Il Tirreno

«Un unico accordo per fanghi e 398»

Nicola Stefanini

Prende forma l’operazione per portare a Piombino i rifiuti di Bagnoli

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PIOMBINO. Non siamo ancora al sì definitivo, ma ieri a Roma è stato fatto un passo significativo verso l’arrivo a Piombino dei fanghi e dei sedimenti marini dell’ex area siderurgica di Bagnoli. I tecnici ministeriali hanno in proposito abbozzato un accordo di programma quadro. Ma sul tavolo ministeriale è stata anche formalizzata, dal pattuglione di amministratori piombinesi-livornesi, la «condizione ineludibile», per usare le parole del sindaco Gianni Anselmi, senza la quale l’operazione non scatterebbe né ora né mai: realizzare subito il prolungamento della Statale 398 fino al porto, come stralcio anticipatore del Corridoio tirrenico.

La “partita Bagnoli” ieri al Ministero dell’ambiente ha cominciato a mettere le gambe. Gambe che dovranno imparare presto a camminare, anzi a correre. Perchè a Bagnoli hanno fretta di avviare la rimozione dei fanghi dell’ex Italsider, una premura condivisa anche dal Ministero; e perché fra circa sei mesi la cassa di colmata al porto piombinese sarà pronta e quindi ci sarebbe già il primo presupposto per mettere in marcia la cosa. Tempi accelerati dunque, che però - come spiega Anselmi - non devono avere la maglio sulla cautela e le tante richieste di approfondimento che, anche ieri, sono state evidenziate dalla parte piombinese del tavolo.

L’accordo di programma quadro presentato dalla parte ministeriale prevede che i fanghi e i sedimenti marini che arriveranno a Piombino siano trattati in tre differenti modi: una parte andrebbe direttamente nella vasca di colmata; una parte dovrebbe essere sottoposta a trattamenti di detossicizzazione e poi essere utilizzata come sottofondo per la futura 398; un’altra parte, infine, sottoposta al trattamento Tap per essere trasformata in “cic”, il prodotto inerte da utilizzare a sua volta per la costruzione della strada. Sarà un accordo molto stringente e vincolante che sarà firmato da quattro ministri (ambiente, trasporti, sviluppo economico e infrastrutture) dalla presidenza del Consiglio, dalle Province di Livorno e di Napoli, dalle Regioni Toscana e Campania, dai Comuni di Piombino e di Napoli, dalle due Autorità portuali, da Bagnoli Futura e dal commissario straordinario alle bonifiche per la Campania.

«Ci avviciniamo con grande cautela a questa operazione - dice il sindaco Anselmi - ma anche con interesse per i riflessi che può avere per il nostro territorio: uno sviluppo del porto di Piombino più rapido del previsto; il ruolo della Tap che diverrebbe ancor più strategico; ma anche perché vogliamo che all’arrivo dei fanghi sia posta come condizione ineludibile una risposta all’accessibilità al porto. In sostanza: noi firmiamo solo se sarà fatta la prosecuzione della 398. Una condizione - assicura Anselmi - sulla quale abbiamo l’appoggio della Regione e della Provincia».

E allora, è il caso di mettere in campo anche un po’ di cifre. Per fare il tratto della 398 da Montegemoli al porto serviranno circa 70 milioni di euro che dovrebbe sborsare lo Stato, una spesa abbattibile perché il sottofondo della strada si farebbe con i fanghi di Bagnoli trattati. In più, i fanghi arriverebbero “dotati” di risorse economiche, con circa altri 70 milioni (dei 170 dell’operazione complessiva) destinati a Piombino. «Insieme a precise garanzie di sicurezza ambientale e sulla qualità dei fanghi - conclude Anselmi - abbiamo chiesto anche un scansione temporale e finanziaria dell’operazione. Insomma, vogliamo che sia tutto molto chiaro prima di un’eventuale stipula dell’accordo».

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