Il Tirreno

SALUTE

Bronchite cronica, colpa del fumo

Gian Ugo Berti

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Hai spesso la tosse? Magari con catarro? Fai fatica a respirare? Hai più di 40 anni? Sei o sei stato fumatore? Se hai risposto "sì" a tre o più domande, parla col tuo medico per un'eventuale esame di spirometria (misura il grado d'ostruzione all'aria che esce dai polmoni). Potrebbe infatti trattarsi della BPCO ovvero la bronchite cronica ostruttiva.  È una cosa grave? Provate a buttar fuori tutta l'aria dai polmoni, ma fino a metà. Ora, inspirate e ripetete l'espirazione come prima. Respiro dopo respiro, dovrete farlo aiutandovi con i muscoli del torace facendo davvero molta fatica, perchè i polmoni si riempiono sempre più d'aria. Respirano così in Toscana 140mila persone. Causa principale è il fumo, sia attivo che passivo. L'entità dell'affezione dipende però da cosa, quanto e come si sia fumato, dall'inquinamento ambientale in cui abitualmente si vive e dalla soggettività della risposta delle cellule dei polmoni agli agenti esterni. Ognuno, in sostanza, è se stesso.  Comunque, si è detto a Milano ad un incontro promosso da Novartis, il 20-40% dei fumatori finisce nel tempo per soffrire della malattia.  I pazienti arrivano, sovente, troppo tardi alla diagnosi - ha commentato Fausta Franchi, dell'associazione Italiana pazienti BPCO Onlus - pechè nella maggior parte dei casi sottovalutano i primi campanelli d'allarme. Inoltre, secondo un'indagine Eurisko, è più facile che a fronte di sintomi come tosse ed affanno, venga prescritto un elettrocardiogramma (86% degli intervistati) piuttosto che un esame spirometrico (38%).  In tema di cure, è emerso, "indacaterolo" rappresenta il nuovo broncodilatatore somministrabile una sola volta al giorno, in grado di combinare un'insorgenza d'azione molto rapida ed una broncodilatazione prolungata (24 ore) ottenendo efficacia maggiore rispetto alle terapie disponibili. Nel decorso della malattia - ha precisato Francesco Blasi dell'Università di Milano - occorre incrementare la terapia aggiungendo al broncodilataore il cortisonico inalatorio. Si assiste tuttavia ad un abuso della cura combinata, riservata invece solo ai casi più gravi. La BPCO - ha concluso Andrea Rossi, dell'azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona - comporta un significativo abbassamento della qualità di vita delle persone che, nelle fasi più avanzate, si ritrovano bloccate in casa, devono dipendere dall'aiuto dei familiari e ricorrere anche all'ossigenoterapia.

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