Il Tirreno

Ballantini, il comico-pittore al Chiostro

M.Antonietta Schiavina
Dario Ballantini
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Dario Ballantini

E i suoi quadri vanno in esposizione da Rubbia al Colle

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 SUVERETO. Straordinario fantasista, comico, ideatore di un trasformismo artigianale che lo pone a metà strada tra Noschese e Fregoli, inviato-imitatore di "Striscia la notizia", ma anche pittore espressionista di ottimo livello, il livornese Dario Ballantini, stasera (21,30) sarà al Chiostro di Suvereto con la sua storia e una mostra di quadri. Ballantini è conosciuto al grande pubblico soprattutto per l'imitazione dello stilista Valentino, ma è geniale anche in quelle esilaranti del Garante della privacy Rodotà, di Margherita Hack, Gianni Morandi, Vasco Rossi.  Il suo repertorio comprende anche Nanni Moretti, Gino Paoli, Roberto Cavalli, Adriano Pappalardo, la Contessa De Blanc, Tony Renis, Luca Cordero Di Montezemolo, Antonio Fazio, l'avvocatessa Giulia Buongiorno, Franco Marini, Giorgio Napolitano, Valentino Rossi, Il Principe Vittorio Emanuele III di Savoia e, ultima nata nella sua poliedrica fantasia, la rossa Michela Brambilla, grande supporter della politica berlusconiana.  Si dice che i toscani abbiano la comicità, ma soprattutto la satira nel sangue. E che i livornesi in questo siano in prima fila. Quanto ha influito il fatto di essere nato a Livorno sulla sua comicità?  «Credo che abbia influito più che altro un aspetto della livornesità e cioè il coraggio che hanno i livornesi di esporsi, unito al senso di ironia-autoironia».  A che età e dove ha incominciato a distribuire gag?  «A 18 anni, e precisamente a "Radio Flash", una radio privata livornese con un programma che scimmiottava il miticoo "Alto Gradimento". Contemporaneamente, ancora studente liceale, partecipavo alla messa in scena della commedia vernacolare "Li Sfollati" di Beppe Orlandi e Gigi Benigni, insieme ad altri miei coetanei, tutti nipoti d'arte come me».  Quando hanno preso vita invece i suoi esclusivi e divertenti trasformismi?  «Circa un anno dopo, durante alcuni spettacoli di cabaret, che mi fecero approdare, diciannovenne, al programma tv "Ciao Gente" condotto da Corrado su Canale 5, con l'imitazione di Bearzot e Falcao: formavo allora il duo "Dario e Stefano" insieme a un mio compagno di liceo».  Da sempre, anche se il grande pubblico lo ha scoperto da poco, lei dipinge ed espone i suoi quadri con grande successo di critica. Ma il primo dipinto se lo ricorda?  «Sì. Frequentavo il liceo artistico e dopo una serie interminabile di disegni a tema, un giorno, il professore ci disse che potevamo fare un quadro a libera interpretazione. Io dipinsi una figura blu che stava appoggiata al muro, con un grande occhio sopra e ricordo che il professore ne rimase colpito. Mi disse: "Ballantini, finalmente vedo cos'hai dentro».  La sua passione per la pittura si è manifestata molto presto, probabilmente dovuta ai primi incontri con i pennelli già tra le mura di casa, con il padre pittore neorealista e gli zii post-macchiaioli. Ma la famiglia l'ha incoraggiata?  «Non molto, anche perché, come si sa, il lavoro dell'artista è ad alto rischio fallimento».  Cosa ci vogliono dire le sue opere coloratissime ma un po' inquietanti?  «Che forse c'è una strada dentro di noi per capire cosa ci stiamo a fare su questa Terra complicata».  A tu per tu con Dario Ballantini: Chiostro di Suvereto, seconda tappa della serie "Gli incontri del Chiostro" a cura dell'assessorato alla cultura e dell'associazione culturale ExTra.  La mostra di Dario Ballantini sarà visitabile - qualche opera verrà esposta al Chiostro stasera - negli spazi della Cantina Rubbia al Colle dei fratelli Muratori-Suvereto fino al 20 tutti i giorni dalle 16 alle 20.

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