Italia
SALUTE
Farmacisti al top del gradimento
Gian Ugo Berti
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Secondo un'indagine della Fondazione Censis, il farmacista è il primo in graduatoria negli apprezzamenti della popolazione. A giudizio del presidente, Giuseppe De Rita, tre sono i motivi: la diffusione territoriale delle farmacie (oltre diecimila in Italia), l'accessibilità a qualsiasi ora del giorno e della notte e l'alto profilo professionale. Quest'ultimo, ha precisato nell'incontro svoltosi a Roma "Noi, farmacisti" per l'organizzazione della Fondazione Francesco Cannavò, è stato infatti giudicato ottimo, nella veste di controparte rispetto ai problemi, alla penuria d'informazioni ed alle ansie del singolo dinnanzi ad una malattia o presupposta tale. Il farmacista - sono sempre sue parole - continua dunque ad essere definito un punto di riferimento importante all'interno della comunità e può, a ragione, essere considerato comunitario. Può perché è dappertutto, perché è sempre disponibile e perché è un membro della comunità disponibile ad ascoltare chiunque per qualsiasi problema legato alla sfera della salute". A trent'anni quindi dalla nascita del servizio sanitario nazionale, «Se osserviamo il comportamento del singolo dinanzi alla malattia, è evidente che ci sia da un lato l'ansia "di farmaco", dall'altra un'ansia d'"allargamento" alle medicine alternative, ad altri meccanismi di cura. Ciò che è importante sottolineare - ha aggiunto De Rita (nell'occasione è stato presentato il libro di Giacomo Leopardi, presidente della Fondazione Cannavò, "Breve storia della professione farmaceutica dal secondo dopoguerra al web") - è che una logica un po' statica può considerarsi persa. Questo, dal momento che si slabbra in favore di una dimensione in cui il singolo entra in farmacia e chiede un integratore o addirittura un rimedio omeopatico o fitoterapico, ma anche un'analisi di sangue od il controllo del battito cardiaco». «La soggettività del malato o del presunto tale - ha concluso De Rita - impone quindi una scelta di possibilità terapeutiche che sia il più possibile inclusiva. La farmacia tende anch'essa a fare quest'offerta, all'interno ovviamente di una logica di mercato».
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