Il Tirreno

Caro navi, tour operator infuriati

Molti contratti sono stati già stipulati, ma con i prezzi vecchi

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PORTOFERRAIO. Se un euro a passeggero e due ad auto possono sembrare pochi, basta moltiplicare per dieci, cento o mille per intuire la stizza delle agenzie turistiche alla notizia del rincaro dei biglietti delle navi. La stagione turistica, infatti, è alle porte e i tour operator dell’isola hanno concluso già molti contratti di vacanza, ovviamente con i vecchi prezzi del trasporto e non è che adesso possono fare ritocchi del 10-15% per mettersi in pari.

Nel settore il malumore è alle stelle e la Confesercenti se ne fa portavoce, bussando ai sindaci, alla Comunità montana e alla Regione. Malumori scontati, sorti a sorpresa. Operatori e associazioni, sottolineano il presidente e il segretario della Confesercenti, Marchionni e Martorella, hanno saputo dell’aumento dai giornali e al proposito pronunciano una critica severa nei confronti della Toremar, che nonostante sia una compagnia pubblica «non si è confrontata con nessun soggetto del territorio», neppure con gli enti locali. Poi c’è l’aspetto tempistica, così a ridosso della stagione da poter contribuire di «mettere a rischio la sostenibilità dell’offerta turistica dell’Elba, andando ad incrementare tariffe già molto elevate».

Una decisione, aggiungono alla Confesercenti, che ricalca quella del 2006, quando l’aumento del costo dei biglietti fu disposto «nello stesso periodo e con lo stesso metodo». Da qui la richiesta ai Comuni, alla Comunità montana e alla Regione di affrontare «con decisione il problema, non potendo continuare a subire tale situazione» e di «mettere in programma iniziative che producano una netta opposizione a siffatte decisioni e che mettano in evidenza la necessità di condividerle con il territorio». La Comunità montana, al momento, è l’unico ente pubblico ad aver preso posizione e sugli aumenti (che anche in viale Manzoni dicono di aver appreso dalla stampa) dichiara «sorpresa», anche perché «i costi della tratta Piombino Elba sono in proporzione più costosi di altre tratte nel mare Tirreno, auspichiamo che tale maggiore disponibilità di risorse per la compagnia si traduca in un miglioramento complessivo dei servizi: dall’ammodernamento dei traghetti ai servizi a bordo».

Una posizione che il presidente, Danilo Alessi, precisa da Rodi, dove si trova in questi giorni proprio per partecipare a un appuntamento che tratta di collegamenti con le isole minori del Mediterraneo: «Non siamo d’accordo con questo aumento deciso dalla Toremar; aumento che subito dopo è stato disposto anche dalla Moby - dichiara Alessi -. Nei primi giorni di aprile vedrò il ministro ai Trasporti, Alessandro Bianchi; lo inviterò a venire all’Elba a maggio, con lui vogliamo parlare della Toremar, di che fine farà la compagnia pubblica».

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