Italia
Rimateria, rilanciato l'sos «Lavoratori da ricollocare»
Varie ipotesi messe sul tavolo dai sindacati nel corso dell'incontro con la giunta. «Con il porta a porta una parte dell'organico potrebbe passare a Sei Toscana»
PIOMBINO. Garantire in qualche modo la continuità occupazionale ai 43 lavoratori di Rimateria. Da una parte trovando il modo di ricorrere agli ammortizzatori sociali, dall'altra provando ricollocare almeno una parte degli addetti in altre realtà aziendali del territorio. Di questo si è parlato nel corso dell'incontro che nel pomeriggio di lunedì i responsabili sindacali di Rimateria hanno avuto con l'assessora Sabrina Nigro e con altri componenti della giunta comunale di Piombino. È stata l'assessora a convocare in municipio i sindacalisti, dopo che ieri mattina i lavoratori di Rimateria si sono riuniti in un'assemblea autoconvocata e in un presidio tenuto di fronte alla discarica di Ischia di Crociano. «Si è trattato di un primo incontro - spiega Mauro Marini (Cgil) - la giunta ci ha ascoltato e ha garantito sostegno, affinché sia garantita la continuità occupazionale». Il prossimo appuntamento chiave per la vertenza Rimateria è il tavolo di crisi convocato dalla Regione per il prossimo 31 maggio. In quell'occasione i sindacati chiederanno di verificare all'ente regionale le condizioni per attivare la cassa integrazione. Uno scenario non scontato, secondo quanto sondato nei giorni scorsi dagli stessi responsabili sindacali con gli uffici locali dell'Inps.
«Abbiamo posto sul tavolo altre questioni - aggiunge Giovanni Golino, sindacalista della Cgil - la giunta comunale ci ha scoltato, vedremo nei prossimi giorni se sarà disposta a sostenerci. Tra le ipotesi che, come sindacati, abbiamo avanzato c'è il possibile assorbimento di una parte del nostro personale, nell'ottica di un riassetto del servizio di raccolta dei rifiuti. In particolare si tratta di capire se ci sono i margini per assorbire almeno una parte del personale in Sei Toscana, nell'ambito di un potenziamento sei servizi, con il passaggio a un servizio di raccolta porta a porta che prevederebbe un aumento degli addetti impegnati. Non è l'unico scenario possibile: abbiamo chiesto un eventuale riassorbimento degli addetti ex Inpdap nell'organico dell'amministrazione comunale». «Terza ipotesi in piedi - conclude il sindacalista Golino - è la mobilità tra società partecipate. Insomma, gli strumenti ci sarebbero. Per la cassa integrazione, invece, c'è da capire se è applicabile nel nostro caso. Cercheremo di capirlo nel tavolo del 31».Insomma, siamo solo agli inizi di una vertenza che si preannuncia molto lunga. Nel corso del presidio di lunedì scorso i lavoratori di Rimateria non hanno nascosto la delusione e hanno dichiarato di sentirsi abbandonati dalla politica. Sono preoccupati e temono di non riscuotere lo stipendio già a partire dal 10 di giugno
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