Il dolore
STAR BENE
Per l'artrite cortisone, ma di sera
Gian Ugo Berti
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Il momento più delicato per i 20 mila toscani affetti da artrite reumatoide è senz'altro la mattina, quando massimo è il livello di dolore e rigidità articolare. Una situazione che, per nove pazienti su dieci, compromette non di poco la qualità di vita. Il dato emerge da uno studio effettuato da Ipsos Mori per conto di Multipharma, a livello europeo. In particolare i dati italiani evidenziano una percentuale decisamente superiore per quanto riguarda la compromissione delle attività quotidiane. L'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica progressiva che causa danni alle cartilagini ed all'osso delle articolazioni coinvolte. Nel tempo, può essere causa di dolore cronico e disabilità severa. Il tutto può avere, sempre secondo l'indagine, un forte e negativo impatto psicologico. Il soggetto si sente, infatti, emotivamente frustrato. Sul piano delle cure, Maurizio Cutolo,dell'Università di Genova, indica nella terapia cortisonica uno dei migliori sistemi di trattamento dell'infiammazione nell'ambito della malattia. La novità sta oggi, in particolare, nei tempi di somministrazione. Non più al mattino, ma la sera prima di coricarsi. Il prednisone a rilascio programmato viene assunto alle ore 22. Il meccanismo consente quindi d'erogare basse dosi di prednisone da quattro a sei ore dopo l'ingestione cioè quando, nelle prime ore della notte, si sviluppa il processo infiammatorio e dunque si concretizza il danno a carico dei tessuti con tutte le negative conseguenze. Al contrario, il prednisone tradizionale, che viene solitamente dato al mattino, non è in grado di controllare così adeguatamente i sintomi della rigidità articolare. In prospettiva, si apprende, sono in corso anche studi ulteriori per indagare il beneficio del prednisone a rilascio programmato in altre situazioni cliniche in cui sia coinvolta l'interleuchina-6, come il quadro severo di asma bronchiale e la polimialgia reumatica.
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