La protesta
Mestieri che scompaiono come quello dei Querci, padre e figlio
Una vita da barbiere Renzo ha chiuso bottega
◗
Renzo Querci nella sua bottega 3 MINUTI DI LETTURA
MONTEVERDI. Mestieri che scompaiono. A Canneto, frazione di Monteverdi, ha chiuso l'unica bottega di barbiere della zona, il titolare Renzo Querci si è deciso a tirare giù metaforicamente la serranda un po' per l'età (ha più di 81 anni), un po' per riguardarsi la salute anche se è ancora saldo sulle gambe ("se mio figlio mi porta a caccia, io ci vado"), lucido e arguto come sempre. Una bottega che chiude in un paesino di 200 anime come Canneto è un pezzetto di storia che scompare. Renzo Querci non era ancora al mondo quando il padre, Beppe, già faceva barbe e capelli in un locale all'interno del borgo-castello oggi utilizzato dalla Croce rossa, e arrotondava con piccole attività saltuarie. Figlio unico, cannetano come il padre, Renzo è già in bottega a sette anni: «Spazzavo - ricorda - e facevo qualche insaponata». Finite le elementari, pettine, forbici e rasoio diventano lavoro a tempo pieno. E pane quotidiano. Alcuni anni dopo sposa Rosina, nascono tre figli Michele, Massimo e Michela, «... è stata dura, ma li ho fatti studiare tutti fino alle superiori - sottolinea Renzo con giusto orgoglio - Michela si è anche laureata». La svolta nell'attività è del 1957: la famiglia Querci acquista un piccolo locale al piano terra che si affaccia su via Roma, la strada principale, passaggio obbligato per il traffico di veicoli dalla Val di Cecina alla Val di Cornia, per la zona industriale di Larderello. Punto strategico e i Querci padre e figlio fanno il possibile per attrezzarlo al meglio: «Era un negozio di spicco!» vanta Renzo ricordando che vi avevano messo due poltrone marca "Balilla" girevoli e comode, allora da queste parti novità assoluta. Con la scomparsa del padre, Renzo resta solo in bottega, una poltrona non serve più, quella rimasta oggi è un ricercato oggetto di modernariato: «Mi telefonano da Firenze per sapere se la vendo...». In un angolo trova spazio la cabina del telefono pubblico, ma dal barbiere Querci si va anche per ordinare le bombole del gas - tutto serve per mandare avanti la famiglia - e per fare quattro chiacchiere. E così nel volgere di qualche anno quel negozio affacciato su via Roma non offre soltanto un servizio utile, ma diventa una sorta di piccola "agorà", un luogo di incontro per la gente del posto: la lettura del "Tirreno", commenti sulle notizie e "voci di paese". Partecipano tutti: il barbiere, il cliente sulla "Balilla", i paesani seduti su due file contrapposte ai lati dell'ingresso. Ora tutto questo non c'è più, ma ogni tanto la porta del negozio è socchiusa, dentro c'è Renzo, curvo sul tavolino illuminato da una abatjour a riparare vecchi orologi: è la sua passione ridare al tempo i battiti che hanno scandito la sua intensa vita di lavoro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
