Sicurezza
Il romanzo verrà presentato dopodomani alla libreria Coop
"L'umore nero del caffè" il giallo di Marco Miele
Francesca Lenzi
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Marco Miele mostra il suo primo romanzo 2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. "Dal raccordo anulare s'imbocca la strada per Civitavecchia, poi su a nord, verso Grosseto. Nero era appena entrato in Toscana che a fatica riusciva a mettere insieme i cocci che aveva in testa". Inizia così il romanzo di Marco Miele, "L'umore nero del caffé", pubblicato da Cult Editore. Un "gialletto", lo definisce l'autore non contraddicendo lo spirito sottilmente ironico del toscano doc, presente come ulteriore protagonista all'interno di un libro ambientato nel nostro territorio. Ginepre è il nome, inventato, di un paese della Val di Cornia, nel quale si muove la storia e "Il Nero", pseudonimo del capo della polizia locale, alle prese con un omicidio mai risolto, fra il ricordo e il presente, fra amicizia e odio, sul filo del flashback e dell'oggi. Marco Miele, piombinese classe 1963, da vent'anni marinaio a bordo della pilotina al porto cittadino, è al suo esordio letterario, che presenterà domenica, con Fabio Canessa, alla libreria Coop di via Gori, alle 17,30. È iniziato tutto, per Marco, una notte nella quale ha riunito appunti e ricordi raccontati in passato dai nonni. Storielle e frasi che hanno dato l'impulso per cominciare a scrivere la prima storia del "Nero". L'autore fa sapere infatti che la seconda avventura, una sorta di spin-off, è quasi pronta, e la terza già in testa. Intanto però godiamoci "L'umore del caffé", che ha già conquistato ottimi giudizi, ad eccezione del rimprovero di una persona, come confessa lo stesso scrittore: «La mia mamma. La storia l'ha affascinata, le è piaciuta, molto meno invece le parolacce presenti nel libro. In realtà ce ne sono poche, e messe al posto giusto, ma non le sono andate giù». Il dialetto toscano, turpiloqui compresi, è calato perfettamente nell'atmosfera di una vicenda che ricorda molto le dinamiche cinematografiche, invitando il lettore all'immersione narrativa targata Piombino. I concittadini di Marco, in più alla piacevole lettura, riconosceranno spirito, atmosfera e luoghi della propria terra. «Il giallo - spiega l'autore - è un pretesto per raccontare di noi, dell'amore, dell'odio, della vita e di cosa ci sta intorno».
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