Toscana
IL LIBRO
Baldassarri romanziere all'esordio con "L'albero del pepe rosa"
Francesca Lenzi
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Fabio Baldassarri 2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. "Il romanziere è un po' ladro e truffatore. Ruba dal passato, dal presente e dall'altrui immaginazione. Manipola ogni cosa pur di raccontare le sue storie. Alla fedeltà non è tenuto". L'avvertenza, presente in termini simili in quasi tutti i romanzi, al fine di preservare la legittimità artistica dell'autore, va in questo caso considerata in stretta relazione al testo. E sarà più chiara solo alla fine della lettura. È uscito in questi giorni nelle librerie di tutta Italia il nuovo libro di Fabio Baldassarri, "L'albero del pepe rosa", pubblicato da Robin Edizioni (192 pagine, costo 14 euro). È il primo romanzo per l'ex sindaco di Piombino, dopo la biografia di Ilio Barontini (2001) e la raccolta di racconti "Tra la falce e il martello" (2006). Vero è che sin dalle prime battute appare chiara l'appartenenza al sottogenere del romanzo storico, giustificata da un quadro ambientale effettivo e da un contesto politico e sociale concreto. Gli anni che accompagnano il racconto sono in prevalenza i Sessanta e i Settanta, per arrivare fino agli Ottanta con la guerra tra Iraq e Iran, sebbene il post scriptum che chiude la narrazione suggerisca una riflessione attuale. Baldassarri fraziona il romanzo in tre parti, sviluppate ciascuna in sette capitoli, secondo un condizionamento dantesco che spiega bene nel backstage. Scelta particolare, insolita nell'ambito letterario, il "dietro le quinte" de "L'albero del pepe rosa" non è solo un'occasione di chiarimento che lo scrittore si prende nei confronti dei lettori, ma una porzione integrante l'opera. Ripartito secondo sezioni che rimandano a criteri cinematografici (location, genere, colonna sonora montaggio, produzione) il backstage svela in altro modo le impressioni riferite dal romanzo, arrivando ad offrire un ulteriore strumento di ricezione del racconto. Le vicende dei personaggi, distribuiti in protagonisti, comprimari e comparse, si intrecciano in una Toscana percorsa dagli avvenimenti del tempo: l'alluvione del 1966, la contestazione studentesca, gli anni di piombo, la classe operaia, il movimento femminista, per diluirsi in eventi e fenomeni che oltrepassano i limiti territoriali (Martin Luther King, Bob Kennedy, i Beatles). Il risultato è un affresco che osserva le contraddizioni dei personaggi, simmetriche ai turbamenti dell'epoca, in uno stile dinamico, fatto di periodi brevi e descrizioni oggettive, spesso tuttavia attraversate da implicite suggestioni e momenti lirici.
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