo trasferimento da Milano potrà essere formalizzato in via definitiva.
Soddisfatto dell'esito dell'incontro? «Moderatamente - risponde il presidente dell'Associazione forense, l'avvocato portoferraiese Valerio Moratto -. Gli elementi di soddisfazione riguardano soprattutto il fatto che non si parla più dell'ipotetica soppressione della sezione di Portoferraio: è una cosa importante, perché è la prima volta che viene affermato, e non solo dal sottosegretario (ed è importante, perché è il ministero che decide al proposito), ma anche dal presidente del tribunale e dal procuratore capo. L'altro elemento di soddisfazione - prosegue Moratto - è che sarà confermato il cancelliere». Gli elementi di insoddisfazione? «Riguardano la distribuzione dei magistrati sul territorio della provincia, che è di competenza del tribunale. Riteniamo che ci sia una sperequazione nella ripartizione dei magistrati, perché non si può pretendere che a un giudice venga assegnato sia Piombino che Portoferraio, perché significa assegnargli un numero di cause di gran lunga superiore a quello dei colleghi di Livorno. La soluzione non è semplice, ma ci sono due giudici, uno ordinario e l'altro onorario, disponibili».
Che differenze di carico di cause ci sono fra un giudice che lavora solo a Livorno e chi fa Piombino e Portoferraio? «Sulla carta non appaiono grandi differenze - risponde il presidente dell'associazione degli avvocati elbani -, ma sono effetto delle statistiche: prendiamo i divorzi, che si fanno solo a Livorno, ma non si può paragonare un divorzio congiunto a un'altra sentenza in una materia complessa, per esempio di natura immobiliare, come ce ne sono molte all'Elba: la prima sentenza sifa in cinque minuti, per l'altra ci vogliono anche due giorni. Sulla carta sono 800 cause a testa, ma nella realtà la situazione è molto diversa».
Delle tre sezioni distaccate della provincia, potrebbe essere a rischio chiusura quella di Cecina, ma non Piombino e Portoferraio.
Ma al di là del mantenimento degli uffici giudiziari elbani, gli avvocati dell'Associazione forense ha chiesto ieri che venga rafforzato l'organico di Portoferraio, dove mediamente solo 200 cause l'anno arrivano a sentenza, quando in dodici mesi si registra la media di 350 nuove cause e quelle pendenti ammontano ormai a 850.
Di fronte a questi numeri che evidenziano la lentezza della giustizia all'Elba e alla precisa richiesta di assegnare all'isola un giudice ordinario e un giudice onorario, il presidente del tribunale ha risposto sottolineando la volontà di dare pari dignità alle sezioni distaccate rispetto a quella centrale. Il tema delle risorse è stato sottolineato anche dal sottosegretario alla Giustizia nelle conclusioni, evidenziando che la sezione dell'isola ha tutti i requisiti per continuare a lavorare; Li Gotti, inoltre, si è assunto l'impegno di confermare il distacco al cancelliere, in scadenza per il 7 luglio, fino a dicembre, quando il suo trasferimento da Milano potrà essere formalizzato in via definitiva.
Soddisfatto dell'esito dell'incontro? «Moderatamente - risponde il presidente dell'Associazione forense, l'avvocato portoferraiese Valerio Moratto -. Gli elementi di soddisfazione riguardano soprattutto il fatto che non si parla più dell'ipotetica soppressione della sezione di Portoferraio: è una cosa importante, perché è la prima volta che viene affermato, e non solo dal sottosegretario (ed è importante, perché è il ministero che decide al proposito), ma anche dal presidente del tribunale e dal procuratore capo. L'altro elemento di soddisfazione - prosegue Moratto - è che sarà confermato il cancelliere». Gli elementi di insoddisfazione? «Riguardano la distribuzione dei magistrati sul territorio della provincia, che è di competenza del tribunale. Riteniamo che ci sia una sperequazione nella ripartizione dei magistrati, perché non si può pretendere che a un giudice venga assegnato sia Piombino che Portoferraio, perché significa assegnargli un numero di cause di gran lunga superiore a quello dei colleghi di Livorno. La soluzione non è semplice, ma ci sono due giudici, uno ordinario e l'altro onorario, disponibili».
Che differenze di carico di cause ci sono fra un giudice che lavora solo a Livorno e chi fa Piombino e Portoferraio? «Sulla carta non appaiono grandi differenze - risponde il presidente dell'associazione degli avvocati elbani -, ma sono effetto delle statistiche: prendiamo i divorzi, che si fanno solo a Livorno, ma non si può paragonare un divorzio congiunto a un'altra sentenza in una materia complessa, per esempio di natura immobiliare, come ce ne sono molte all'Elba: la prima sentenza sifa in cinque minuti, per l'altra ci vogliono anche due giorni. Sulla carta sono 800 cause a testa, ma nella realtà la situazione è molto diversa».
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