Il Tirreno

STAR BENE

Dopo l'abbuffata, niente digiuno

Gian Ugo Berti

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 Passeggiate sì, digiuni no. Dopo due giorni consecutivi d'abbuffate, sono questi alcuni dei suggerimenti utili per sbloccare una situazione, quanto mai prevedibile,che sta interessando un po' tanti tubi di scarico. Quel senso fastidioso cioè di ripienezza che fa girare dall'altra parte alla sola vista d'una tavola imbandita. In pratica, ironia della sorte, quella che soltanto 48 ore fa rappresentava per molti un agognato desiderio, una bramosia della gola attesa quasi un anno. Qualcuno, scoprendo l'acqua calda, dirà soddisfatto: "Ora mi metto a digiuno. Vedrai che mi passerà". Lodevole iniziativa, certo, quella della contrapposizione. Sfugge un particolare. Il nostro organismo è come un motore, se non metti il carburante, non parte. I guai comincerebbero prima che non si dica. Dunque? Dunque, per affrontare il giorno più critico, il 27 dicembre, ecco alcune ipotesi di meù - sturalavandini. Due opzioni a colazione, una salata ed una invece dolce: un succo d'arancia con toast al prosciutto cotto. Latte scremato, caffè, miele, che funge in particolare da antibiotico naturale e cinque biscotti secchi. A chi poi piacesse, a metà mattina, indicato è uno yogurt.  Pranzo: altrettante opzioni. Passato di verdure, legumi e patate, senza pasta o - in alternativa - passato di zucca (verdura invernale facilmente reperibile). Oppure 80 grammi di pasta o riso,condito con pomodoro crudo ed un cucchiaino di formaggio. Sera: carne bianca alla griglia o bollita oppure pesce al forno o cotto al vapore, verdure di stagione, rape, rapini, bietole, condite con limone (digestivo per eccellenza). Infine da bere, soltanto acqua, no ad alcool e dolciumi. Non rimane infine che auguravi buona digestione, ricordandovi di fare esperienza perché a breve sarete messi di nuovo alla prova con il cenone di fine anno.

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di Redazione Pisa