Sicurezza
Cantieri dell'alta velocità e nuovi minatori
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Domani Simona Baldanzi presenterà il suo libro in Cittadella Simona Baldanzi presenta "Mugello sottosopra"
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PIOMBINO. Domani alle 17 nel bar de Museo archeologico in Cittadella, incontro con Simona Baldanzi. La giovane autrice presenterà "Mugello sottosopra- Tute arancioni nei cantieri delle grandi opere". L'appuntamento è organizzato dall'associazione Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro, da Legambiente e da Ex Aequo con la collaborazione della libreria Coop. Nata in una famiglia di lavoratori del tessile, da piccola Simona passava le domeniche a far girate nel Mugello, con suo fratello e i genitori. Da grande, al Mugello ha dedicato la sua tesi di laurea e sopattutto il suo romanzo "Figlia di una vestaglia blu", edito nel 2006 e vincitore del premio Fahrenheit Radio Rai tre come miglior esordio, e finalista al premio Viareggio. Quella tesi, quel romanzo, diventano ora "Mugello sottosopra- tute arancioni nei cantieri delle grandi opere", un libro che scava nel cuore della condizione operaia in Mugello. Un percorso di studio nei cantieri dell'Alta velocità prima, della Variante di valico dopo. Tra le grandi opere, cioè, che si snodano tra la Toscana e l'Emilia Romagna, in un territorio tra i più strategici e critici del Paese, in cui la maggior parte della tratta ferroviaria e autostradale è fatta di gallerie. Simona Baldanzi ha trascorso mesi nei campi base, dove vivono i trasfertisti, a mettere insieme dati, ascoltare voci, osservare volti, raccogliere storie fatte di polvere e solitudine. Ascolta i dialetti dei lavoratori, spesso provenienti dal Sud, e col suo libro riesce a tradurre gli sradicamenti, studiando il lavoro di questi nuovi minatori moderni. Prende coscienza di un territorio danneggiato irrimediabilmente. E analizza il fenomeno delle opposizioni locali, dei comitati, sottolineando anche lo squilibrio tra costi e benefici delle opere. Soprattutto, narra la condizione operaia, insistendo sul fatto che quello che continuano a chiedere gli operai, oggi come ieri, è il riconoscimento della dignità del loro lavoro. «Le tute arancioni, così come altri operai, - scrive - sono spie di cosa non va nella nostra società. Per questo spaventano o vengono ignorati».
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