Il Tirreno

Nuova donazione dalla famiglia dello scrittore al Comune

Libri e aiuti ai giovani in ricordo di Aldo Zelli

M. Massei Autunnali
Un’immagine dello scrittore Aldo Zelli
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Un’immagine dello scrittore Aldo Zelli

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 PIOMBINO. Lettere, libri, inediti dattiloscritti e manoscritti. In più, altri 20mila euro per il sostegno nello studio ai giovani capaci, ma provenienti da famiglie in difficoltà. È quanto la famiglia di Aldo Zelli ha donato al Comune, rinnovando una collaborazione che si era innestata già alcuni anni fa al momento della prima donazione. Anche in quella prima occasione si era trattato di una somma di 20mila euro: subito l'amministrazione aveva provveduto all'apertura del primo bando attraverso il quale erano stati individuati i primi studenti aventi diritto alla borsa di studio di 1000 euro messa in palio. Contemporaneamente la famiglia dello scrittore aveva provveduto a stipulare un primo accordo col Comune per la creazione di un "fondo Zelli" da realizzarsi, una volta pronto, nel nuovo polo culturale di piazza Manzoni: a questo proposito l'amministrazione aveva ricevuto una prima parte dell'archivio cartaceo appartenuto ad Aldo Zelli, adesso integrato con un'ultima serie di documenti, composti per lo più di carteggi e scritti inediti. Parallelamente il Comune ha acquisito i diritti di pubblicazione dell'intera opera dello scrittore, compresi i libri già editi in passato da varie case editrici, il che, spiega la responsabile del settore cultura del Comune Maria Gianfranchi «completa il percorso di promozione e valorizzazione della memoria della sua figura e della sua produzione». «Aldo Zelli - commenta l'assessore Ovidio Dell'Omodarme - è stato un personaggio importante per Piombino, oltre che un punto di riferimento per la letteratura per l'infanzia a livello nazionale. Questa iniziativa s'iscrive nel grembo di quelle che l'hanno preceduta nel ricordo dello scrittore e della sua opera, in tempi recenti portata avanti anche da editori locali quali Il Foglio e La Bancarella». Il ruolo del Comune, aggiunge Dell'Omodarme, è soprattutto procedurale, «ma siamo felici di poter andare incontro alle volontà della signora Angela Zelli di voler far rivivere la memoria del marito attraverso iniziative che ne mettano in luce anche la sensibilità sociale, già dimostrata al tempo in cui Aldo Zelli era insegnante presso le scuole medie Manzoni. Coltivare gli interessi e le attitudini dei più capaci, era già da allora una sua caratteristica imprescindibile, specie quando questi ragazzi avevano condizioni familiari tali da rischiare di comprometterne il percorso di studi».

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