Il Tirreno

Elba sempre in emergenza: senza canile e soccorso h24

di Cecilia Cecchi
Elba sempre in emergenza: senza canile e soccorso h24

Recuperati due segugi senza microchip che cercano casa al più presto. Pilato (Animal Project):

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PORTOFERRAIO.  Trovati sulla strada di Colle Reciso (e nessuno che li reclama) due segugi ospiti, ancora per poco, in un canile privato a Sant’Ilario. Gattini che presto torneranno in strada senza adozione. Ieri un soccorso veterinario per una micia che stava malissimo risolto in emergenza. Che si tratti di aiutare animali in fin di vita o in difficoltà vuol dire incontrare volontarie di Animal Project Isola d’Elba.
«Questo 2023? Anno sul fronte della questione animale che non lascia segno positivo – racconta per Animal Project Rita Pilato – . Ad aprile l’abbandono di una mamma gatta coi suoi tre piccini appena nati, con la triste conseguenza della morte di due cucciolini. Poco dopo, la morte del pastore maremmano Oscar per una torsione gastrica senza che la sua proprietaria fosse riuscita a trovare un veterinario alle 20.40 di sera. Nei mesi successivi? Abbandoni di gatti adulti e cucciolate alle Terme San Giovanni, ancora Puntale. Poi novembre con un altro caso di morte di un cane, il pastore tedesco Rudolf, investito da un’auto verso mezzanotte e morto dopo ore di agonia, non soccorso da alcun veterinario. Per chiudere, speriamo – aggiunge – l’abbandono di due segugi materializzati dal nulla, senza microchip e che a breve finiranno in canile fuori Elba».
Difficile pensare l’Elba “pet friendly”. «Immagine – conferma Pilato – di cui si racconta ma che si sgretola visti fatti e comportamenti. Triste cronaca va in perfetto parallelismo con la situazione politico amministrativa. Una reperibilità veterinaria che non c’è; forse partirà a gennaio 2024 con la sola disponibilità di tre veterinari (il cui sforzo apprezziamo davvero tanto) che copriranno solo tre notti a settimana e un numero verde che garantisce una risposta telefonica da cliniche fuori Elba e che, quindi, non sarà in grado di assicurare interventi concreti sui nostri animali in situazioni di emergenza nei fine settimana e nelle due notti senza reperibilità».
Più un canile che non c’è. «Sebbene – ricorda Pilato – ci sia il finanziamento di 600mila euro della Regione al posto di quello revocato dalla Fondazione tedesca Bastet, scopriamo che 950mila non bastano più a coprire la spesa. Quindi? Il progetto rivisto, con tempi chesi continueranno ad allungare, e la realizzazione della clinica veterinaria H24 viene posticipata a data da destinarsi per mancanza di fondi. A fronte di una spesa comunque esorbitante – dice Pilato – , ci dovremo accontentare di un progetto carente. Procedimento burocratico amministrativo portato avanti senza alcuna condivisione con le associazioni animaliste che sono le uniche a farsi carico delle conseguenze di carenze ormai croniche del territorio. Noi volontarie siamo stanche di dover sopperire alle mancanze strutturali di quest’Isola; bene ricordare che l’assenza di ogni servizio per la tutela degli animali ricade su di noi, dal dover recuperare, soccorrere e custodire animali abbandonati o malati, al cercare di supportare – spiega – in ogni modo persone disperate che a mezzanotte ci chiedono aiuto per curare il proprio animale, al doverci occupare di trovare un ricovero per i cani vaganti o abbandonati che sennò resterebbero per strada. Tutto questo a fronte, solo in rari casi, di contributi che per quanto ci riguarda coprono nemmeno il 50% delle spese che sosteniamo».
«Ormai – sottolinea Pilato – , questa triste situazione ha varcato il canale e la notizia della morte di Oscar e di Rudolf è arrivata alla cronaca nazionale; in tanti commentano sui post che rinunceranno all’Elba nell’interesse dei loro animali. Noi elbani non abbiamo alternative, ma i turisti sì. Per quanto ancora pensiamo di raccontare la favola dell’Elba pet friendly? E le categorie economiche (attività ricettive e commerciali) che perderanno clienti grazie a questa pubblicità, pensano di continuare ad ignorare questo problema? Auspichiamo che se non saranno la necessità di dare attuazione ad un obbligo di legge che vige dal lontano 1991 o la coscienza animalista, a stimolare i nostri sindaci, almeno l’aspetto e l’interesse economico possano smuovere qualcosa». Per sterzare verso prospettive migliori? Bel Natale per i due segugi e i tanti gattini.

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