Il dolore
Toremar e Moby rincarano i biglietti
Baldo Puccini
Sui traghetti un euro in più per i passeggeri e il doppio per le auto
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PORTOFERRAIO. Prendere un traghetto per l’Elba, costerà più caro. Un aumento medio che oscilla fra il 10 e il 15 per cento e che si concretizza in un euro per il passeggero e di due euro per chi viaggia con l’auto al seguito. Un pesce d’aprile, il prossimo, nel segno del rincaro. La prima mossa è fatta dalla Toremar che ha deciso, da domenica, di modificare le tariffe, giustificando gli aumenti per il recupero dei costi portuali. Una motivazione che, però, non piace a Luciano Guerrieri, presidente dell’Autorità portuale di Piombino.
Dice senza mezzi termini: «Mi preme chiarire che l’Autorità Portuale non ha, assolutamente, provveduto ad aumentare le tariffe portuali, nonostante la legge finanziaria preveda la possibilità per le autorità portuali di introdurre nuove tasse ed aliquote, in considerazione anche delle spese da sostenere per la security, per l’esercizio di servizi portuali. Pertanto è stata riportata una grave inesattezza da parte di coloro che vogliono attribuire la causa dell’aumento dei biglietti ad una modifica delle tariffe applicate dall’Autorità Portuale, che non c’è stata». Al di là delle prese di posizioni gli aumenti scatteranno.
Saranno in vigore su tutte le tratte servite dai vettori della flotta regionale, come dire gli scali di Portoferraio, Piombino, Rio Marina, Cavo, Porto Azzurro ma anche quelli del Giglio e di Capraia. Una mini stangata solo per i non residenti: gli abitanti delle isole dell’Arcipelago toscano e tutti i residenti non subiranno contraccolpi, in termini di aumenti. Ben altri quelli su tutto il comparto turistico. Di certo, un notevole introito nelle casse della società, circa 2 milioni di euro a fine anno. Il tutto a carico dei contribuenti. Per raggiungere l’Elba utilizzando l’aliscafo si dovrà, fra giorni, sborsare 10 euro e 40 centesimi, per traghettare un’auto di media grandezza (da 3,51 a 4 metri) in alta stagione costerà 38 euro. Un euro in più, rispetto alle tariffe precedenti, lo dovranno pagare i motociclisti e due euro è il costo aggiuntivo per traghettare un bus.
Per completare l’opera vanno poi sommati, in alcuni casi specifici, i diritti di prenotazione: in soldoni 2 euro e 80 centesimi in aggiunta sul biglietto passeggeri e 4 euro e 56 centesimi per quanto riguarda il traghettamento dell’auto. Un effetto a catena quello della Toremar. Sulla identica posizione anche la Moby, la compagnia privata che fa capo al gruppo Onorato. Anche in questo caso aumenti in sintonia con quelli della flotta statale e maggiori introiti nelle casse della compagnia.
Si tratta del secondo ritocco tariffario che arriva nel giro di 12 mesi. Lo scorso anno, sempre ad aprile, giustificato dalla lievitazione dei prezzi di carburante, un primo ritocco, due euro per il passeggero e 3 euro per l’auto al seguito. Insomma, nel giro di un anno un aumento intorno al 50 per cento: un biglietto passeggeri (periodo alta stagione) sulla tratta Piombino-Portoferraio fino al marzo 2006 costava 5 euro e 10, da domenica prossima 9 euro e 10.
Dice senza mezzi termini: «Mi preme chiarire che l’Autorità Portuale non ha, assolutamente, provveduto ad aumentare le tariffe portuali, nonostante la legge finanziaria preveda la possibilità per le autorità portuali di introdurre nuove tasse ed aliquote, in considerazione anche delle spese da sostenere per la security, per l’esercizio di servizi portuali. Pertanto è stata riportata una grave inesattezza da parte di coloro che vogliono attribuire la causa dell’aumento dei biglietti ad una modifica delle tariffe applicate dall’Autorità Portuale, che non c’è stata». Al di là delle prese di posizioni gli aumenti scatteranno.
Saranno in vigore su tutte le tratte servite dai vettori della flotta regionale, come dire gli scali di Portoferraio, Piombino, Rio Marina, Cavo, Porto Azzurro ma anche quelli del Giglio e di Capraia. Una mini stangata solo per i non residenti: gli abitanti delle isole dell’Arcipelago toscano e tutti i residenti non subiranno contraccolpi, in termini di aumenti. Ben altri quelli su tutto il comparto turistico. Di certo, un notevole introito nelle casse della società, circa 2 milioni di euro a fine anno. Il tutto a carico dei contribuenti. Per raggiungere l’Elba utilizzando l’aliscafo si dovrà, fra giorni, sborsare 10 euro e 40 centesimi, per traghettare un’auto di media grandezza (da 3,51 a 4 metri) in alta stagione costerà 38 euro. Un euro in più, rispetto alle tariffe precedenti, lo dovranno pagare i motociclisti e due euro è il costo aggiuntivo per traghettare un bus.
Per completare l’opera vanno poi sommati, in alcuni casi specifici, i diritti di prenotazione: in soldoni 2 euro e 80 centesimi in aggiunta sul biglietto passeggeri e 4 euro e 56 centesimi per quanto riguarda il traghettamento dell’auto. Un effetto a catena quello della Toremar. Sulla identica posizione anche la Moby, la compagnia privata che fa capo al gruppo Onorato. Anche in questo caso aumenti in sintonia con quelli della flotta statale e maggiori introiti nelle casse della compagnia.
Si tratta del secondo ritocco tariffario che arriva nel giro di 12 mesi. Lo scorso anno, sempre ad aprile, giustificato dalla lievitazione dei prezzi di carburante, un primo ritocco, due euro per il passeggero e 3 euro per l’auto al seguito. Insomma, nel giro di un anno un aumento intorno al 50 per cento: un biglietto passeggeri (periodo alta stagione) sulla tratta Piombino-Portoferraio fino al marzo 2006 costava 5 euro e 10, da domenica prossima 9 euro e 10.
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