Sicurezza
SALUTE
Occhi e diabete: guai "in vista"
Gian Ugo Berti
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Dal diabete alla malattia della retina, il passo è breve. Nel 10% dei casi si tratta di giovani che prima dei 40 anni, non potranno più guidare, usare il computer o leggere un libro. L'allarme viene dall'Università di Firenze. Secondo Ugo Menchini, direttore della clinica oculistica, per evitare o limitare i danni a carico dell'occhio occorre potenziare la prevenzione del diabete. Tre sono le figure operative che devono ruotare attorno al paziente: il medico di base, il diabetologo e l'oculista. Ma in un percorso di tutela della salute, è soprattutto necessario sensibilizzare sempre più l'opinione pubblica sui corretti stili di vita e sulla consapevolezza che la presenza di familiarità diabetica debba maggiormente spingere la popolazione ad effettuare precoci e costanti controlli. Ed è nel programma preventivo - ha spiegato nell'incontro stampa promosso a Firenze da Novartis, Giovanni Staurenghi dell'Università di Milano - che bisogna costruire degli accessi differenziati. Lo scopo basilare è quindi la territorializzazione delle visite per evitare le liste d'attesa nei centri ospedalieri ed universitari. Un conto è quindi la prima visita per la valutazione generale della salute dell'occhio, indipendentemente dalla malattia della retina su base diabetica. Un altro è invece il controllo dei diabetici a concreto rischio di perdere la vista a causa delle possibili complicazioni. Positivi riscontri si evidenziano con l'impiego del ranibizumab indicato per la terapia della degenerazione maculare legata all'età ed all'edema maculare diabetico. La sua azione contrasta il "fattore di crescita vascolare endoteliale" ovvero particolari proteine che provocano dilatazione dei vasi sanguigni ed aumento della permeabilità vascolare. In molti casi, dopo tre iniezioni mensili intravitreali, si è dimostrata la stabilizzazione dell'andamento clinico ed anche un miglioramento visivo. La molecola è rimborsata dal servizio sanitario nazionale per le persone affette da degenerazione maculare legata all'età neovascolare attiva ed acuità visiva con la migliore correzione uguale o maggiore di 2/10.
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