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C'è un rapporto diretto tra cervello e spiritualità
Gian Ugo Berti
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Esiste un rapporto diretto fra cervello e spiritualità. Per la prima volta, la scienza ha individuato un possibile legame tra l'attività cerebrale e l'attitudine umana a privilegiare o meno i moti dello spirito. Secondo uno studio dell'Università di Udine pubblicato su "Neuroni" - precisa la società italiana di neurologia - sono le parti fronto-temporali del cervello ad avere un ruolo determinante in tal senso. "Sebbene alcuni studi effettuati con neuroimmagini suggeriscano l'idea che l'attivazione di un'estesa area frontotemporale sia legata ad esperienze di tipo spirituale, nulla si sapeva ancora dell'origine di tutto ciò", dice Cosimo Urgesi, dell'Università di Udine, autore della ricerca. Per fare chiarezza sui meccanismi neurologici di questo processo il gruppo di Udine ha mappato con tecniche avanzate di neuroimmagini, le lesioni cerebrali conseguenti ad interventi neurochirurgici, mettendo poi in rapporto eventuali modificazioni della personalità. Bene - si conclude nella pubblicazione - da questa originale ricerca è emerso che i danni subite nelle zone parietali hanno un'influenza diretta sulla tendenza alla spiritualità, sviluppando addirittura tale attitudine. "I risultati di questo studio", dice ancora Urgesi, "fanno ritenere che le aree parietali del cervello abbiano un ruolo attivo nel determinare la predisposizione degli individui alla spiritualità ed accendono nuova luce sulle basi neurologiche delle alterazioni sia della spiritualità sia dei comportamenti delle persone con disordini mentali".
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